Giorgio De Stefani

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Giorgio De Stefani
Giorgio De Stefani.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte
Titoli vinti
Miglior ranking
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF
Francia Roland Garros F (1932)
Regno Unito Wimbledon 4T (1933)
Stati Uniti US Open
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 4 giugno 2010

Giorgio De Stefani (Verona, 24 febbraio 1904Roma, 22 ottobre 1992) è stato un tennista e dirigente sportivo italiano.

Giocatore autodidatta, di natura mancino, divenne il primo giocatore ad usare due colpi di diritto, passando la racchetta da una mano all'altra ed evitando così il rovescio.
Possedeva nel gioco notevole resistenza e forte determinazione, ma fu micidiale nel passante, un'arma di grande precisione che risultava, grazie al suo gioco ambidestro, sempre sorprendente per chi si azzardava ad attaccarlo.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Come giocatore[modifica | modifica sorgente]

Uomo e atleta di grande prestigio, divenne il numero uno del tennis italiano nel 1933, dopo il ritiro dalle gare di Umberto De Morpurgo, e mantenne quella posizione fino al 1936. Nel 1932 fu il primo italiano ad approdare alla finale del Roland Garros. De Stefani, testa di serie n. 6, dopo aver battuto nei quarti il britannico Lee (6-3 9-7 6-2) ed in semifinale il tedesco Menzel (6-3 2-6 7-5 6-4) fu sconfitto dalla testa di serie n.1, il francese Henri Cochet, per 6-0 6-4 4-6 6-3. Nel 1934 De Stefani fu finalista anche agli Internazionali d'Italia battuto da Giovanni Palmieri (6-3 6-0 8-6). Al Roland Garros, oltre alla finale del 1932, raggiunse la semifinale nel 1934 ed i quarti nel 1931. Nel 1934 raggiunse il nono posto della classifica mondiale.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Come Dirigente sportivo[modifica | modifica sorgente]

Eletto nel 1951 tra i membri del Comitato Olimpico Internazionale, fu nominato presidente della Federazione Internazionale Tennis nel 1955, ancora prima di essere nominato presidente della Federazione Italiana (1958-1969).
Riconfermato alla presidenza internazionale nel 1962 e di nuovo nel 1967, si batté a lungo, alla fine con successo, per la riammissione del tennis alle Olimpiadi.

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