Giovanna Visconti di Gallura

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Stemma dei Visconti di Gallura: da notare l'emblema del gallo, simbolo del giudicato

Giovanna Visconti di Gallura (1289Firenze, 1339) è stata giudicessa di Gallura (1296-1339), titolare.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu l'unica figlia di Nino Visconti, ultimo giudice di Gallura (1275-1296). Sua madre era Beatrice, figlia di Obizzo II d'Este, signore di Ferrara.

Giovanna, ancora minorenne alla morte del padre nel 1296, ne ereditò i titoli, ma non venne mai in possesso delle sue terre, occupate ed amministrate direttamente dalla Repubblica di Pisa. Subentrò però nel patrimonio immobliare dei Visconti di Gallura e fu proprietaria delle rocche intorno a Civita (Olbia), come il castello di Pedes.

Quando sua madre si risposò nel 1300 in seconde nozze con Galeazzo I Visconti signore di Milano, Giovanna si trasferì con lei in questa città, dove trascorse la giovinezza.

Nel 1309 sposò Rizzardo II da Camino, conte di Ceneda e signore di Treviso. Rimasta vedova nel 1312, visse dal 1323 al 1339, anno della sua morte, a Firenze, con una pensione garantitale dai guelfi.

Vendette i propri diritti sulla Gallura al suo fratellastro Azzone Visconti di Milano (nato dalla madre Beatrice e da Galeazzo I Visconti), i cui discendenti li trasmisero ai sovrani d'Aragona.

Anche Giovanna, sua madre e le loro vicende vengono citate da Dante Alighieri nello stesso canto VIII del Purgatorio dove viene celebrato Nino Visconti, amico del sommo poeta.

Giovanna Visconti visse dunque una vita non proprio felice ed è ricordata, nella storia della Sardegna medioevale, soltanto per essere stata l'ultima giudicessa di Gallura, e lo fu nominalmente.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Panedda G., Il giudicato di Gallura, Sassari 1977.
  • Pizzinat A., Camino e i da Camino, Camino 2009.
  • Ronchese A., Giovanna Visconti contessa di Gallura, sposa a Rizzardo da Camino, Treviso 1893.
  • Tamponi M., Nino Visconti di Gallura, Roma 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]