Giovanni Tornabuoni

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Domenico Ghirlandaio, Orante (Giovanni Tornabuoni), affresco nella Cappella Tornabuoni di Santa Maria Novella, Firenze

Giovanni Tornabuoni (Firenze, ... – post 1490) è stato un banchiere e mecenate italiano.

Uomo di fiducia di casa Medici (fratello di Lucrezia Tornabuoni, quindi zio di Lorenzo il Magnifico), fu per loro direttore della filiale romana come tesoriere di papa Sisto IV.

Fu inoltre ambasciatore per Firenze presso il papa (nel 1480 e nel 1484) e gonfaloniere di Giustizia nel 1482. Sposò Francesca Pitti, figlia del ricchissimo Luca Pitti che diede il nome al famoso palazzo fiorentino, restando vedovo nel 1477. La pena per la prematura perdita della moglie, durante un parto, è tramandata da una lettera che inviò al nipote Lorenzo il Magnifico da Roma: "Carissimo mio Lorenzo, [...] sono stato oppresso da passione e dolore per l'acerbissimo e inopinato caso della mia dolcissima sposa che io medesimo non so dove mi sia. La quale, come avra' inteso ieri, come piacque a Dio, a ore XXII sopraparto, passò di questa presente vita e la creatura sperata da lei, gli cavammo di corpo morta, che m'è stato ancora doppio dolore." Per lei fece costruire una cappella funebre in Santa Maria sopra Minerva, con affreschi perduti di Domenico Ghirlandaio. Ebbe comunque due figli maschi, Lorenzo e Giovanni.

Quando si trovava a Roma ospitò la sorella Lucrezia in cerca di una moglie di lignaggio per il figlio Lorenzo, che individuò in Clarice Orsini, la nobile romana che portò la prima parentela nobile in Casa Medici.

Nel 1485 firmò il contratto con Domenico Ghirlandaio per la commissione di un grandioso ciclo di affreschi nella cappella maggiore di Santa Maria Novella, che venne poi chiamata Cappella Tornabuoni. In questo ciclo, che è il più vasto di Firenze, fece ritrarre numerosi membri della sua famiglia e della migliore società fiorentina. Lui e sua moglie Francesca Pitti (sposata nel 1466 dalla quale ebbe due figli) sono ritratti inginocchiato in basso sulla parete di fondo, nella posizione tipica dei committenti. Nel 1481 il Ghirlandaio lo aveva ritratto anche assieme ad altri illustri fiorentini contemporanei nella scena della Vocazione dei primi apostoli nella Cappella Sistina.

Suo rivale fu Francesco Sassetti, altrettanto fidato uomo vicino ai Medici, al quale subentrò nella direzione del Banco dei Medici nel 1484. Morì dopo il 22 dicembre 1490.

Bibliografia [modifica]

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006
  • Emma Micheletti, Domenico Ghirlandaio, in Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2004. ISBN 88-8117-099-X
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