Giovanna di Kent

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Giovanna di Kent
Joan of Kent.jpg
Principessa di Galles
In carica 1376 –
1386
Predecessore nuova creazione
Successore Anna Neville
Nascita 29 settembre 1328
Morte Wallingford Castle, 7 agosto 1385
Luogo di sepoltura Stamford
Dinastia Plantageneti
Padre Edmondo di Woodstock
Madre Margaret Wake
Coniugi Thomas Holland, I conte di Kent
William Montacute, II conte di Salisbury
Edoardo il Principe Nero
Figli Edmund Holland
Thomas Holland, II conte di Kent
John Holland, I duca di Exeter
Joan Holland, duchessa di Bretagna
Maud Holland, contessa di Ligny
Edoardo d'Angoulême
Riccardo II d'Inghilterra
Religione cattolica

Giovanna di Kent, in inglese Joan of Kent (29 settembre 13287 agosto 1385), fu la prima principessa del Galles e passò alla storia con il nome di Fair Maid of Kent[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlia di Edmondo di Woodstock, primo conte di Kent, e di Margaret Wake, terza baronessa Wake di Liddell.

Suo padre, Edmund, era il fratellastro più giovane di Edoardo II d'Inghilterra. Dopo la deposizone del re, Edmund venne condannato a morte, mentre sua madre ed i figli vennero posti agli arresti domiciliari nel castello di Arundel. Giovanna all'epoca aveva solo due anni.

Il primo cugino di Giovanna era il re Edoardo III d'Inghilterra, il quale raccolse la vedova Margaret e i figli facendoli vivere a corte. Giovanna crebbe quindi corte assieme ai cugini tra cui Edoardo il Principe Nero.

I primi due matrimoni[modifica | modifica sorgente]

All'età di dodici anni (1340), Giovanna contrasse un matrimonio clandestino con Thomas Holland, I conte di Kent[2], senza prima ottenere il consenso necessario per le coppie reali del loro rango.

L'inverno successivo, mentre Hollan era all'estero impegnato nelle crociate, la famiglia di Giovanna la costrinse a contrarre matrimonio con William Montacute, figlio ed erede del primo conte di Salisbury. Il precedente matrimonio venne ritenuto nullo[3].

Si ritiene che Joan abbia ispirato al re Edoardo III la fondazione dell'Ordine della Giarrettiera[4].

Diversi anni dopo Thomas Holland tornò dalle crociate e si appellò al Papa per ottenere il ritorno di sua moglie rendendo pubblico il matrimonio contratto con Giovanna anni prima.[5]

Nel 1349 Papa Clemente VI dichiarò nullo il matrimonio tra Giovanna e Montacute ed ella tornò a vivere con il primo marito, accanto al quale rimase per undici anni.

Giovanna diede a Holland cinque figli prima di rimanere vedova nel 1360:

Nel frattempo, quando l'ultimo dei fratelli di Giovanna morì nel 1352, ella divenne contessa di Kent e baronessa Wake di Liddell.

Il terzo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Rimasta vedova, Giovanna sposò segretamente nel 1360 il cugino Edoardo, il principe Nero, anche se il matrimonio era vietato per consanguineità della coppia[6].

Su richiesta del Re, il Papa concesse una dispensa permettendo ai due principi di essere legalmente sposati. Le nozze ufficiali avvennero il 10 ottobre 1361 nel Castello di Windsor con il Re e la Regina presenti. L'arcivescovo di Canterbury presiedette la cerimonia.

Nel 1362 il Principe Nero venne investito del titolo di principe di Aquitania, una regione della Francia che apparteneva alla Corona inglese, in seguito al matrimonio tra Eleonora d'Aquitania ed Enrico II d'Inghilterra.

Edoardo e Giovanna si trasferirono così a Bordeaux, la capitale del principato, dove trascorsero nove anni. Ivi nacquero i loro due figli:

Quando nacque Riccardo, Giovanna era sola in quanto Edoardo era impegnato a prestare aiuto al re Pietro I di Castiglia. La principessa si trovò a dover organizzare un esercito per difendere l'Aquitania, minacciata in assenza del marito.

Vedovanza[modifica | modifica sorgente]

Dal 1371 il Principe Nero non era più in grado di esercitare le proprie funzioni in Aquitania e fece ritorno in Inghilterra, dove la peste stava dilagando. Nel 1372 Edoardo tentò inutilmente di salvare ancora i possedimenti francesi del padre, ma la sua salute era ormai compromessa. Il 7 giugno 1376, una settimana prima del suo quarantiseisimo compleanno, il principe morì nel suo letto a Westminster.

Il figlio di Giovanna, il piccolo Riccardo, divenne il legittimo erede al trono e alla morte del nonno Edoardo III il 21 giugno 1377, divenne re d'Inghilterra all'età di dieci anni. Il giovane re era guidato dal teologo John Wyclif che aveva goduto della protezione di Giovanna.

Nel 1385 Sir John Holland, figlio del precedente matrimonio di Joan, rimase invischiato nella morte di Ralph Stafford, figlio di Hugh de Stafford, II conte di Stafford e tra i preferiti della nuova regina Anna di Boemia. Holland fu condannato a morte, ma Joan supplicò per quattro giorni suo figlio Riccardo di risparmiare la vita al fratellastro. Il quinto giorno Giovanna morì nel Wallingford Castle e Riccardo a questo punto cedette e graziò John.

Nella finzione[modifica | modifica sorgente]

Giovanna è stata rappresentata più volte in opere di fantasia. In The Lady Royal ad opera di Molly Costain Haycraft (6 dicembre 1911-5 giugno 2005) Giovanna è rappresentata come una rivale della cugina Isabella di Coucy per ottenere l'affetto di Enguerrand VII di Coucy. Giovanna è anche protagonista del romanzo The First Princess of Wales di Karen Harper e appare brevemente nell'opera di Anya Seton Katherine e anche in The King's Mistress di Candace Robb dove riveste il ruolo dell'amica di Alice Perrers, amante di Edoardo III d'Inghilterra. Giovanna appare anche nel romanzo The Wheel of Fortune di Susan Howatch dove i Plantageneti sono trasportati nel mondo moderno con il nome di Goodwin, qui Giovanna assume il nome di Ginevra e la sua storia ricalca molto da vicino quella della vera Giovanna. Gordon R. Dickson scrisse la saga semi-storica di Dragon Knight e in uno dei romanzi Giovanna tenta di far riconciliare il marito Edoardo con il padre durante il primo anno della Peste nera in Inghilterra. Nell'opera prima di Madeline Hunter By Arrangement Giovanna riveste il ruolo di personaggio secondario, si menzionano le sue relazioni con Thomas Holland e William Montacute dipingendola come una donna incostante nel suo amore per i due uomini. Anche nel romanzo di Virginia Henley (5 dicembre 1935) Desired Giovanna è un personaggio di secondo piano. Giovanna appare anche nel libro di Sara Douglass (2 giugno 1957-27 settembre 2011) The Nameless Day in cui muore quando le viene annunciata la morte del marito. Nel film Il destino di un cavaliere Giovanna viene identificata nella donna bionda che siede vicino al principe Edoardo nel torneo finale.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Giovanna di Kent Padre:
Edmondo di Woodstock
Nonno paterno:
Edoardo I d'Inghilterra
Bisnonno paterno:
Enrico III d'Inghilterra
Trisnonno paterno:
Giovanni d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Isabella d'Angoulême
Bisnonna paterna:
Eleonora di Provenza
Trisnonno paterno:
Raimondo Berengario IV di Provenza
Trisnonna paterna:
Beatrice di Savoia (1206-1266)
Nonna paterna:
Marguerite de France
Bisnonno paterno:
Filippo III di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi IX di Francia
Trisnonna paterna:
Margherita di Provenza
Bisnonna paterna:
Maria di Brabante
Trisnonno paterno:
Enrico III di Brabante
Trisnonna paterna:
Aleyde de Brabant
Madre:
Margaret Wake
Nonno materno:
John Wake I barone Wake di Liddel
Bisnonno materno:
Baldwin di Liddel Wake
Trisnonno materno:
Hugh di Bourne Wake
Trisnonna materna:
Joan de Stuteville
Bisnonna materna:
Hawise de Quincy
Trisnonno materno:
Robert de Quincy
Trisnonna materna:
Elen ferch Llywelyn
Nonna materna:
Joan Fiennes
Bisnonno materno:
William de Fiennes
Trisnonno materno:
Enguerrand II de Fiennes
Trisnonna materna:
Isabelle de Condè
Bisnonna materna:
Blanche de Brienne
Trisnonno materno:
John de Brienne
Trisnonna materna:
Jeanne, Dame de Chateaudun

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Thomas Cussans, The Times Kings & Queens of The British Isles, ISBN 0-0071-4195-5. p. 92
  2. ^ (EN) Karl P. Wentersdorf, The clandestine marriages of the Fair Maid of Kent in "Journal of Medieval History", 1979, p. 205
  3. ^ (EN) Karl P. Wentersdorf, The clandestine marriages of the Fair Maid of Kent, "Journal of Medieval History", 1979, p. 206
  4. ^ (EN) James Tait, Joan, in: "Dictionary of National Biography" 29, 1892, p. 392-393.
  5. ^ (EN) Karl P. Wentersdorf, The clandestine marriages of the Fair Maid of Kent, in: "Journal of Medieval History 5", 1979, p. 212
  6. ^ (EN) Karl P. Wentersdorf, The clandestine marriages of the Fair Maid of Kent in: "Journal of Medieval History 5", 1979, p. 217

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) James Tait, Joan in: "Dictionary of National Biography 29", 1892, pp. 392–393.
  • (EN) Thomas Cussans, The Times Kings & Queens of The British Isles, ISBN 0-0071-4195-5. p. 92
  • (EN) Karl P. Wentersdorf, The clandestine marriages of the Fair Maid of Kent in: "Journal of Medieval History 5" (3), 1979, pp. 203–231

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 25981605