Giovanni Ravelli

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Giovanni Ravelli (Brescia, 1887Venezia, 11 agosto 1919) è stato un motociclista e aviatore italiano, pluridecorato al valor militare e tra gli ispiratori dell'azienda motociclistica Moto Guzzi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appassionato di moto

era considerato uno degli attivi e audaci sportivi di Brescia dei primi del Novecento. Si distinse dapprima nelle gare ciclistiche e poi in quelle motociclistiche, vincendo importanti gare e arrivando a diventare celebre in Spagna dove vinse il concorso motociclistico di Madrid[1], con il soprannome "il diavolo italiano", per la sua spericolatezza. Nel suo palmarès è presente la vittoria del circuito d'Italia della Gazzetta dello Sport e la vittoria del circuito del Motoclub di Brescia.

Conquistato dall'aviazione, nel 1911 si iscrisse alla "scuola di aviazione Deperdussin" vicino Reims in Francia, dove conseguì il brevetto di aviatore. Quell'anno ideò poi una scuola di aviazione nella brughiera di Montichiari, comperando in Francia agli inizi del 1912 tre monoplani Blériot e mettendosi a disposizione come istruttore.

L'aquila della Moto Guzzi che simboleggia la presenza di Giovanni Ravelli

Con lo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò come ufficiale nella Regia Marina e fu inizialmente impiegato come pilota di idrovolanti, per poi passare alla 87ª Squadriglia Aeroplani da caccia detta "La Serenissima". Partecipò a svariate missioni di guerra per le quali gli vennero conferite tre medaglie d'argento al valor militare.

Alle ore 11,30 dell'11 agosto 1919, al ritorno da un lungo volo di collaudo, si schiantò sul campo d'aviazione veneziano della base navale di San Nicoletto, a causa dell'improvviso spegnimento del motore, in fase di atterraggio, del suo Nieuport 11. Estratto già cadavere dai rottami dell'aereo, Ravelli fu sepolto nel "Recinto dei Valorosi" del Cimitero di San Michele a Venezia.[2]

La Moto Guzzi[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra, combatté al fianco di Ravelli, un altro pilota pluridecorato: Giorgio Parodi. Insieme al meccanico esperto di motori aeronautici Carlo Guzzi, si accordarono per creare al termine del conflitto una casa motociclistica; nella nuova azienda, destinata a diventare la Moto Guzzi, Ravelli doveva essere il pilota da competizione.

I compagni dell'avventura motociclistica decisero di ricordarlo nel simbolo della azienda. Nel 1921, infatti, Parodi e Guzzi fondarono a Genova la "Società Anonima Moto Guzzi", scegliendo come logo un'aquila da pilota a ricordo dell'amico scomparso. [3][4]

Vennero anche varate varie iniziative commemorative. Il precedente 1920 aveva già visto la dedica di una coppa motociclistica in suo ricordo e il 30 gennaio 1921 veniva scoperta una lapide a Brescia in sua memoria e nel settembre dello stesso anno, all'amico e commilitone della "Serenissima" Aldo Finzi venne affidata la "500 Normale" con cui la Moto Guzzi debuttò ufficialmente nelle competizioni. Nel 1930 venne organizzata la società sportiva U. S. G. Ravelli con il suo nome.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor aeronautico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor aeronautico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edición del jueves, 23 diciembre 1909, página 2 - Hemeroteca - elmundodeportivo.es
  2. ^ Ancora una vittima dell'aviazione, La Stampa, 12 agosto 1919, p.4
  3. ^ IL MANAGER A TEMPO FA UN GIRO IN MOTO GUZZI - Repubblica.it » Ricerca
  4. ^ Moto Guzzi - ERCOLE - Guzzi's Story