Giordano di Séverac

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Giordano di Séverac
vescovo della Chiesa cattolica
Incarichi ricoperti vescovo di Quilon
Nato ca. 1280 a Sévérac-le-Château
Deceduto ca. 1330

Giordano di Séverac (Sévérac-le-Château, 1280 circa – 1330 circa) è stato un missionario e vescovo cattolico francese, appartenente all'Ordine dei Frati Predicatori.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Forse figlio di un notaio ed nato a Sévérac-le-Château nell'Aveyron verso la fine del XIII secolo.

Inviato missionario nel nord della Persia, lavorò nella diocesi di Tabriz, dove abitualmente risiedeva. Nel 1321 è attestata la sua presenza nel sud dell'India, assieme ai frati francescani Tommaso da Tolentino, Giacomo da Padova, Pietro da Siena e Demetrio da Tiflis, diretti verso la Cina. A Thane, nei pressi di Bombay, i quattro compagni di Giordano subirono il martirio ad opera di fanatici musulmani (7 aprile 1321).

Giordano poté evitare la morte con la fuga, e per un certo periodo operò come missionario fra gli indiani a Baruch nel Gujarat e poi a Suali (?) presso Surat.

Ai suoi confratelli di Tabriz scrisse due lettere, la prima da Gogo il 12 ottobre 1321 e la seconda da Thane il 24 gennaio 1323/4, nelle quali descrive il progresso della sua missione ed invita a raggiungerlo nel lavoro di evangelizzazione dell'India. Grazie a queste sue lettere altri missionari raggiunsero il subcontinente, ma spostandosi verso sud, dove v'era una consistente presenza di cristiani nestoriani. Lo stesso Giordano visitò Kollam (o Quilon) in un'epoca imprecisata fra il 1324 ed il 1328, ritenendo che fosse la località più adatta per il suo lavoro missionario.

Nel 1328 rientrò in Europa e si recò, sembra, ad Avignone, dove papa Giovanni XXII nominò 'iordanus catalanus' primo vescovo della neoeretta diocesi di Quilon.[1] Di ritorno in India, si fermò a Soltaniyeh, dove fu incaricato dal papa di consacrare Giovanni di Cori, il nuovo arcivescovo locale, assieme a Tommaso di Mancasola, vescovo di Samarcanda, e di consegnargli il pallio.

Come la data di nascita, anche quella del decesso è sconosciuta; nelle fonti dell'epoca non è più menzionato dopo l'8 aprile 1330.

Giordano è autore di un testo chiamato Mirabilia descripta, scritto probabilmente tra il 1329 ed il 1330, dove descrive il continente indiano, suddiviso in tre parti, in tutti i suoi aspetti: le regioni, i prodotti, il clima, i costumi, la flora e la fauna, l’artigianato, le divinità, i riti e le usanze indù, comprese le vacche sacre. In quest'opera, tra le altre cose, parla del Prete Gianni. La lingua de Jordanus Catalanus non era il francese, quindi nel testo ci sono molte parole catalane oppure occitane.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel latino ecclesiastico, la sede era chiamata Columbensis, cosa che ha indotto molti storici a confonderla con Colombo nello Sri Lanka.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 27430792 LCCN: n82145478