Girolamo De Rada

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Girolamo De Rada

Girolamo De Rada (in albanese: Jeronim De Rada; Macchia Albanese, 1814Scutari, 1903) è stato uno scrittore italiano di origine arbëreshë[1], fra le più importanti figure del movimento nazionalista albanese nel XIX secolo in Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un papàs della Chiesa bizantina italo-albanese[2] nato a Macchia Albanese nelle montagne di Cosenza, De Rada frequentò il Collegio di Sant'Adriano a San Demetrio Corone. Presto, fiero della sua discendenza albanese, cominciò sin da bambino a collezionare materiali di folklore. Nell'ottobre 1834, seguendo i desideri di suo padre, si iscrisse alla Facolta di giurisprudenza dell'Università di Napoli, ma il suo principale interesse era il folklore e la letteratura. Nel 1836 a Napoli De Rada pubblicò la prima edizione del suo poema, più conosciuto in lingua albanese, i Canti di Milosao sotto il titolo italiano Poesie albanesi del XV secolo - Canti di Milosao, figlio del despota di Scutari. Dovette però abbandonare presto i suoi studi a causa di un'epidemia di colera a Napoli e ritornò a casa in Calabria.

La sua seconda opera, Canti storici albanesi di Serafina Thopia, moglie del principe Nicola Ducagino (Napoli 1839), fu confiscata dalle autorità borboniche perché De Rada era accusato di affiliazione con gruppi di cospiratori durante il Risorgimento italiano. L'opera fu ripubblicata con il titolo Canti di Serafina Thopia, principessa di Zadrina nel secolo XV (Napoli 1843) e anni più tardi in una terza versione con il titolo "Specchio di umano transito, vita di Serafina Thopia, Principessa di Ducagino" (Napoli 1897). La sua tragedia storica in italiano I Numidi (Napoli 1846), approfondita mezzo secolo più tardi come Sofonisba, dramma storico (Napoli 1892), ricevette scarso successo. Nel 1848, De Rada fondò il giornale «L'Albanese d'Italia» che comprendeva articoli anche in lingua albanese. Questo giornale politico bilingue, morale e letterario, con una tiratura finale di 3200 copie, fu il primo periodico in lingua albanese in tutto il mondo. Prima che l'Albania diventasse un'entità politica, essa era già una realtà nelle opere di Girolamo De Rada. La sua visione di un'Albania indipendente crebbe, nella seconda metà dell'Ottocento, da un semplice desiderio di un obiettivo politico realistico nel quale De Rada era passionalmente coinvolto; da qui partirono contatti con i maggiori intellettuali albanesi dell'Arbëria, in particolare con Demetrio Camarda.

De Rada fu il precursore e la prima voce udibile del movimento romantico nella letteratura albanese, un movimento che, ispirato dalla sua energia infallibile nel credere nel risveglio tra gli albanesi in Italia e nei Balcani, doveva trasformarsi nel nazionalismo romantico caratteristico del periodo del rinascimento in Albania. Le sue attività politiche e letterarie erano strumenti non solamente per favorire la coscienza per la minoranza albanese d'Italia, ma pure per gettare le basi per la letteratura nazionale albanese.

La sua opera la più popolare in letteratura è la sopra citata Canti di Milosao, conosciuta in albanese come "Këngët e Milosaos", una ballata romantica che mette in scena l'amore di Milosao, un immaginario giovane nobile nella Scutari del XIV secolo, che ritorna a casa da Tessalonica. Qui, nella fontana del villaggio, incontra Rina, la figlia del pastore Kollogre, e se ne innamora. La differenza di status sociale tra gli amanti impedisce a lungo la loro unione, finché un terremoto distrugge la città e tutto ciò che distingueva le classi sociali. Dopo il loro matrimonio, nasce un bambino. Ma il matrimonio non dura molto. Il bambino e la moglie di Milosao muoiono, e lui, ferito in battaglia, muore su una riva in vista di Scutari. I Canti di Milosao diedero anche forma ad un sistema alfabetico, incentrato sulla commistione di latino e greco, che, a seguito delle critiche mosse sull'Omnibus da Vincenzo Torelli, fu modificato nel 1839 all'interno dei ricordati Canti di Serafina Thopia[3].

La sua Opera omnia è stata pubblicata postuma, in tre volumi, usciti nel 2005, per l'editore Rubbettino.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Traduzioni in inglese di poemi si possono trovare nell'articolo Jeronim DE RADA - POETRY
  2. ^ Secondo la tradizione comune alla Chiesa Ortodossa d'Oriente i sacerdoti (papàdhes) cattolici di rito orientale possono essere sposati prima dell'ordinazione.
  3. ^ G. De Rada, Opera Omnia, vol. I, a cura di F. Altimari, Rubbettino, Soveria Mannelli 2005, p. 53

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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