Giovedì nero
Il giovedì nero (24 ottobre del 1929) è stato il primo giorno in cui con chiarezza si è profilato il più rovinoso crollo di Wall Street della storia, dopo alcuni anni di boom.
Martedì 22 ottobre, il presidente della National City Bank dichiara: "Non mi risulta ci sia nulla di fondamentalmente negativo nel mercato azionario, nelle imprese e nella struttura creditizia ad esso relativa". Il giorno successivo crollano i prezzi. Due giorni dopo, nel giovedì nero, vengono gettati nel mercato azionario molti pacchetti azionari di cui gli investitori si liberano. I principali banchieri costituiscono un pool nel tentativo di stabilizzare i prezzi. Le quotazioni restano invariate il venerdì, ma il fine settimana non attenua i timori degli investitori che ricominciano a svendere i propri titoli.
Si giunge così al martedì 29 ottobre, il giorno più rovinoso di tutta la storia dei mercati azionari. L'indice delle quotazioni crolla di ben quarantatré punti (quasi il 13% del valore del mercato).
Dal 1929 al 1933 gli americani vedranno ridursi i loro introiti del 50%.
La ripresa prenderà corpo con Franklin Delano Roosevelt ed il New Deal, a partire dalla seconda metà del 1933.