Giovanni Battista Lacchini

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Giovanni Battista Lacchini

Giovanni Battista Lacchini (Faenza, 20 maggio 1884Faenza, 6 gennaio 1967) è stato un astronomo italiano.

Nato a Faenza, appassionato di astronomia, da autodidatta e con l’aiuto di piccoli strumenti nel 1911 pubblicò i suoi primi risultati che lo resero noto nel campo dell'osservazione analitica delle stelle variabili. Nel periodo 1911 - 1921 divenne membro della American Association of Variable Star Observers (AAVSO), inviando puntualmente ogni mese il suo prezioso contributo che gli valse il titolo di Socio Fondatore. Inoltre per la sua particolare competenza, nel 1922 fu nominato membro della Commissione per le stelle variabili dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU).

Nel 1920 costruì un osservatorio in muratura sul tetto della sua abitazione con il quale riuscì a migliorare ed intensificare le attività di osservazione e ricerca fino al 1928. La profonda amicizia con il faentino Lamberto Caffarelli, lo portò a seguire i suoi consigli e chiamare l'osservatorio "Urania Lamonia"; Urania quale dea dell'astronomia e Lamonia poiché sorgeva in adiacenza al fiume Lamone. Nel 1927 l'osservatorio ricevette la visita del segretario dell'AAVSO - William Tyler Olcott e dei professori Abetti, Azeglio Bemporad, Bianchi e Vincenzo Cerulli. L'ottimo lavoro realizzato, fu molto apprezzato dai visitatori e gli valsero la donazione da parte dell'AAVSO di un nuovo telescopio, mentre i professori Abetti, Bemporad, Bianchi e Cerulli lo aiutarono ad ottenere il titolo di astronomo ufficiale tramite una legge speciale. Infatti, il 16 maggio 1928 entrò a far parte del personale dipendente del Ministero dell'Educazione Nazionale presso il Regio Osservatorio Astronomico di Catania contribuendo al grandioso progetto di costituzione del catalogo astrografico internazionale per la formazione di una Carta del cielo, cui aderirono 17 paesi. Il 16 ottobre 1930 fu trasferito presso l'osservatorio astronomico di Pino Torinese per un breve periodo. Nel 1933 fu destinato all'Osservatorio astronomico di Trieste dove lavorò fino al suo pensionamento avvenuto nel 1952. A Trieste svolse un'intensa di divulgazione pubblicando numerose opere. Negli anni 1943-1947, durante il periodo bellico, in seguito ad uno sfollamento, rimase solo a condurre l'Osservatorio Astronomico di Trieste, riuscendo a smontare e portare fortunosamente in salvo le preziose attrezzature durante i bombardamenti. Dopo il pensionamento, collaborò con l'Osservatorio Astronomico di Bologna, in particolare con il prof. Horn d'Arturo nello studio dello specchio a tasselli per telescopi senza rinunciare all'osservazione delle stelle variabili presso il suo osservatorio privato "Urania Lamonia" di Faenza. La sua produzione scientifica è costituita dalla documentazione regolarmente pubblicata di oltre 58.000 osservazioni di stelle variabili. Ha prodotto numerosi articoli comparsi nelle più qualificate testate astronomiche nazionali ed internazionali. Ha disegnato il primo Atlante Celeste, pubblicato in quattro edizioni (1948, 1954, 1960, 1969), ripetutamente stampato fino al 1980. Giovanni Battista Lacchini è scomparso a Faenza il 6 gennaio 1967.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Ha pubblicato oltre 100 lavori in diverse prestigiose testate scientifiche e prevalentemente in:

  • Astronomische Nachrichten
  • Memorie della società astronomica italiana
  • Memorie della Società degli spettroscopisti italiani
  • Rendiconti della R. Accademia nazionale dei Lincei Classe di scienze fisiche, matematiche e naturali
  • Sapere
  • Coelum
  • Atlante Celeste – Bologna 1948
  • Atlante Celeste spettroscopico – Faenza 1958

Onori[modifica | modifica sorgente]

  • Cratere Lacchini sulla Luna (41.7° N, 107.5° W diametro 58 km)
  • Gruppo Astrofili “G.B. Lacchini” Faenza
  • Il premio Giovanni Battista Lacchini istituito dalla UAI

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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