Giovanni Battista Lorenzo Bogino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni Battista Lorenzo Bogino
Contebogino.jpg

Ministro del Regno per gli affari di Sardegna
Durata mandato 1759 –
1773
Capo di Stato Carlo Emanuele III

Dati generali
Prefisso onorifico Conte

Giovanni Battista Lorenzo Bogino (Cravagliana, 17019 febbraio 1784) è stato un politico italiano.

Originario di Cravagliana, un paese della Valsesia, operò presso la corte di Carlo Emanuele III, per il quale fu Ministro per gli affari di Sardegna dal 1759 al 1773.

Avendo presente la grave situazione di arretratezza dell'isola, durante il suo governo si prodigò per il suo progresso modernizzando diversi settori dell'amministrazione, della società e dell'economia sarda: consigli civici, servizi postali e marittimi, circolazione monetaria. Incentivò l'erezione di torri costiere, attuò una politica di ripopolamento nelle isole dell'arcipelago della Maddalena, limitò i privilegi ecclesiastici, ricostituì, rifondandole, le Università di Cagliari e Sassari, diffuse i monti granatici per liberare i contadini dalla piaga dell'usura. Tutti questi provvedimenti furono generalmente positivi, benché in linea con l'assolutismo illuminato del tempo che li considerava universalmente validi per qualsivoglia territorio, senza grande considerazione per le sue caratteristiche peculiari.

Rinnovò gli emblemi di milizie e città eliminando i simboli del passato regime, ad esempio sostituendo le barre d'Aragona dallo stemma di Alghero, Bosa, Cagliari, Oristano e Sassari con la croce dei Savoia, e adottando come lingua ufficiale l'italiano a scapito dello spagnolo, catalano e sardo.

Il nome del Bogino è, a detta di alcuni[1] erroneamente, popolarmente associato all'espressione in sardo «ancu ti curzat su buzìnu»/«ancu ti crùxat su bugìnu» («possa tu essere inseguito dal Bogino») in quanto il suddetto termine, sinonimo di boia o carnefice, deriverebbe dalla parola latina bucinum, ossia la tromba o trombetta con cui si usava condurre i condannati al patibolo. Il termine sarebbe passato, quindi, ad indicare in genere la figura del carnefice, identificandolo con lo stesso Bogino per assonanza.

Venne licenziato dal successore di Carlo Emanuele III, Vittorio Amedeo III. È sepolto nella cripta del Duomo di Chieri.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran Croce Regno SSML BAR.svg Cavaliere di gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonino Meloni, a ognunu s’arti sua (PDF), Dolianova (CA), Grafica del Parteolla, 2008, ISBN 978-88-89978-57-3.
  2. ^ Biografia di Bogino

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]