Gino il pollo

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Gino il Pollo
Nome orig. noto inizialmente come Gino the Chicken
Lingua orig. Italiano
Autori
Editori
1ª app. 1995
1ª app. in Gino The Chicken Lost In The Net

Gino il Pollo (noto inizialmente come Gino the Chicken) è un cartone animato italiano che presenta temi d'attualità attraverso filmati umoristici di Satira.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gino il Pollo, anche conosciuto come Gino The Chicken, nasce a Firenze il 18 febbraio 1995 come video intervento del suo creatore, Andrea Zingoni (fondatore dei Giovanotti Mondani Meccanici), a un convegno sul futuro di Internet organizzato da Strano Network al Museo Pecci di Prato dal titolo Gino The Chicken Lost In The Net. Il breve video ebbe un successo tale che Zingoni dovette subito produrne di nuovi. Nel 1998 Gino entra a far parte delle rubriche fisse della rinata rivista "Re Nudo". Nel 1999 viene pubblicato un volume per Castelvecchi con le avventure di Gino il pollo intitolato "Gino The Chicken - Le mirabolanti avventure del primo Pollo perso in Internet". Nel 2000 le sue avventure sono pubblicate dalla rivista "Linus" e nel gennaio del 2001 entra nella prima web TV italiana My-Tv[1] grazie alla lungimiranza di Salvo Mizzi, fondatore della società, che crede nelle potenzialità di Gino il Pollo. All'interno del palinsesto di My-tv, il personaggio di Gino diviene un cartoon disegnato da Joshua Held, e nel novembre del 2001 Gino è protagonista del primo caso di successo di un video virale italiano con il celebre cartoon "Tu vuo’ fa’ ‘o talebano", parodia satirica della nota canzone di Renato Carosone "Tu vuo' fa' l'americano"[2]. Sempre all'interno del palinsesto di My-Tv Gino il Pollo diventa nel 2001 anche il primo anchorman animato di un telegiornale satirico a cadenza quotidiana scritto da Gianmarco Bachi, e dal 2002 da Sergio Di Pasquale Luci, Antonio Losito e Bruno Luca Perrone[3], considerato il primo esempio di telegiornale online in Italia[4]. La produzione del GinoTg che parte nell'autunno del 2001, approderà l'anno successivo su altri mass-media, in particolare sulle frequenze di Radio Italia Network, dove viene ospitato all'interno del programma di intrattenimento Radio un corno condotto da Teo Mammucari, Camila Raznovich e Giancarlo Ricci[5].

Dalla web Tv alla Tv tradizionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 Gino il Pollo, dopo due anni di produzione, arriva su Rai 3[6]che ne coproduce e trasmette una serie animata in fascia per ragazzi. In questa serie, naturale sviluppo della storia originaria, Gino fonda, insieme ad altri personaggi (tra cui "Dolly, pecora senza speranza"), la "Tecnofattoria", una utopistica repubblica degli animali il cui scopo è quello di salvare il mondo dalle mire di "Capo Colby" direttore della CIA ("Chicken Investigation Agency", parodia della Central Intelligence Agency), che ha smaterializzato Gino il pollo, lo ha spedito nella rete e tenta di catturarlo per cucinarlo, ma da qui Gino si batte ancor di più per salvare il mondo, anche con l'aiuto di un umano, un ragazzino, Andrea, alias "Cyber-boy" che riesce a smaterializzarsi temporaneamente, con l'aiuto del nonno cieco Ringo e di nascosto dei genitori, ed entrare fisicamente nel mondo virtuale attraverso il proprio computer per contribuire alla salvezza del mondo salvando Gino da situazioni apparentemente senza uscita al grido di "c'è un pollo da salvare, c'è un mondo da salvare".

All'interno delle singole puntate i personaggi cantano canzoni che mescolano nonsense, parodie ma anche citazioni dotte, come ad esempio s'io fossi foco arderei 'l mondo di Cecco Angiolieri. La serie ha ricevuto molte critiche negative dai fan della web-tv, per il fatto che è troppo infantile rispetto ai cartoni classici e soprattutto perché i contenuti satirici sono del tutto assenti.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Tecnofattoria

  • Gino, Gina, Dolly, White Rabbit, Kalinka, Monk, Tiger Ping, Tai Pai, Creaturine e suor soia

Amici di Gino

  • Andrea/Cyber Boy, Nonno Ringo, Dextop, Ejay, Marilù, Madre di Andrea, Padre di Andrea, il gatto Mao

C.I.A. ed alleati

  • Capo Colby, Ray Mundo, Mà, Web Raptors

Episodi[modifica | modifica sorgente]

  1. Il rapimento di Gino
  2. Terre selvagge
  3. Cyberboy
  4. X-Animals
  5. Libertatia
  6. dangerzone-le regole della Teknofattoria
  7. Web-Raptors
  8. Buon compleanno Cyberboy
  9. Hanno rapito Gina e Dolly
  10. Vampire
  11. Il Demone della scuola
  12. Ghost
  13. Dr. Jeno e Chicken Hyde
  14. Kalinka
  15. Gino’s Nightmare
  16. Pirati
  17. Il Segreto di Ringo
  18. Web Virus
  19. Gino Ole’
  20. Danger Zone
  21. Lupus in fabula
  22. Capitan Zingerman
  23. Aliens attack I
  24. Aliens attack II
  25. Ginodzilla
  26. Polltergheist
  1. Splatter Rock
  2. Billy il pulgino
  3. Clone matto
  4. La formula
  5. Polli nel fango
  6. Due Polli in un pollaio
  7. Fluido assassino
  8. Pollution
  9. Streghe
  10. L’appello
  11. C’e’ un pollo da salvare
  12. Nelle prigioni di Ma’
  13. X-Festival
  14. Wrestling
  15. Dottor Frankengin
  16. Sfida infernale
  17. Assedio
  18. San Valengino
  19. Gino 2 Roboclone
  20. Gino e la rosa carnivora
  21. Gino Bianconeve
  22. Targin
  23. La Pollodissea I
  24. La Pollodissea II
  25. Gino star televisiva
  26. X-Party

Videogioco[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo del 2007 Gino il Pollo diventa un'avventura grafica comica punta e clicca, sviluppata da ElvenTech e 7ThSense, prodotta da Halifax. La trama del gioco ripercorre pressappoco quella della serie animata, durante la quale è possibile utilizzare tre diversi personaggi: Gino il Pollo, Andrea, Suor Soia. Il game play è arricchito da una serie di sotto giochi in stile arcade che il giocatore incontrerà tra una sequenza di avventura e l'altra.

CD musicali[modifica | modifica sorgente]

Sono stati anche incisi alcuni CD con le canzoni di Gino il pollo, sia quelle più vecchie che le più recenti presenti nell'ultima serie di cartoni.

Le canzoni del cartoon (in programmazione su Rai Tre e raccolte nel cd "Le canzoni di Gino il pollo") sono state realizzate da:

Musiche:

  • Dario Brunori (canzoni, sottofondi, doppiaggio)
  • Giovanni Cleis (sottofondi, sound design, post produzione)
  • Marco Di Francesco (canzoni, sottofondi)
  • Marco Fasola (canzoni, sottofondi, doppiaggio)
  • Tiziano Leidi (sottofondi, sound design, post produzione)
  • Francesca Storai (voce personaggi femminili)

Testi:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In un episodio della serie animata Andrea Zingoni esordisce con una parodia di se stesso. Il personaggio "avatar" si chiama Capitan Zingerman («mito-eroe di alto livello»)[7], super eroe televisivo dal forte accento romanesco. A fine episodio si rivela essere piuttosto cialtrone.
  • Gino il Pollo compare anche in due episodi della Cucina Ginese, sei puntate realizzate per Riso Gallo dallo stesso Zingoni, dalle quali è nata un'altra opera dell'autore fiorentino, Le ricette di Arturo e Kiwi.
  • Gino il Pollo è apparso in alcune puntate della stagione 2005/2006 all'interno di uno dei segmenti di domenica in intitolato domenica in ieri - oggi- domani condotto da Pippo Baudo.
  • Nei suoi cartoon prodotti per My-Tv, Gino era designato col cognome Pollazzone solo nei video in cui cantava in napoletano.
  • Nel giugno 2002, uscì il suo unico CD: Gino c'è, che conteneva alcune tra le sue più celebri parodie di canzoni note e alcuni brani inediti.
  • Sempre nel 2002, furono proiettati alcuni suoi video a San Giorgio a Cremano in uno spettacolo intitolato Gino the Chicken Show.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ My-tv, la televisione viaggia in Rete, Corriere della Sera, 18 aprile 2001
  2. ^ «Tu vuo' fa' ' o talebano» è un inno anche negli Usa, Corriere della Sera, 8 dicembre 2001
  3. ^ Gino Pollazzone re sulla Rete: due milioni di contatti in un mese, Corriere della Sera, 31 dicembre 2001
  4. ^ Giuseppe Mazzei, Verso il tigitale: giornalismo tv : manuale del cambiamento, Editore RAI ERI, Roma 2002, p. 265.
  5. ^ [1].
  6. ^ Gino il pollo «eroe» su Internet si trasforma in cartone animato, Corriere della Sera, 13 aprile 2003.
  7. ^ Episodio su media.rai.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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