Giovanni II di Francia
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Giovanni II, detto il Buono, in francese Jean II le Bon (Le Mans, 26 aprile 1319 – Londra, 8 aprile 1364), fu re di Francia dal 1350 al 1364, duca di Normandia e conte d'Angiò e Maine dal 1332 al 1350, conte di Poitiers dal 1344 al 1350, e duca di Guienne dal 1345 al 1350. Giovanni, secondo re di Francia del ramo della dinastia capetingia detto dei Valois, era figlio di Filippo VI e Giovanna di Borgogna.
Assieme alla seconda moglie Giovanna I d'Auvergne, fu consacrato nella cattedrale di Reims il 26 settembre 1350 dall'arcivescovo Giovanni II di Vienne.
Il re Giovanni era un cavaliere coraggioso. Il suo regno fu marcato da gravi problemi finanziari, da intrighi di Carlo il Malvagio, re di Navarra e dalla crisi degli Stati generali diretti da Étienne Marcel. Approfittando di tutti questi problemi, gli inglesi, condotti da Edoardo III e dal Principe Nero suo figlio, si lanciarono in una spedizione nella Linguadoca e in Guascogna nel 1355.
Il 19 settembre 1356, Giovanni venne battuto nella battaglia di Poitiers. Imprigionato, fu condotto a Londra. Nel 1360, il Trattato di Brétigny lo rese libero dietro pagamento di 3 milioni di scudi d'oro (11.640 chilogrammi), ma due dei suoi figli, Giovanni e Luigi, avrebbero dovuto prendere il suo posto a Londra come garanzia per il pagamento del riscatto. Uno di essi, Luigi, fuggì nel 1363 e Giovanni, per pegno d'onore, tornò a Londra dove morì l'anno seguente.
Indice |
[modifica] Personalità
Giovanni il Buono era di salute fragile [1]; poco sportivo, giostrava poco ma praticava la caccia [2]. Aveva una personalità sensibile e si lasciava facilmente andare a una forte emotività, fino ad essere addirittura violento[2]. Amava i libri, proteggeva pittori e musicisti[3]. La sua immagine di re cavaliere proviene dalla sua eroica condotta alla battaglia di Poitiers e dalla creazione dell'Ordre de l'Étoile (Ordine della Stella), ambedue spinti da necessità politiche.
[modifica] Biografia
La corte del re Filippo VI era largamente cosmopolita; molti signori, come Raul II di Brienne, avevano possedimenti a cavallo di diversi regni.
Il regno di Francia esercitava un'attrazione sia economica che amministratuva; dai tempi di Luigi il Santo, la modernizzazione del sistema giuridico attirava nella sfera culturale francese numerose regioni limitrofe. In particolare nelle terre del Sacro Romano Impero, nelle città del Delfinato o nella contea di Borgogna (l'odierna Franca Contea), si ricorreva alla giustizia regale per regolare dei litigi: il re inviava per esempio il bailli di Maçon per intervenire a Lione[4].
I re di Francia seppero attirarsi a corte la nobiltà di queste regioni concedendo rendite e mettendo in pratica un'abile politica matrimoniale. Così, la Casa Savoia prestavano omaggio al re di Francia per sfuggire ai dazi di pensione. Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia, era perciò un'abituale presenza alla corte francese, come il figlio Vecenslao, futuro imperatore Carlo IV [5]. Giovanni fu così dato in sposo, a tredici anni, a Bonne di Lussemburgo, figlia di Giovanni di Lussemburgo[5].
Alla stessa maniera, il conte Umberto II di Viennois, rovinato dalla sua incapacità a togliere la tassa[6] e senza eredi dopo la morte del suo solo figlio, vendette il Delfinato[7] a Filippo VI.
[modifica] Duca di Normandia
Giovanni il buono ricevette in appannagio la Normandia e constatò che gran parte della nobiltà normanda era attirata dalla sfera inglese. In effetti, economicamente la Normandia dipendeva dal commercio marittimo attraverso la Manica tanto quanto dal commercio fluviale lungo la Senna. I ribelli normandi desideravano vedere il loro capo Goffredo di Harcourt divenire duca di Normandia, il che avrebbe garantito il rispetto degli accorti che conferivano al ducato un'ampia autonomia[8]. Il suo castello di Saint-Sauveur-le-Sauveur venne occupato dalle truppe reali e Goffredo dovette fuggire nel Brabante, paese natale si sua madre. Tre dei suoi compagnoni furono decapitati a Parigi il 3 aprile 1344 e le loro teste vennero inviate a Saint-Lô per esservi esposte sopra una strada centrale [8].
Nel Brabante, il ribelle Goffredo constatò che i Fiamminghi guidati da Jacob Van Artevelde avevano riconosciuto come re Edoardo III che faceva valere i duoi diritti sua corona francese dalla dichiarazione di guerra (Edoardo era nipote da parte di madre di Filippo il Bello)[9]. All'inizio del 1345, Goffredo fugge in Inghilterra dove Edoardo III lo prende sotto protezione. Gli omaggi dei signori norandi resi a Edoardo minacciano in modo ancor maggiore la legittimità dei Valois sul trono francese. La disastrosa battaglia di Crécy e l'assedio di Calais da parte inglese distrussero tutto il loro prestigio e dovettero lottare contro numerosi voltagabbana che rischiavano di portare al campo avverso la nobiltà della parte nord-occidentale della Francia, ovvero delle terre sotto la sfera d'influenza economica inglese. A quel punto i Valois decisero di trattare. Giovanni incontrò Goffredo di Harcourt al quale vennero resi tutti i suoi beni. Filippo VI lo nominò capitano sovrano in Normandia[8].
La nobiltà normanda era da molto tempo divisa in due partiti: i conti di Tancarville e quelli di Harcourt combattevano una guerra senza pietà da molte generazioni[10]. Fu allora logico che Giovanni si riconciliasse con i Tancarville per poter assumere autorità sulla Normandia. Il visconte Giovanni di Melun aveva sposato Giovanna, l'unica ereditiera della contea di Tancarville che era alla testa di uno dei grandi partiti normandi[11]. Così furono i Melun-Tancarville a formare l'ossatura del partito di Giovanni il Buono, allorché Goffredo di Harcourt era il difensore storico delle libertà normande e e quindi del partito riformatore. La riconciliazione fra Goffredo e Carlo II di Navarra che si diceva riformatore fu così lapalissiana [8].
Nel 1347, dopo la Battaglia di Crécy e l'assedio di Calais, Filippo VI era ormai solo un anziano (53 anni) re screditato; fu così il duca di Normandia Giovanni a prendere in mano le cose: i suoi alleati (i Melun e i membri della borghesia di affare che erano appena stati vittime della purga seguita a Crécy e che erano poi stati riabilitati dal principe) entrarono nel consiglio del re e alla Camera di Conti[12], per poi occupare posti elevati nell'amministrazione statale. Giovanni, inoltre, termina i negoziati nel Delfinato.
La moglie di Giovanni Bonne di Lussemburgo, che gli aveva dato undici figli, di cui quattro maschi, morì l'11 settembre 1349 di peste. Filippo Vi, per accrescere le sue possessioni orientali, realizzò un altro colpo diplomatico facendo sposare in seconde nozze Giovanni con Jeanne di Boulogne-Auvergne, figlia di Guglielmo d'Auvergne e di Margherita d'Evreux, il 19 febbraio 1350. Jeanne, ventiquattrenne e già vedova di un primo marito, era ereditiera del ducato di Borgogna, che sarebbe stata assimilata alla corona dopo la sua morte; già contessa di Boulogne e d'Auvergne dopo la morte del padre, alla morte del primo marito Filippo di Borgogna nel '46 e poi del suocero Oddone IV di Borgogna nel '50 si ritrovò alla testa del ducato e della contea di Borgogna, e pure dell'Artois[13], come reggente del figlio Filippo I di Borgogna.
[modifica] La presa del potere
La guerra dei Cent'Anni conobbe un periodo di tregua fino alla grande Peste nera del '49. La prima parte della guerra era stata a largo vantaggio degli inglesi, con Edoardo III che aveva riporato vittorie schiaccianti alla L'Écluse e a Crécy e poi prendendo Calais. Il potere dei Vaolis era da più parti e molto diffusamente contestato: Edoardo III e Carlo II di Navarra, ambedue discendenti di Filippo IV (nonno materno dell'uno e nonno paterno della madre dell'altro), rivendicavano la corona.
Il 22 agosto 1350 Filippo VI morì. Il 29 agosto, una flotta di navi guidata da Carlo de La Cerda intercettò al largo di Winchelsea Edoardo III che probabilmente stava per recarsi a Reims al fine di farsi incoronare re di Francia; la battaglia navale volge ovviamente a favore degli inglesi, comunque al prezzo di ingenti perdite; Edoardo III non poté però più opporsi alla frettolosa incoronazione di Giovanni II avvenuta il 26 settembre[14].
Carlo II di Navarra, la cui madre Giovanna aveva rinunciato nel 1328 alla corona di Francia per quella di Navarra, era il primogenito di un potente e sapeva raggrupparsi attorno i malcontenti del regno dei primi Valois. Era sostenuto da molti e prossimi alleati: la famiglia dei conti di Boulogne (il conte, i cardinale, i loro due fratelli e la loro parentela dell'Auvergne, i baroni dello Champagne fedeli a Giovanna di Navarra (che era anche contessa di quei luoghi)[15] e i fedeli a Roberto III d'Artois, cacciato dal regno da Filippo VI. Era anche sostenuto dall'Università di Parigi e dai mercanti del nord-ovest, per i quali il commercio oltre la Manica era un'attività essenziale)[16].
[modifica] L'esecuzione di Raul di Brienne
Il 19 novembre 1350, Giovanni fece uccidere il connestabile Raul II di Brienne. Quest'ultimo era appena tornato dopo un periodo di prigionia in Inghilterra. Le cause dell'esecuzione rimasero segrete, tuttavia potrebbe essere stato accusato di alto tradimanto. In effetti, le possessioni di Raul si estendevano in diversi regni (Francia, Inghilterra e Irlanda)[17]. Come tutti i signori i cui possedimenti avevano una costa rivolta a Ovest (tranne i domini nella pianura della Senna che potevano facilmente commerciare con Parigi), aveva interessi economici a sostenere l'Inghilterra (essendo all'epoca il trasporto marittimo più conveniente di quello terrestre, costituiva una zona di scambi molto fitti)[18]. Raul avrebbe negoziato la sua liberazione con l'impegno di riconoscere Edoardo re di Francia e Giovanni l'avrebbe saputo per mezzo di alcuni corrieri mandati in Inghilterra[19]. Il re non desiderava certo che si spargesse la voce perché non si rimettesse in giro la questione sui diritti di Edoardo alla corona di Francia[19]. In 24 ore, Raul II di Brienne venne arrestato, giudicato "a porte chiuse", decapitato e i suoi beni confiscati[19].
L'oscuità vigente sulle ragioni di questa condanna lasciarono campo ai pettegolezzi e ai sospetti: si sisse che il connestabile fosse stato decapitato perché aveva intrattenuto una relazione con la prima moglie di Giovanni, Bonne di Lussemburgo, pettegolezzi che permisero in seguito di gettare discredito sui futuri Valois mettendo in dubbio la legittimità e quindi il diritto di eredità dei re successivi. [20]. L'impressione fu molto negativa: Raul di Brienne aveva molti sostenitori che ripararono allora in campo navarrese[21]; i signori normandi e la nobiltà del nord-ovest (Piccardia, Artois, Vermandois, Beauvasis e le Fiandre), la cui economia dipendeva in parte dalla sfera inglese, si sente minacciata e si appressa a Carlo di Navarra o ai fratelli di Picquigny fedeli alleati del connestabile[15]. Il giorno dopo l'uccisione di Raul di Brienne, Carlo il Malvagio scisse al duca di Lancaster Henry of Grosmont:
| « Tutti i nobili di Normandia sono passati con me a morte a vita » |
[15].
[modifica] Prime misure
[modifica] Creazione dell’Ordre de l’Étoile
L’Ordine della Giarrettiera, creato da Edoardo III, arrischiava di captare cavalieri poiché all'epoca, dopo generazioni di alleanze matrimoniali, i domini signorili erano spesso sparse e dipendenti da più regni[22]. I signori dell'ovest della Francia avrebbero potuto seguire la logica economica che faceva della Manica una grande zona di scambio e tendere a favore del campo inglese. Giovanni il Buono creò così l'Ordre de l'Étoile (Ordine della Stella). La feudalità del XIV secolo era in crisi e la nobiltà doveva affrontare un sensibile carico della loro rendite in seguito al censo che aumentava regolarmente. La stessa appartenenza alla nobiltà si definiva per mezzo di un comportamento onorabile e dispendioso: vivendo sul lavoro dei paesi, il capo doveva manifestare la sua larghezza e intrattenere le masse[23]. Alcuni membri della nobiltà avrebbero potuto quindi cambiare campo se Edoardo III avesse loro proposto una rendita. Fu così che venne dato uno "stipendio" ai cavalieri dell'Ordre de l'Étoile. Le sue regole riflettevano l'ideale cavalleresco, e la sede venne stabilita a Saint-Ouen, non lontano da Saint-Denis dove venivano conservate le tombe dei re e le insegne regali. I membri dell'Ordine si riconoscevano da una collana che aveva per pendaglio una stella bianca su smalto rosso con il seguente motto: Monstrant regibus astra viam, ovvero Le stelle mostrano ai re il cammino.
Si trattava poi di cambiare dei valori di disciplina militare all'insegna della prodezza in gran parte responsabili della disastrosa perdita nella battaglia di Crécy[24]. Gli statuti prevedevano che i membri dell'Ordine non avrebbero mai dovuto voltare le spalle al nemico e durante la prima riunione dell'Ordine dovettero giurare che non sarebbero mai indietreggiati di più di quattro passi. Sebbene queste misure fossero tatticamente sensate, nei fatti un'unità che non indietreggia se messa difficoltà si ritrova nel rischio di essere perduta. Difatti, alla battaglia di Poitiers, queste disposizioni portarono alla cattura o alla morte di molte persone, tra cui il capo, il re in persona, che venne fatto prigioniero.L'Ordine cadde così in disuso piuttosto rapidamente.
[modifica] Ordinanza dui mestieri a Parigi
Gli effetti demografici della peste nera comportarono una diminuzione di manodopera e dei prodotti agricoli. Per evitare l'inflazione, il re bloccò i prezzi e i salari in un ordinanza del 30 gennaio 1351, imitando ciò che aveva fatto Edoardo III nel 1349 con lo Statuto dei lavoratori[25]. L'ordinanza vietava anche il mendicare, poiché l'inattività aggarvava la penuria di manodopera e i vagabondi vennero spesso arruolati nelle bande mercenarie non pagate che militavano per il paese [25]. Infine ci si poteva stabilire come artigiani a Parigi, il che ruppe il sistema delle corporazioni e contribuì a impedire l'innalzamento dei prezzi (le licenze erano opportunamente distribuite e i prezzi prefissati)[25]. Comunque i prezzi furono regolati a seconda della domanda.
[modifica] Regolamento per i guerrieri
Il 30 aprile del medesimo anno una nuova ordinanza aumenta il soldo, istituisce le ispezioni per il controllo della truppa: ogni combattente deve far parte di una compagnia al comando di un capiatano.[26].
[modifica] Sospensione del debito del re
Alla morte di Filippo VI, la tregua firmata nel 1347 non era più valida. I francesi presero Saint-Jean-d'Angély l' 11 agosto 1351[25].
Con il pretesto di costituire un tesoro di guerra in caso di ripresa delle ostilità, Giovanni sospese il debito durante la tregua (dall'11 settembre 1351 al 12 settembre 1352)[27]. Era normale a quell'epoca chiedere in prestito a ricchi creditori che venivano poi rimborsati con le tasse[28]. Essendo questi creditori molto impopolari, la misura fu ben accolta. Dall'altro lato essa pose in luce l'esigenza di riformare il sistema delle imposte.[27].
[modifica] Matrimoni e discendenza
Giovanni II si sposò il 28 luglio 1332, all'età di soli 13 anni, con Bona di Lussemburgo (1315-1349). I figli nati da questa unione furono dieci:
- Bianca(1336);
- Carlo, futuro Carlo V (1337-1380);
- Caterina (1338);
- Luigi (1339-1384), duca d'Angiò;
- Giovanni (1340-1416), duca di Berry;
- Filippo (1342-1404), duca di Borgogna;
- Giovanna (1343-1373), sposa di Carlo II re di Navarra;
- Maria (1344-1404), sposa di Roberto I duca di Bar;
- Agnese (1345-1349);
- Margherita (1347-1352)
- Isabella di Valois (1348-1372), sposa di Gian Galeazzo Visconti duca di Milano.
Bonne di Lussemburgo morì di peste nel 1349, anno in cui in Europa la malattia era diffusissima. Così Giovanni II si risposò con Giovanna I d'Alvernia nel 1350. Ebbero tre figli, tutti morti prestissimo:
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| Predecessore: | Re di Francia | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Filippo VI | 1350 - 1364 | Carlo V |

