Giovanni Kessler

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on. Giovanni Kessler
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giovanni Kessler
Luogo nascita Trento
Data nascita 11 giugno 1956
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Partito Democratici di Sinistra
Legislatura XIV Legislatura
Gruppo Democratici di Sinistra - L'Ulivo
Circoscrizione Trento
Incarichi parlamentari

Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia

Giovanni Kessler (Trento, 11 giugno 1956) è un magistrato e politico italiano del Partito Democratico. Durante la sua carriera giudiziaria e politica si è occupato in particolare di reati transfrontalieri, di lotta alla corruzione e dell'Europa centro-orientale.

Kessler è stato deputato dal 2001 al 2006, Alto Commissario per la lotta alla contraffazione dal 2006 al 2008 e presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento dal 2008 al 2011. Dal 2011 è direttore dell'ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Kessler conseguì la maturità classica presso il Liceo Arcivescovile di Trento e si laureò in giurisprudenza all'Università di Bologna con una tesi di diritto costituzionale sull'obiezione di coscienza[2]. Nel 1985 divenne magistrato. Fu sostituto procuratore presso il Tribunale di Trento dal 1986 al 1995 e si occupò principalmente di traffico di droga, corruzione e crimini economici[3]. Fra il 1995 e il 1996 lavorò presso la direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta[4]. Dal 1997 al 2001 fu sostituto procuratore presso il Tribunale di Bolzano, occupandosi prevalentemente di crimini transfrontalieri[3].

Kessler fu nominato dalla Commissione europea membro di missioni di esperti in Estonia, Ungaria e Repubblica Ceca[3]. Partecipò a missioni e a progetti anticorruzione promossi dal Consiglio d'Europa[3]. Nel dicembre 1998 fu nominato vice-capo della missione OSCE di verifica in Kosovo, responsabile per il dipartimento della polizia e della giustizia[3][5]. Durante la guerra del Kosovo predispose per conto dell'OSCE un piano per il nuovo sistema giudiziario del Kosovo[3]. Nel 1999 partecipò alla costituzione dell'iniziativa contro la criminalità organizzata del Patto di stabilità per il Sud-Est Europa[3].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Kessler fu particolarmente influenzato dall'opera di Don Lorenzo Milani e scelse l'obiezione di coscienza al servizio militare[2]. Cominciò a svolgere attività politica all'interno della Democrazia Cristiana, poi fece parte dei Cristiano Sociali e divenne membro dei Democratici di Sinistra.

Nell'aprile 2001 Kessler fu eletto deputato in rappresentanza del collegio di Trento[5]. Fece parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom Serbia[6]. Fece parte dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) dal 2001 e ne fu eletto vicepresidente dal 2003 al 2006[3]. Si occupò in particolare dei Balcani, di terrorismo, criminalità organizzata, corruzione e traffico di esseri umani[3]. Partecipò a missioni di osservazione elettorale in vari Paesi stranieri e nel 2006 guidò la missione dell'OSCE di osservazione delle elezioni per il Congresso degli Stati Uniti[3]. Fu inoltre vicepresidente dell'Associazione parlamentare euromediterranea e presidente della commissione italo-sudafricana di amicizia dell'Unione interparlamentare[3]. Kessler non fu ricandidato alle elezioni politiche del 2006. Nel settembre 2006 fu nominato Alto Commissario per la lotta alla contraffazione dal governo Prodi II[7]. Svolse l'incarico fino all'agosto 2008.

Kessler sostenne il progetto della formazione del Partito Democratico e nel 2006 fondò l'Associazione per il Partito Democratico a Trento[5]. Nell'ottobre 2007 fu eletto membro dell'Assemblea costituente del PD[5]. Criticò fortemente la scelta del Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai di non entrare nel PD e di lavorare a un progetto politico alternativo[8]. Alle elezioni primarie per il segretario del PD nel 2008 sostenne la candidatura di Rosy Bindi[9]. Nel giugno 2008 fu eletto membro dell'Assemblea provinciale del Partito democratico, di cui divenne presidente[5].

Nel novembre 2008 Kessler fu eletto consigliere della Provincia autonoma di Trento nelle fila del Partito Democratico del Trentino, ottenendo 4.789 preferenze personali e risultando il secondo candidato più votato della lista[10]. Il 2 dicembre 2008 fu eletto presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento[11]. Il 20 ottobre del 2009 entrò in carica come presidente di turno della Conferenza delle Assemblee legislative Regionali dell'Unione Europea (CALRE)[3]. Nel 2009 lavorò alla formazione di una euroregione tra Trentino, Alto Adige-Südtirol e Tirolo, che fu approvata all'unanimità dalle tre assemblee legislative congiunte il 29 ottobre 2009[12].

Direttore generale dell'OLAF[modifica | modifica sorgente]

Il 14 dicembre 2010 Kessler fu nominato dalla Commissione europea direttore generale dell'ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)[1][13]. Si dimise dalla presidenza del Consiglio provinciale il 26 gennaio 2011[5] e dal Consiglio provinciale stesso il 22 febbraio[14], entrando in carica come direttore dell'OLAF il 14 febbraio 2011 per un mandato di cinque anni[15].

Durante il mandato di Kessler alla direzione dell'OLAF, un rapporto dell'ufficio spinse alle dimissioni del commissario europeo di Malta John Dalli. L'operato dell'OLAF nella vicenda è stato giudicato poco trasparente da alcuni osservatori, e l'11 giugno 2013 il presidente del gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento Europeo Joseph Daul ha chiesto le dimissioni di Kessler dalla direzione dell'OLAF[16].

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Kessler è figlio di Bruno Kessler, politico della Democrazia Cristiana già presidente della provincia autonoma di Trento e sottosegretario all'Interno[17]. È sposato con Daria De Pretis, rettrice dell'Università di Trento dal 2013, e ha due figli[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Valentina Pop, Italian appointed head of EU's anti-fraud office, EU Observer, 14 dicembre 2010. URL consultato il 26 giugno 2013.
  2. ^ a b c Giovanni Kessler, Partito Democratico. URL consultato il 26 giugno 2013.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) The President 2009/2010, CALRE. URL consultato il 26 giugno 2013.
  4. ^ Ettore Paris, Il PM a Fort Apache, Questotrentino, 22 giugno 1996. URL consultato il 26 giugno 2013.
  5. ^ a b c d e f Giovanni Kessler, Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. URL consultato il 26 giugno 2013.
  6. ^ Scheda personale di Giovanni Kessler, Camera dei Deputati. URL consultato il 26 giugno 2013.
  7. ^ Consiglio dei Ministri n. 14, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 8 settembre 2006. URL consultato il 12-1-2008.
  8. ^ Kessler: «Affossano il Pd per paura di perdere il posto», Trentino, 16 luglio 2007. URL consultato il 12-1-2008.
  9. ^ Primarie, il trionfo di Veltroni. E la Bindi supera Letta, Trentino, 4 ottobre 2007. URL consultato il 12-1-2008.
  10. ^ Candidati eletti, Elezioni 2008 - Provincia autonoma di Trento. URL consultato il 10/11/2008.
  11. ^ Giovanni Kessler è il nuovo presidente del Consiglio provinciale, Consiglio PAT, 2 dicembre 2008. URL consultato il 3/12/2008.
  12. ^ Costituzione del Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera, Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. URL consultato il 04-11-2009.
  13. ^ Trento, Kessler direttore dell'antifrode europea: "Mi dimetto da presidente del consiglio provinciale", Trentino, 14 dicembre 2010. URL consultato il 15-12-2010.
  14. ^ Trento: Kessler si dimette, Rudari entra in consiglio provinciale, Trentino, 22 febbraio 2011. URL consultato il 14-4-2011.
  15. ^ (EN) Giovanni Kessler, OLAF. URL consultato il 26 giugno 2013.
  16. ^ Ue: caso Dalli, Ppe chiede dimissioni Kessler, ANSA, 11 giugno 2013. URL consultato il 26 giugno 2013.
  17. ^ L'ira di Gianni Kessler: basta citare mio padre, L'Adige, 17 agosto 2010. URL consultato il 26 giugno 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Kessler, Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. URL consultato il 26 giugno 2013.