Giovanni di Gamala

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Giovanni di Gamala è un personaggio del romanzo del XIX secolo For the Temple di George Alfred Henty. Il libro lo presenta come una figura eroica che combatte i Romani, specialmente quando essi decidono di distruggere il Tempio di Gerusalemme nel 70. Nel seguito del romanzo Giovanni si converte e diventa un discepolo di Gesù. Henty nella prefazione del suo libro specifica espressamente che Giovanni di Gamala è soltanto una sua creazione letteraria.

Luigi Cascioli, ex-seminarista italiano e poi militante ateo, nel libro La favola di Cristo afferma che la Chiesa avrebbe confuso deliberatamente Gesù con Giovanni di Gamala (che quindi sarebbe realmente esistito) e che questo sarebbe stato un pretendente al trono di Gerusalemme in quanto figlio di Giuda il Galileo e nipote del rabbino Ezechia, discendente diretto della dinastia degli Asmonei, fondata da Simone, figlio di Mattatia, e spodestata dalla dinastia erodiana. Secondo Cascioli i figli di Giuda furono: Giovanni primogenito, Simone, Giacomo il maggiore, Giuda, Giacomo il minore, Menahem ed Eleazaro. [1]

La tesi sostenuta da Cascioli non ha incontrato particolare diffusione. In ambito accademico gli storici hanno finora sostanzialmente ignorato le sue ricerche.

Altri autori hanno tentato di identificare Gesù con il personaggio di Giovanni di Gamala, frutto della finzione letteraria di Henty. [2] Afanasij Ivanovic Bulgakov (padre di Michail Bulgakov, autore del romanzo "Il Maestro e Margherita"), docente di Storia delle Religioni presso l'Accademia Teologica di Kiev in Ucraina, esperto in greco e lingue semite, morì nel 1906. Ma, ancor prima, il professore teologo insegnò al figlio Michail di aver scoperto che Gamala, patria dello zelotismo antiromano, era la vera patria di Gesù, mentre il padre di Cristo era un "siriano"; infatti Gamala era situata in Gaulanitide, nell'estremo sud della Siria. Il riferimento a Giuda il Galileo come padre di Gesù, seppur indiretto, era chiaro. Michail Bulgakov tenne a mente la lezione di suo padre e, nel 1928, attestò i dati precisi nel suo romanzo al secondo capitolo dedicato a Ponzio Pilato.

Il primo biblista, che identificò in Giovanni di Gamala il vero personaggio che originò il mito di Cristo Salvatore, fu Daniel Massè. Di nazionalità francese, nacque nel 1872, si laureò in giurisprudenza e, dopo essersi dedicato agli studi sul Cristo storico, scrisse il libro "L'enigme de Jésus Christ" - Editions du Siecle - Paris 1926. Pur senza fornire prove concrete, lo studioso, tramite l'analisi su documenti neotestamentari, giunse alla conclusione che la vera identità di Gesù corrispondeva a quella di uno dei figli di Giuda il Galileo: quest'ultimo fu il più famoso rivoluzionario ebreo del I secolo d.C. e nacque nella città di Gamala. Nel 6 d.C. Giuda si pose a capo del movimento di liberazione nazionale dal giogo romano (lo zelotismo) e il Massè lo indicò come padre di sette figli: Giovanni (Gesù), Simone (Pietro), Giacomo il Maggiore, Giacomo il Minore, Giuda, Filippo, Menahem. Oltre a ciò, per il biblista francese, Giovanni, figlio di Giuda il Galileo, era lo stesso Giovanni Battista.

C'è una traccia di Giovanni di Gamala nelle opere di Flavio Giuseppe, precisamente nell'ottavo capitolo del VII libro della "Guerra giudaica", dal par. 252 al par. 274. Questa equivalenza è stata scoperta dallo studioso Emilio Salsi, che ne parla in modo approfondito e dettagliato sia nel proprio sito internet "Vangeli e Storia" che nel libro "Giovanni il Nazireo detto Gesù Cristo". La differenza tra le analisi dei sopraelencati studiosi e quelle dello storico Emilio Salsi consiste nel fatto che quest'ultimo si avvale esclusivamente delle fonti storiche dirette, confermate dalla archeologia, per poi compararle alla documentazione ecclesiastica pervenuta nei codici stilati dagli amanuensi. Lo storico riesce a pervenire a Giovanni di Gamala tramite la verifica di antichi manoscritti con cui dimostra la falsificazione delle testimonianze cristiane ed extracristiane risalenti ai primi due secoli. Con lo stesso metodo sconfessa la montatura dell'esistenza degli apostoli Giovanni e Giacomo il Minore. Smentisce anche gli altri due parenti di Cristo, Simone e Giuda Giusto (figlio di Giacomo, quindi nipote di Gesù) i quali, ad iniziare da Giacomo, la Chiesa insediò come vescovi di Gerusalemme. Le indagini sono comprovate dagli ultimi reperti archeologici che accertano l'infondatezza dei richiami ai personaggi reali, dei primi due secoli, per incolparli del loro martirio.

L'analista procede e, attenendosi alla descrizione orografica ed all'ubicazione indicate entrambe nei vangeli, in merito a Nazaret, dimostra che corrisponde esattamente alla antica città di Gamala, celebrata roccaforte dello zelotismo ebraico antiromano. Partendo da questi dati, nel primo studio pubblicato sul sito web 'Vangeli e Storia', lo storico evidenzia la matrice zelota dei fratelli di Gesù; quindi, in antichi codici biblici risalenti al IX secolo, scopre che l'insieme dei figli di Maria, riferiti nel vangelo di Matteo (Mt 13,55), comprende 'Giovanni', a conferma del vangelo di Giovanni (Gv 19,26). Stabilito ciò, lo studioso accerta che i nomi dei fratelli di Cristo corrispondono ad alcuni apostoli ma, al contrario degli altri, questi sono di stretta osservanza giudaica con qualifiche estremiste zelote; mentre gli altri apostoli sono indicati con nomi greci senza definizioni rivoluzionarie. Nelle analisi successive lo storico perviene al risultato che 'Gesù' (in aramaico 'Yeshua' significa 'Salvatore') non viene riferito dagli evangelisti come un appellativo giudaico comune bensì alla maniera di 'Salvatore' il cui nome era 'Giovanni'. Se fosse stato un nome comune, i sacerdoti giudei in 'Atti degli Apostoli' ed i paesani di 'Gesù' nei vangeli non avrebbero avuto alcun problema a chiamarlo 'Gesù' (Yeshua) ma, non essendo per gli Ebrei il loro 'Salvatore', gli scribi evangelisti adottarono il lemma 'costui'. Tramite una ulteriore indagine storica, Salsi dimostra che Giovanni, figlio di Giuda di Gàmala, detto "il Galileo", prese il potere a Gerusalemme il 35 d.C. mentre era in corso la guerra tra Roma ed il Regno dei Parti. Allora Giovanni fu riconosciuto dai Giudei come Re Messia 'Salvatore', ma venne crocefisso dai Romani nel 36 d.C. Lo storico conclude che i figli di Giuda il Galileo furono: Giovanni, Simone, Giacomo, Giuda e Giuseppe, i quali corrispondono esattamente ai figli di Maria, madre di Gesù, come vengono nominati nei vangeli: Mt 13,55; Mc 6,3; Gv 19,26. Infine, con apposita analisi, rispettosa delle risultanze storiche, dimostra la coincidenza fra il nome 'Menahem' (ultimo figlio di Giuda il Galileo) e 'Giuseppe' (il più giovane dei fratelli di Cristo) il quale, ormai anziano, si proclamò Re dei Giudei nel 66 d.C., ma fu eliminato dalla aristocrazia sacerdotale alla pari di 'Gesù'.

Note 3. ^ Si veda la mancata risposta di Mauro Pesce alla replica di Emilio Salsi alla nota 2.^: http://www.vangeliestoria.eu/approfondimento.asp?ID=43

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Cascioli - Argomenti
  2. ^ Si veda una risposta di Mauro Pesce, professore ordinario di Storia del Cristianesimo, alla domanda se Giovanni di Gamala sia il Gesù storico. http://www.mauropesce.net/IT/index.php?option=com_content&view=article&id=77:giovanni-di-gamala-non-e-il-vero-gesu-storico&catid=20:mauro-pesce-risponde


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Gamala#Gamala nella letteratura

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