Giovanni Archeoli

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Giovanni Archeoli

Giovanni Archeoli Russo (Agrigento, 24 giugno 1909Agrigento, 29 luglio 1989) è stato un attore teatrale, poeta e partigiano italiano, con una notevole produzione di componimenti poetici, in lingua e in dialetto agrigentino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque ad Agrigento il 24 giugno del 1909, ancora in tenera età venne affidato dalla giovanissima madre alle cure di un brefotrofio, gestito da monache benedettine, che le impongono il cognome di Archeoli. Trascorre la sua fanciullezza in seno alla famiglia Russo, nella quale cresce amato e curato alla stessa stregua degli altri numerosi figli. Archeoli, riconoscente verso i Russo, decise di mantenere il doppio cognome per tutta la vita. Già adolescente scoprirà e coltiverà la sua passione per il teatro, tanto da esordire, a soli 15 anni, con la commedia “Il Galeotto”. Da quel momento le sue interpretazioni teatrali si susseguiranno innumerevoli, cogliendo un successo sempre crescente.

Nel corso della sua carriera conoscerà e lavorerà con Pirandello e Martoglio. Con la “Compagnia del Piccolo Teatro Pirandelliano” (della quale era stato uno dei fondatori) porterà in Italia e in Europa le loro commedie. Nel 1975, per meriti artistici gli venne conferita la nomina di Cavaliere della Repubblica e, nel 1977, ricevette dal Sindaco di Agrigento la medaglia d’oro per i 50 anni di attività teatrale.

Parteciperà con successo a diverse edizioni della “Settimana Pirandelliana” lavorando sotto la direzione di Andrea Camilleri e Ruggero Jacobbi. Nel 1980 si propone alla critica in una memorabile interpretazione del “Prof. Toti” nel Pensaci, Giacomino! con la regia di Pino Passalacqua.

Archeoli visse la sua vita intensamente, durante il periodo bellico partecipò a numerose azioni di guerra e, in seguito, per sfuggire alle repressioni tedesche si aggregò alle formazioni partigiane dell’Emilia-Romagna, dando il suo contributo alla guerra di liberazione che lo portarono ad ottenere diverse onorificenze e due Croci al merito.

Artisticamente, oltre alla recitazione, espresse il meglio di sé con una notevole produzione di componimenti poetici, in lingua e in dialetto agrigentino, ottenendo ovunque consensi e riconoscimenti. Nel 1984 pubblicherà il volume “Amuri e vita”, dove sono raccolte alcune delle sue più belle poesie in vernacolo.

Nello stesso anno, a causa di una grave malattia della moglie Michelina, si ritirerà definitivamente dalle scene.

Si spegne serenamente il 29 luglio del 1989.

Nel dicembre 2004 lo scrittore Salvatore Indelicato pubblica per la Massimo Lombardo Editore il romanzo "Fossi nato là" ispirato alla sua vita. Nel 2005 il Comune di Agrigento intitola una strada cittadina a suo nome.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]