Giovanni Antinori

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Giovanni Antinori (Camerino, 28 gennaio 1734Roma, 24 giugno 1792) è stato un architetto neoclassico italiano.

Al servizio del papato, sovrintese all'erezione di tre obelischi di Roma: l'Obelisco del Quirinale (nella fontana dei Dioscuri), l'Obelisco Sallustiano (in piazza Trinità dei Monti) e l'Obelisco di Montecitorio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua città natale si dedicò da giovane allo studio della matematica sotto la guida del padre Girolamo. Lasciò poi Camerino per Roma per proseguire i suoi studi matematici, ai quali aveva iniziato ad affiancare quelli di architettura, alla Sapienza e all'Accademia di San Luca, e nel 1754 partecipò al Concorso Clementino in classe II di Architettura. Prese lezioni dal marchese Gerolamo Theodoli, progettista del Teatro Argentina.

Nel 1755 Antinori si recò a Lisbona, dove lavorò alla ricostruzione e al restauro della Casa do Riscos dopo il terremoto di quell'anno. Lavorò anche ai progetti per un nuovo palazzo reale per Giuseppe I nella freguesia di Campolide, ma poco tempo dopo fu arrestato per motivi non chiari, o per le accuse dei suoi rivali invidiosi o per il suo coinvolgimento in una congiura. Con l'aiuto di una donna portoghese, Josefa Luisa Lopez de Cunha, riuscì a fuggire dalla prigione e a tornare con lei in Italia, dove i due si sposarono.

Tornato a Roma e da lì a Camerino, costruì la splendida arcata e la sala degli specchi nella villa-castello del marchese Alessandro Bandini a Castelraimondo, e dal 1772 al 1778 ricostruì e ampliò l'interno della chiesa dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore presso Siena, rinnovandola in forme barocche che però già anticipavano il neoclassicismo. A Roma lavorò per la famiglia Doria-Pamphilj assieme a Francesco Nicoletti, loro architetto di fiducia, che sostituì a partire dal 1776. Per la potente famiglia romana costruì gli apparati effimeri in legno eretti nella corte del suo palazzo su via del Corso nel 1769 in occasione della visita dell'imperatore Giuseppe II. Inoltre disegnò il progetto per le nuove cascate nei giardini della Villa Doria Pamphilj, realizzato successivamente dall'architetto Francesco Bettini, e lavorò anche nelle altre proprietà della famiglia nelle campagne romane, assistito dai fratelli Luigi, Tommaso e Vincenzo e dal nipote Girolamo. Dal 1778 al 1783 costruì un casale all'interno del loro castello a Piombinara, vicino Colleferro.

Con l'elezione di papa Pio VI, Antinori venne messo a capo di un importante scavo archeologico nella chiesa di San Rocco, vicino al Mausoleo di Augusto, che portò alla luce un grosso obelisco rosso di granito. Lavorò anche nella Piazza del Quirinale, ruotando le statue dei Dioscuri, che in origine erano parallele l'una all'altra, e ponendovi in mezzo l'obelisco rinvenuto a S. Rocco. Nel 1787-1789 supervisionò l'erezione dell'Obelisco Sallustiano e nel 1790-1792 quella dell'Obelisco di Montecitorio (che riporta ancora, in suo onore, l'iscrizione IOAN. ANTINORIO CAMERTE ARCHIT. ANTINORIO CAMERTE ARCHIT). Nel 1790-1791 Antinori disegnò un progetto per Palazzo Braschi per Luigi Braschi-Onesti, nipote di Pio VI, in concorrenza con Giuseppe Barberi, Melchiorre Passalacqua, Giuseppe Valadier e Cosimo Morelli, che poi ottenne l'incarico.

Per conto del pontefice si occupò dei consistenti lavori di restauro della Cattedrale di Cagli danneggiata dal violento sisma nel 1781. A lui si deve anche l'erezione della parte terminale del campanile duecentesco con l'inserimento di una grande edicola ottagonale in mattoni e fasce marmoree.

Giovanni Antinori morì mentre ancora era impegnato a dirigere i lavori a Piazza Montecitorio, ultimati poi dal suo assistente Pasquale Belli (1752-1833). Fu sepolto nella chiesa dei Santi Venanzio e Ansovino. Nel 1929 tale chiesa fu demolita per far spazio ai giardini attorno al monumento a Vittorio Emmanuele II e, nonostante le richieste della municipalità di Camerino, non fu possibile individuare e recuperare i resti di Antinori prima della demolizione. Sua moglie Josefa Luisa venne sepolta nella chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, sempre a Roma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Ricci, Memorie storiche delle Arti e degli Artisti della Marca di Ancona, II, Macerata 1834.
  • L. Mariani, Joannes Antinori, Camers, in: "L'Appennino", XVIII, 24, 20 giugno 1893.
  • P. Savini, "Antinori Giovanni", in: Storia della città di Camerino, p. 240, Camerino 1895.
  • L. Bianchi, Disegni di Ferdinando Fuga e di altri architetti del Settecento. Catalogo della mostra, Roma 1955, pp. 95-97.
  • P. Barocchi, voce "Antinori Giovanni" in: Dizionario Biografico degli Italiani, III, Roma 1961.
  • E. Kieven, voce "Antinori Giovanni" in: McMillan's Encyclopedia of Architects, I, pp. 87-88.
  • C. D'Onofrio, Gli obelischi di Roma, Roma 1965, pp. 256-91.
  • A.M. Corbo, L'attività romana e il testamento di Giovanni Antinori architetto di Pio VI, in: "L'arte", 17, 1972, pp. 133-146.
  • P. Marconi, A. Cipriani, E. Valeriani, I disegni di architettura dell'Archivio storico dell'Accademia di San Luca, vol. I, Roma 1974, diss. 515-518.
  • G. Caradante, Il palazzo Doria Pamphili, Milano 1975.
  • M. Spesso, La cultura architettonica a Roma nel secolo XVIII: Gerolamo Theodoli (1677-1766), Roma, 1991.
  • A. Mazzacchera, Il forestiere in Cagli. Palazzi, chiese e pitture di una antica città e terre tra Catria e Nerone, Urbania, 1997.
  • Egitto a Roma. Obelischi. Catalogo della mostra, Roma, 4 maggio-4 giugno 2004, Roma 2004.
  • G. De Rosa, Appunti di toponomastica cittadina - Via Antinori, in: "L'Appennino Camerte", 26 febbraio 2005.
  • Monte Oliveto Maggiore, l'abbazia nata da un sogno, supplemento al periodico "L'Ulivo", marzo 2005, Siena 2005.
  • V. Giontella, L'opera di G. Antinori. Biografia di un architetto operante a Roma e Lisbona nel XVIII sec., in: "Estudos italianos em Portugal", Anno I, Nova Série, Lisbona 2006, pp. 203-212.
  • S. Carbonara Pompei, biografia di Giovanni Antinori in: "Architetti e Ingegneri a confronto", in Id., L'immagine di Roma tra Clemente XIII e Pio VII, a cura di E. Debenedetti, «Studi sul Settecento romano», 22 (2006), pp. 105-111.
  • L.M. Cristini, Il «Progetto Antinori»: la riscoperta di un artefice dello spazio urbano tardobarocco tra Roma e Lisbona, in: Recondita armonia. Il Paesaggio tra progetto e governo del territorio, atti del III Convegno internazionale Beni Culturali, Urbino, 5-6-7 ottobre 2006, Urbino 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]