Giovanna d'Austria

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Giovanna d'Asburgo
Giovanna d'Austria ritratta da Alessandro Allori, 1570.
Giovanna d'Austria ritratta da Alessandro Allori, 1570.
Granduchessa di Toscana
In carica 21 aprile 1574 - 11 aprile 1578
Predecessore Eleonora di Toledo
Successore Cristina di Lorena
Nome completo Johanna von Habsburg
Altri titoli arciduchessa d'Austria
Nascita Praga, 24 gennaio 1547
Morte Firenze, 11 aprile 1578
Luogo di sepoltura Cappelle Medicee, Firenze
Casa reale Asburgo
Padre Ferdinando I d'Asburgo
Madre Anna Jagellone
Consorte Francesco I de' Medici
Religione cattolicesimo
Sacro Romano Impero (1519-1740)
Casa d'Asburgo
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Carlo V (1519-1556)
Figli
Ferdinando I (1556-1563)
Massimiliano II (1563-1576)
Figli
Rodolfo II (1576-1612)
Mattia (1612-1619)
Ferdinando II (1619-1637)
Figli
Ferdinando III (1637-1657)
Figli
Ferdinando IV (1653-1654)
Leopoldo I (1658-1705)
Figli
Giuseppe I (1705-1711)
Carlo VI (1711-1740)
Maria Teresa (1745-1780)
come consorte di Francesco I (1745-1765)
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Giovanna d'Asburgo, arciduchessa d'Austria (Praga, 24 gennaio 1547Firenze, 11 aprile 1578), fu la prima moglie del Granduca di Toscana Francesco I de' Medici e fu la prima granduchessa di Toscana[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Era la più giovane delle figlie dell'imperatore Ferdinando I d'Asburgo e di Anna Jagellone, figlia del re d'Ungheria e Boemia Ladislao II, sorella quindi del futuro imperatore Massimiliano II. Seguì i desideri dei genitori, che contrattarono per lei il matrimonio con il rampollo della famiglia Medici, i quali da poco erano entrati nel novero delle famiglie nobili europee e quindi videro con grandissima soddisfazione la possibilità per la loro casata di aumentare ancora il proprio prestigio, legandosi con la più importante famiglia reale europea, gli Asburgo.

Le nozze[modifica | modifica sorgente]

Accolta trionfalmente a Firenze nel 1565, tra le opere create in suo onore ci furono una serie di affreschi in Palazzo Vecchio, il Salone dei Cinquecento, il Corridoio Vasariano e la Fontana del Nettuno.

Il giorno delle nozze, il 25 dicembre 1565, Giovanna arrivò a Firenze passando per la porta al Prato. Giorgio Vasari e Vincenzo Borghini avevano progettato grandi apparati per l'occasione, con l'aiuto di Giovanni Caccini. In Borgo Ognissanti erano state collocate due statue di Francesco della Cammilla rappresentanti la “Toscana” e l'“Austria”. Le case che non avevano facciate sufficientemente di pregio erano state coperte con grandi pannelli dipinti da Carlo Portelli e Santi di Tito, mentre sull'attuale piazza Goldoni erano stati posti una serie di archi e statue, che rappresentavano l'Imeneo e di buon auspicio matrimoniale. Aveva scolpito le statue Battista Lorenzi, allievo del Bandinelli, mentre le altre decorazioni erano di mano di Alessandro Allori.

Vita matrimoniale[modifica | modifica sorgente]

La vita matrimoniale di Giovanna e Francesco non fu però piacevole e può essere presa come esempio di come le ragioni di stato non vadano sempre d'accordo con quelle dell'affetto tra individui.

Francesco I infatti era un personaggio molto inquieto e sempre votato alla ricerca intellettuale, alle scienze occulte e all'arte, e trovava la moglie poco interessante, non molto colta né elegante, affetta com'era da una malformazione alla colonna vertebrale.

La rivalità con Bianca Cappello[modifica | modifica sorgente]

Presto Francesco si rifugiò in un amore segreto (che comunque divenne presto di dominio pubblico) con una nobildonna veneziana di nome Bianca Cappello. Francesco e Bianca vissero la loro storia d'amore con aria via via più spavalda, attirando le chiacchere di tutte le corti europee (pure la Cappello era infatti una donna sposata). La posizione di Giovanna verso la rivale era particolarmente svantaggiata anche perché continuava a partorire figlie femmine, ben sei delle quali solo due arrivarono all'età adulta, che non potevano continuare la dinastia familiare.

Giovanna comunque più che indispettita per l'infedeltà del marito, della quale si curava poco, era delusa perché ferita nell'orgoglio di principessa che non veniva trattata all'altezza del proprio rango. Ci rimangono alcune lettere nelle quali essa si lamenta con suocero Cosimo I e poi con il cognato, il cardinale Ferdinando de' Medici, che si rivelò un suo alleato e fece un duro fronte contro Bianca Cappello, che fu esiliata da Palazzo Pitti, ma questo fu un minimo ostacolo per i due amanti, che spesso soggiornavano insieme in una delle ville medicee.

La questione dell'erede[modifica | modifica sorgente]

Giovanna partorì ben sei figlie femmine, delle quali solo due arrivarono all'età adulta (una fu la famosa Maria de' Medici regina di Francia). Per il diritto dinastico esse erano escluse dalla successione granducale, per cui la nascita di Filippo il 20 maggio 1577 fu salutata con grande sollievo e diede rinnovata forza a Giovanna.

Bianca Cappello aveva partorito un maschio (Antonio de' Medici) già nel 1576, anche se la voce che presto iniziò a circolare era che fosse soltanto un parto simulato, e il figlio non fosse suo ma di una sua serva. La verità su questo figlio illegittimo resta tuttora misteriosa, coperta da intrighi di palazzo.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Mentre la figura di Giovanna doveva apparire sempre più noiosa e patetica a Francesco, ecco che un incidente ne provocò la morte, quando cadde dalle scale, di nuovo incinta, nel 1578. Suo figlio Filippo morì non molto tempo dopo, a soli quattro anni, il 29 marzo 1582.

Francesco si risposò un anno dopo la morte di Giovanna con Bianca Cappello (1579), la quale nel frattempo era diventata pure vedova dopo il "misterioso" omicidio del marito, ma il loro idillio non durò molto, perché nel 1587 morirono a distanza di un giorno uno dall'altra, nella villa di Poggio a Caiano. Fin da allora si parlò di veleno, ma secondo le cronache originarie si sarebbe trattato di febbre terzana: soltanto nel dicembre del 2006 vennero ritrovati quelli che si presumono i resti organici di Bianca e di Francesco e, in seguito ad analisi tossicologica, è stato dichiarato che i due sarebbero potuti morire a causa di avvelenamento da arsenico.

Antonio venne comunque estromesso dalla successione dal fratello di Francesco, che divenne granduca con il nome di Ferdinando I, rinunciando alla porpora cardinalizia.

Giovanna d'Austria fu sepolta nella cripta delle Cappelle Medicee accanto al marito.

Indagini paleopatologiche[modifica | modifica sorgente]

Le indagini paleopatologiche condotte dai paleopatologi Valentina Giuffra e Gino Fornaciari hanno potuto constatare la presenza di displasia dell'anca in Giovanna, così come nello scheletro della figlia Anna (in misura minosre causata in quest'ultima da fattori congeniti), che può essere stata determinata da una serie di fattori di rischio ai quali le due donne possono essere state esposte: sesso femminile, pratica di fasce nei primi mesi di vita, così come scoliosi e deformità pelvica a carico di Giovanna e, per familiarità, di Anna.[2]

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Nome Nascita Morte Note
Eleonora 1 marzo 1566 9 febbraio 1611 Sposò il cugino Vincenzo I Gonzaga, Duca di Mantova (1582-1612)
Romola 20 novembre 1568 2 dicembre 1568
Anna 31 dicembre 1569 19 febbraio 1584
Isabella 30 settembre 1571 8 agosto 1572
Lucrezia 7 novembre 1572 14 agosto 1574
Maria 26 aprile 1575 3 luglio 1642 Sposò Enrico IV e divenne regina di Francia
Filippo 20 maggio 1577 29 marzo 1582
Bambino senza nome 10 aprile 1578 10 aprile 1578 Morì nel ventre della madre, che perì il giorno successivo

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Giovanna d'Austria Padre:
Ferdinando I d'Asburgo imperatore del S.R.I.
Nonno paterno:
Filippo d'Asburgo detto "il Bello", duca di Borgogna e reggente di Castiglia
Bisnonno paterno:
Massimiliano I d'Asburgo imperatore del S.R.I.
Trisnonno paterno:
Federico III d'Asburgo imperatore del S.R.I.
Trisnonna paterna:
Eleonora d'Aviz
Bisnonna paterna:
Maria di Borgogna, duchessa di Borgogna
Trisnonno paterno:
Carlo I di Borgogna, duca di Borgogna detto il "Temerario"
Trisnonna paterna:
Isabella di Borbone
Nonna paterna:
Giovanna di Castiglia detta "la Pazza"
Bisnonno paterno:
Ferdinando II d'Aragona "il Cattolico"
Trisnonno paterno:
Giovanni II d'Aragona "il Grande"
Trisnonna paterna:
Giovanna Enriquez
Bisnonna paterna:
Isabella di Trastamara regina di Castiglia
Trisnonno paterno:
Giovanni II di Trastamara, re di Castiglia
Trisnonna paterna:
Isabella del Portogallo
Madre:
Anna Jagellone
Nonno materno:
Ladislao II di Boemia
Bisnonno materno:
Casimiro IV di Polonia
Trisnonno materno:
Ladislao II di Polonia
Trisnonna materna:
Sofia di Halshany
Bisnonna materna:
Elisabetta d'Asburgo
Trisnonno materno:
Alberto II d'Asburgo
Trisnonna materna:
Elisabetta di Lussemburgo
Nonna materna:
Anna di Foix-Candale
Bisnonno materno:
Gastone di Foix-Candale conte di Candale
Trisnonno materno:
Giovanni di Foix-Candale conte di Candale
Trisnonna materna:
Margaret de la Pole
Bisnonna materna:
Caterina di Foix
Trisnonno materno:
Gastone IV di Foix
Trisnonna materna:
Eleonora di Navarra regina di Navarra

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sua suocera Eleonora di Toledo fu soltanto duchessa di Firenze e Siena, poiché premorì alla creazione del titolo granducale.
  2. ^ (EN) Valentina Giuffra, Gino Fornaciari, Developmental hip dysplasia in the Medici family: Giovanna from Austria (1548-1578) and her daughter Anna (1569-1584). URL consultato l'11/03/2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcello Vannucci, Le donne di casa Medici, Newton Compton Editori, Roma 1999, ristampato nel 2006 ISBN 88-541-0526-0

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Granduchessa di Toscana Successore Coat of arms of the Grand Duchy of Tuscany (1562-1737).svg
Eleonora di Toledo
come duchessa di Firenze e Siena
21 aprile 1574 – 11 aprile 1578 Cristina di Lorena

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