Giovanni di Paolo Rucellai

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Ritratto postumo attribuito a Francesco Salviati

Giovanni Rucellai, detto Giovanni di Paolo o Giovanni I per distinguerlo da suo nipote omonimo Giovanni Rucellai (14031481), è stato un mercante, umanista e scrittore italiano, importante mecenate della Firenze rinascimentale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu innanzitutto un famoso mercante che accumulò ingenti ricchezze con il commercio dei panni di lana in tutta Europa.

Politicamente si trovò ad essere contemporaneo di Cosimo il Vecchio de' Medici, del quale guardò con preoccupazione e sospetto la vertiginosa ascesa politica, che poteva minare la ricchezza, la stabilità e il prestigio delle altre famiglie di primates fiorentine. Quando si trattò di esiliare Cosimo non si schiero però apertamente contro lui, anche se il fatto di essere genero di quel Palla Strozzi, che con Rinaldo degli Albizi era a capo della fazione anti-medicea, lo portava più nell'orbita degli oppositori. Al rientro di Cosimo però, mentre gli esponenti degli Strozzi e degli Albizi incriminati venivano loro volta esiliati in segno di rivincita, questa sorte non toccò ai Rucellai, che si mantennero al di sopra di ogni sospetto.

Anzi, passato un po' di tempo Giovanni rafforza il legame tra la sua famiglia e i Medici, combinando il matrimonio tra suo figlio Bernardo e Lucrezia, detta Nannina de' Medici, nipote di Cosimo e sorella di Lorenzo il Magnifico.

Analogamente alla casata medicea protesse e sponsorizzò le arti, in particolare fu il mecenate di Leon Battista Alberti al quale affidò il disegno del palazzo di famiglia (poi realizzato da Bernardo Rossellino), della Loggia Rucellai, della facciata di Santa Maria Novella, del tempietto del Santo Sepolcro nella chiesa di San Pancrazio, che divenne il suo luogo di sepoltura. Per la sua instancabile promozione dell'attività edilizia fu anche detto Giovanni delle fabbriche. Nello Zibaldone scrisse le sue memorie legate a tali imprese, per esempio per costruire Palazzo Rucellai riportò come la parte più difficili dell'impresa fosse stata convincere i vicini a vendere le loro case per realizzare il suo progetto: quella a destra del palazzo non venne mai ceduta infatti la facciata si mostra ancora oggi come spezzata su quel lato, con le giunture dei conci a zig zag come se dovesse esserci una prosecuzione.

Suo era anche il podere con la primitiva villa che vendette a Lorenzo il Magnifico, dove questi vi fece realizzare la villa medicea di Poggio a Caiano da Giuliano da Sangallo.

Fu anche un elegante scrittore e compilò lo Zibaldone quadragesimale, una preziosa fonte storica sulla famiglia Rucellai e sulla storia di Firenze.

Sposò nel 1428 Jacopa Strozzi, figlia di Palla Strozzi. Suoi figli furono Bernardo Rucellai, che ereditò dal padre la passione per la cultura umanista, e Pandolfo Rucellai, che si dedicò all'attività commerciale scrivendo talvolta anche libri di teoria economica.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Emilio Cosenza (1962), Biographical and Bibliographical Dictionary of the Italian Humanists and of the World of Classical Scholarship in Italy, 1300-1800, Vol. 5 Boston: G. K. Hall.
  • Felix Gilbert (1949), Bernardo Rucellai and the Orti Oricellari: A Study on the Origin of Modern Political Thought", Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, Vol. 12, p. 105
  • Martin Wackernagel, Alison Luchs (trans.) (1981), The World of the Florentine Renaissance Artist: Projects and Patrons, Workshop and Art Market, Princeton, Princeton UP, pp. 226-29.

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