Giovanna de Geneville, II baronessa di Geneville

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Giovanna di Geneville
Baronessa di Geneville
Baronessa di March
In carica 1314 quale baronessa di Geneville –
1356 quale baronessa di Geneville
Predecessore Godfrey di Geneville
Successore Ruggero Mortimer, II conte di March
Nascita Castello di Ludlow, 2 febbraio 1286
Morte 19 ottobre 1356
Dinastia Lusignano, per parte di madre
Padre Piers de Geneville
Madre Giovanna di Lusignano
Consorte Ruggero Mortimer, I conte di March
Figli Margaret Mortimer
Edmund Mortimer
Roger Mortimer
John Mortimer
Katherine Mortimer
Joan Mortimer
Agnes Mortimer
Isabella Mortimer
Beatrice Mortimer
Maud Mortimer
Blanche Mortimer
Religione cattolica

Giovanna de Geneville II baronessa Geneville (Shropshire, 2 febbraio 128619 ottobre 1356) sposò Ruggero Mortimer, I conte di March e fu una delle donne più ricche delle Marche gallesi della Contea di Meath.

Le ricchezze di famiglia[modifica | modifica sorgente]

Joan de Geneville nacque il 2 febbraio 1286 nel Castello di Ludlow da Piers de Geneville il cui padre, primo barone di Geneville, era stato Giustiziere d'Irlanda[1] e da -Giovanna di Lusignano (1260-13 aprile 1323), figlia di Ugo XII di Lusignano, conte di March e d'Angoulême. Giovanna aveva due sorelle, Matilde e Beatrice, che presero i voti[2] ed altre due sorellastre, figlie del primo marito della madre che si erano imparentate con nobili francesi. Quando il padre di Joan morì poco prima del giugno 1292 Giovanna, che era la primogenita, diventò l'erede di un patrimonio consistente divenendo una delle bambine più ricche delle Marche gallesi avendo proprietà in quelle terre, nello Shropshire, nell'Herefordshire ed in Irlanda[3]. Quest'ultima eredità le giunse nel 1308 quando il nonno paterno le trasferì a lei dopo che a sua volta le aveva avute dalla moglie Matilde de Lacy (baronessa Geneville). All'epoca Joan era già sposata con Ruggero Mortimer, I conte di March ed entrambi si recarono in Irlanda, quando il barone morì nel 1314, per prenderne possesso, con la sua morte Joan ereditò anche il titolo di baronessa di Geneville.

L'unione con Ruggero Mortimer[modifica | modifica sorgente]

Joan sposò Ruggero Mortimer, figlio di Edmund Mortimer, II barone Wigmore (1251-17 luglio 1304) e Margaret de Fiennes (dopo il 1269-7 febbraio 1333) il 20 settembre 1301. Anche Ruggero era il figlio di un barone, ma i possedimenti di Joan erano decisamente estesi e portatori di grandi ricchezze motivo per cui il matrimonio fu per la famiglia Mortimer di sicuro interesse[3]. Anche Joan ci guadagnò, quando il suocero morì tre anni dopo ella condivise il titolo baronale del marito con lui e poco dopo, il 22 maggio 1306 Ruggero venne ordinato cavaliere da Edoardo I d'Inghilterra insieme ad altri duecentocinquantanove giovani fra cui il Principe di Galles che l'anno seguente sarebbe succeduto al padre[4]. Joan e Ruggero insieme ebbero dodici figli:

Il colpo di stato di Mortimer[modifica | modifica sorgente]

Il 23 novembre 1316 Mortimer venne nominato Lord luogotenente d'Irlanda ed il febbraio seguente partì per l'isola insieme ad un discreto contingente[2] e si trovò a combattere contro Edward Bruce (1280 circa-14 ottobre 1318), il fratello più giovane di Roberto I di Scozia ed i De Lacy una famiglia di origine irlandese-normanna, parenti di Joan. Ella lo aveva seguito sull'isola e dopo che suo marito ebbe respinto loro e gli scozzesi oltre Carrickfergus tornarono in Inghilterra nel 1318. Per i due anni seguenti Mortimer si occupò dei conflitti che scoppiavano regolarmente nelle Marche gallesi e nel frattempo teneva d'occhio Ugo Despenser il giovane ed il padre la cui influenza crescente su Edoardo II d'Inghilterra ebbe l'effetto di allontanarlo progressivamente da lui. Disaffezione che divenne particolarmente pronunciata dopo che il re decise di donare ai Despenser delle terre che per diritto sarebbero appartenute a lui[3]. Nell'ottobre del 1321 le truppe del re assediarono il Castello di Leeds dove viveva il governatore Bartholomew Badlesmere e sua moglie Margaret de Clare che si era rifiutata di far entrare la regina Isabella di Francia senza un esplicito ordine del marito allora assente. Isabella ordinò comunque di avvicinarsi e Margaret fece scoccare gli arcieri che uccisero sei membri del seguito reale, il re quindi per vendicare la moglie decise di mettere d'assedio il castello costringendolo alla resa. Tale episodio toccò da vicino Joan poiché il suo primogenito Edmund era sposato ad una delle figlie di Margaret, Elizabeth de Badlesmere. Questa vittoria fece risollevare la popolarità del re che poté permettersi di richiamare dall'esilio di Despenser dopo che questi erano stati banditi dai baroni, guidati da Tommaso Plantageneto (v. Ordinanze del 1311) nell'agosto precedente. I Signori delle Marche erano già da tempo in fermento e non appena i favoriti di Edoardo rimisero piede in patria si sollevarono in massa e fra di loro vi era Mortimer che si unì alla fazione ostile al sovrano. Scoppiò dunque la Guerra dei Despenser che il re soffocò piuttosto rapidamente costringendo Mortimer e suo zio Roger Mortimer di Chirk ad arrendersi presso Shrewsbury il 22 gennaio 1322, in quell'occasione vennero entrambi arrestati e portati alla Torre di Londra. Chirk non uscì mai più dalla Torre dove morì nel 1326, mentre Mortimer riuscì in un qualche modo a corrompere le guardie ed il Conestabile e fuggì arrivando in Francia il 1º agosto 1323. In quell'occasione rincontrò la regina Isabella che era stata mandata dal marito in missione diplomatica in Francia e ne aveva approfittato per chiedere aiuto al fratello Carlo IV circa l'eliminazione dei Despenser dalla scena politica inglese. In quel periodo Mortimer ed Isabella dovettero diventare amanti e lo scandalo che produssero li costrinse a scappare nelle Fiandre dove ricevettero aiuto a sufficienza per mettere in piedi un'invasione[3]. Mentre i due erano all'estero Edoardo, per rappresaglia, prese come ostaggi Joan ed i figli[3]. Mortimer ed Isabella arrivarono in Inghilterra nel settembre del 1326 e si unirono immediatamente alle truppe di Enrico Plantageneto (1281-1345), Edoardo venne preso prigioniero il 16 novembre e portato a Berkeley (Gloucestershire) dove morì, probabilmente assassinato da dei sicari di Mortimer il 21 settembre 1327[3]. Nello stesso anno Isabella e Mortimer assunsero la Reggenza per il quindicenne Edoardo III d'Inghilterra che non sembrava in grado di governare. Nel settembre 1328 Mortimer venne creato conte di March e Joan condivise con lui anche questo titolo, anche se non ci è noto cosa pensasse riguardo al modo in cui il marito aveva preso il potere ed alla relazione che portava avanti con la regina. Il malanimo che aveva colpito i Despenser ora si rivoltò contro Mortimer ed Isabella, il suo precedente alleato Enrico Plantageneto incoraggiò il giovane Edoardo III ad assumere il potere e spodestare i due reggenti per non finire schiacciato dal malcontento che serpeggiava in tutto il paese. Quando Mortimer ordinò l'esecuzione dello zio del re e suo oppositore, Edmondo di Woodstock il 19 marzo 1330 con l'accusa di tradimento la rabbia popolare esplose infiammando tutto il paese. Edoardo III catturò la madre e l'amante mentre dormivano presso il Castello di Nottingham e mentre la prima fu lasciata vivere il secondo venne impiccato e squartato il 29 novembre 1330. Anche Joan venne arrestata, perché moglie di un traditore, in una delle sue case nell'Hampshire ed i suoi figli furono presi ancora come ostaggi. Già l'anno dopo le venne permesso di disporre di una somma per poter provvedere alle spese di casa, anche se le sue terre le vennero restituite solo nel 1336 quando Edoardo III la perdonò per i crimini commessi dal marito.

Joan sopravvisse altri vent'anni morendo il 19 ottobre 1356 e venne sepolta all'abbazia di Wigmore, accanto al marito, il cui corpo le era stato restituito dopo che lo aveva chiesto al re.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ okayne, G. E. The Complete Peerage
  2. ^ a b Cawley, Charles (2010). Medieval Lands, Champagne Nobility, Seigneurs de Joinville
  3. ^ a b c d e f Costain, Thomas B. (1958). The Three Edwards. Garden City, New York: Doubleday and Company, Inc
  4. ^ Haines, Roy Martin (2003). King Edward II: Edward of Caernarfon, his life, his reign, and its aftermath. Canada: McGill-Queens University Press

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Giovanna de Geneville Padre:
Piers de Geneville
Nonno paterno:
Geoffrey de Geneville, I barone Geneville
Bisnonno paterno:
Simon de Joinville
Trisnonno paterno:
Geoffroy IV Signore de Joinville
Trisnonna paterna:
Helvide de Dampierre
Bisnonna paterna:
Beatrix d'Auxonne
Trisnonno paterno:
Etienne III, conte d'Auxonne
Trisnonna paterna:
Beatrix de Thiers, contessa di Chalon
Nonna paterna:
Matilde de Lacy (baronessa Geneville)
Bisnonno paterno:
Gilbert de Lacy
Trisnonno paterno:
Walter de Lacy
Trisnonna paterna:
Margaret Braose
Bisnonna paterna:
Isabel Bigod
Trisnonno paterno:
Ugo Bigod, III conte di Norfolk
Trisnonna paterna:
Matilde Marshal
Madre:
Giovanna di Lusignano
Nonno materno:
Ugo XII di Lusignano
Bisnonno materno:
Ugo XI di Lusignano
Trisnonno materno:
Ugo X di Lusignano
Trisnonna materna:
Isabella d'Angoulême
Bisnonna materna:
Yolanda di Bretagna
Trisnonno materno:
Pietro I di Bretagna
Trisnonna materna:
Alice di Bretagna
Nonna materna:
Giovanna di Fougères
Bisnonno materno:
Raoul III, signore di Fougères
Trisnonno materno:
Godfroy, Sigbore di Fougères
Trisnonna materna:
Mathilde de Porhoet
Bisnonna materna:
Isabelle de Craon
Trisnonno materno:
Amaury I, Signore di Craon
Trisnonna materna:
Jeanne de Roches