Giovanni Urbani (direttore dell'ICR)

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Giovanni Urbani (Roma, 1925Roma, 8 giugno 1994) è stato un critico d'arte italiano. Direttore dell'Istituto Centrale del Restauro (1973-83).

Indice

[modifica] Vita e opere

Dopo gli studi condotti al liceo classico, nel 1945 entra nell'Istituto Centrale del Restauro (ICR) come allievo dei corsi di formazione per restauratori. Nel 1947 si laurea in Lettere con una tesi in Storia dell'arte su Domenico Veneziano discussa con Lionello Venturi. Nel 1952 collabora al volume Studi radiografici sul Caravaggio di Lionello Venturi. Nel 1957 pubblica una monografia sul Beato Angelico (scritta nel 1950) «che resta ancora oggi uno dei saggi più intelligenti e raffinati su questo immenso e appartato artista»[1]. Negli anni cinquanta e sessanta dimostra inoltre un notevole interesse per l'arte contemporanea, organizzando nel 1958 la mostra "Prima selezione di giovani artisti Italiani e Americani" nell'ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto, e collaborando a lungo con le riviste "Il Punto" e "Il Mondo". Nel 1960, assieme a Licia Vlad Borrelli e Joselita Raspi Serra, inizia ad ordinare gli scritti e raccogliere le lezioni di Cesare Brandi, in vista della pubblicazione della Teoria del restauro (1963).

Nell'ICR «percorre tutti i possibili gradini: da restauratore, a funzionario storico dell'arte, fino a rivestire, dal 1973, la carica di direttore»[2]; arrivato al massimo incarico pubblica Problemi di conservazione nel quale evidenzia la necessità di ripensare l'attività dell'ICR, non più come perfezionamento e promozione degli strumenti e dei metodi di restauro innovetivi, ma come riorganizzazione del sistema della tutela a livello territoriale, scala alla quale si rende necessario estendere la tutela per garantire la conservazione del rapporto tra bene culturale e sistema territoriale. Pertanto negli anni successivi promuove una serie di ricerche finalizzate alla realizzazione di un innovativo sistema di tutela del patrimonio culturale, fondato sull'analisi dei rischi (naturali ed antropici) ai quali le opere d'arte sono esposte e sulla conservazione programmata. Nel 1975 è direttore del progetto esecutivo per la redazione del "Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali in Umbria" e nel 1983 dirige la ricerca sulla "Protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico".

Il concetto di conservazione programmata era già presente in nuce nella "Teoria del restauro" di Brandi con il nome di Restauro preventivo, ma si deve ad Urbani averlo approfondito e averne tentate le prime applicazioni.

Nel 1983 si dimette dalla direzione dell'ICR in aperta polemica con la burocrazia del Ministero per i Beni Culturali, che accusa di aver totalmente ignorato l'indirizzo (che adistanza di oltre venticinque anni possiamo definire ancora attuale) da lui proposto per la tutela dei beni culturali.

Negli anni successivi prosegue la sua attività nel settore della tutela dei beni culturali partecipando a numerosi convegni e conferenze e fondando nel 1990 la rivista "Materiali e Strutture".

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Bruno ZANARDI, Nota del curatore, in G. URBANI, Intorno al restauro, Skira, Milano, 2000, p. 7.
  2. ^ Bruno ZANARDI, Nota del curatore, in G. URBANI, Intorno al restauro, Skira, Milano, 2000, p. 8.

[modifica] Bibliografia

  • G. URBANI, Beato Angelico, A. Mondadori, Milano, 1957.
  • G. URBANI, Problemi di conservazione, Compositori, Bologna, 1973.
  • G. URBANI, Intorno al restauro, Skira, Milano, 2000.

[modifica] Voci correlate

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