Giornate di maggio

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Le giornate di maggio sono una serie di avvenimenti accaduti nella città spagnola di Barcellona tra il 3 e l'8 maggio del 1937, quando due diverse anime del fronte repubblicano, quella marxista di osservanza moscovita e quella filo-trotzkista del P.O.U.M. e i miliziani anarchici, si affrontarono in violenti scontri armati.

Avvenimenti[modifica | modifica sorgente]

Gli eventi cominciarono quando unità della Guardia Civil (comandate dal Partito Comunista di Spagna e dalla controparte locale, il Partito Socialista Unificato della Catalogna) tentarono di prendere il controllo della centrale telefonica fino ad allora amministrata da lavoratori anarchici. Gli occupanti resistettero e risposero al fuoco, dando inizio ad una serie di scontri per la città. Ne risultarono cinque giorni di scontri per le strade, con gli anarchici spalleggiati dai militanti del Partito Operaio di Unificazione Marxista (POUM, Partido Obrero de Unificación Marxista).

I lavoratori del sindacato anarchico della Confederazione Nazionale del Lavoro (CNT, Confederación Nacional del Trabajo) furono alla fine persuasi al compromesso, sostenuto da Juan García Oliver. Il governo repubblicano spedì 10 000 guardie d'assalto a reprimere gli scontri. Il risultato delle giornate fu una ulteriore erosione del controllo operaio della città e il consolidamento del potere del governo locale, a discapito della CNT e del POUM.

Persone legate alle vicende[modifica | modifica sorgente]

Camillo Berneri e Francesco Barbieri, anarchici italiani, furono arrestati e uccisi poco dopo il loro arresto da parte dei membri del Partito Comunista di Spagna durante la battaglia intestina al fronte antifascista spagnolo delle giornate di maggio.

Lo scrittore e giornalista inglese George Orwell descrisse gli eventi in prima persona nella sua opera Omaggio alla Catalogna.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]