Ginnastica Comense 1872

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Pool Comense 1872
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
Colori sociali Bianco e Nero.svg Bianco e nero
Dati societari
Città Como
Paese Italia Italia
Confederazione FIBA Europe
Federazione FIP
Fondazione 1872
Presidente Antonio Pennestrì
Allenatore Loris Barbiero
Palazzetto PalaSampietro
Sito web www.comense.it
Palmarès
Star*.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svgSupercoppa di pallacanestro.svg
Scudetti 15
Coppe Italia 5
Supercoppe italiane 6
Coppe europee 2 Coppe dei Campioni
Altri titoli 1 Mundialito

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Ginnastica Comense 1872 è una polisportiva comasca che si occupa di basket, atletica, scherma e ginnastica.

Pool Comense 1872 è il nome adottato dalla squadra di basket femminile che nel panorama cestistico femminile è in assoluto la squadra più titolata d'Italia. Dall'inizio degli anni ottanta disputa costantemente il campionato di Serie A1, ma dalla stagione 2004-05, ovvero quella successiva all'ultimo scudetto, la crisi che sta attraversando non le permette di ripetere i successi del recente passato. Nel 2012 lascia la massima serie e non si riaffilia alla Federazione Italiana Pallacanestro.

Nell'estate 2012 problemi fiscali costringono la società sull'orlo della chiusura. Tutte le sezioni, tranne quella dei Diversamente Abili, vengono chiuse ed i festeggiamenti per i 140 anni di vita della società vengono annullati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli albori del basket a Como[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ginnastica Comense 1872 maschile.

La Ginnastica Comense nel 1919 decise di dar vita ad una squadra maschile di palla al cesto; i risultati vennero raggiunti in breve tempo, tanto che nel 1924 si giocò lo scudetto contro l'ASSI Milano e l'Internazionale Milano. Per un dissidio con i dirigenti della Federazione, la Comense decise poi di ritirare la propria formazione da tutte le competizioni ufficiali. Nel 1927, con la partenza di Gianni Ortelli, la formazione comasca declina e chiude.

Il dopoguerra e la nascita della sezione femminile[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945 la Comense decide di riprendere l'attività cestistica, ma a livello femminile. Fin dagli inizi vengono gettate le basi per quella che sarà la squadra più forte d'Europa. Nel 1947, a Piacenza, la Ginnastica Comense, allenata da Enrico Garbosi, conquista il titolo tricolore di Prima Divisione, superando in un entusiasmante spareggio, l'Internazionale Trieste e l'Ardita Genova. Nel novembre dello stesso anno la compagine nazionale convoca in prima squadra Anna Branzoni e Liliana Ronchetti.

La striscia di successi e lo scioglimento della squadra[modifica | modifica sorgente]

Il primo impatto con il campionato maggiore non porta al successo immediato, infatti dopo un terzo e un quinto posto, nella stagione 1949-50 le nerostellate conquistano il loro primo titolo nazionale. Le comasche dal 1949 al 1953 disputarono 122 incontri: 5 sconfitte, 4 pareggi e 113 vittorie, di cui 51 consecutive. Nel 1954 iniziò un lento declino che portò all'allontanamento di Enrico Garbosi dalla panchina lariana dopo sette stagioni. Per altre due stagioni Como ebbe la sua squadra in Serie A poi constatata l'impossibilità di rimanere ai vertici il consiglio della società optò per lo scioglimento della prima squadra.

La rifondazione[modifica | modifica sorgente]

Tonino Della Vigna fu l'unico a credere nella rinascita del sodalizio lariano. Ricontattò Yoghi Bough (ultimo allenatore della Comense prima dello scioglimento), e lo convinse a prendere in mano le redini del settore giovanile: l'allenatore americano, prima del suo abbandono, vinse il campionato di Serie C. Negli anni sessanta Idelma Tommasini torna alla Comense in qualità di allenatrice e riesce a portare il sodalizio lariano ai vertici della Serie B. Dopo un decennio viene lasciato il timone a Riccardo Fortuna. La società continua, nonostante le ristrettezze economiche.

Il centenario nella delusione[modifica | modifica sorgente]

« La Ginnastica Comense vive ormai di ricordi ed ha il terrore di cambiare »
(La Gazzetta dello Sport, 1967)

Così intitolava la rosea in un articolo a metà degli anni sessanta. Ciò testimonia lo stato in cui versavano le condizioni della società nerostellata in quegli anni, con un susseguirsi continuo di delusioni. Nel 1972, per festeggiare il centenario, la società organizza un importante torneo che si disputa al palazzetto Parini di Cantù, a cui partecipano le formazioni di Praga, Cracovia, Sofia, Vienna, Sesto San Giovanni e le padrone di casa della Ginnastica Comense. Un torneo dal grande valore tecnico che riscontra una presa in considerazione da parte del pubblico pari a zero. Infatti gli spalti deserti dell'impianto canturino sono popolati da appena una decina di persone per la partita inaugurale. Unica nota positiva è la promozione nella stagione 1975-76, quando viene promossa in Serie A per allargamento dei quadri. Una gioia di breve durata, in quanto nella stagione successiva le comasche non vanno oltre l'ultima posizione e così ritornarono nella serie cadetta.

La rinascita[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 la squadra ottiene la promozione nel neonato campionato di Serie A2. Nella stagione successiva la Comense riconquista la Serie A vincendo lo spareggio di Treviso contro la formazione dell'Unicar Cesena.

Negli anni successivi si accenderà una forte rivalità tra le due squadre. La società non può sostenere spese ingenti: il quintetto è costituito solo da atlete italiane. Nonostante gli enormi problemi finanziari, l'entusiasmo è sempre alto nel capoluogo lariano intorno alla realtà delle nerostellate. Le tribune del palazzetto di Muggiò sono sempre stracolme e ciò spinge alcuni appassionati ad una sorte di azionariato popolare.

Nel frattempo, la pallacanestro femminile si distacca dalla Ginnastica Comense; il presidente è Sergio Levrini, in passato anche sponsor della società. Nella stagione 1984-85 Antonio Pennestrì diventa il nuovo presidente e dopo più di trent'anni la Comense si laurea di nuovo Campione d'Italia, seppur nella categoria giovanile. Nel 1985-86, arriva quinta nel girone B di prima fase, vince la poule recupero e viene eliminata dalle campionesse della Primigi Vicenza nei quarti di finale dei play-off per lo scudetto. Nel 1986-87 si classifica all'ottavo posto, ma ai play-off viene subito eliminata da Viterbo.

Nel 1990 le nerostellate si rendono protagoniste di un'autentica impresa, interrompendo la serie di 58 vittorie consecutive della Primigi Vicenza.

Gli anni '90: il dominio delle nerostellate[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver mancato i play-off nella stagione 1988-89, numerosi sponsor intervengono per costruire un progetto vincente per le sorti del basket femminile comasco: il nome Pool Comense riflette proprio il fatto che si trova un gruppo di aziende disposte a sponsorizzare la squadra invece di uno sponsor unico.

Nella stagione seguente (1989-90) la Comense costruisce una grande squadra con le nazionali Mara Fullin, Silvia Todeschini e Renata Salvestrini e sembra vicina allo scudetto: dominate le prime due gare della finale scudetto, qualcosa però va storto e la formazione dell'Unicar Cesena rimonta la serie, aggiudicandosi il tricolore.

Per la stagione 1990-91, le nerostellate si rafforzano ulteriormente con l'arrivo del pivot della Sidis Ancona e della Nazionale Stefania Passaro. L'allenatore è Guido Cantamesse. In finale di Coppa Ronchetti Como affronta nel derby la formazione della Gemeaz Milano: le nerostellate favorite vengono però eliminate dalle acerrime rivali. Va meglio, invece, per ciò che riguarda il campionato. L'avversario è di nuovo l'Unicar Cesena. Nella serie finale le comasche, avanti 2-1, vincono gara-4 e danno il via alla festa dei 5.000 tifosi accorsi al Pianella di Cucciago per assistere al ritorno al successo delle nerostellate dopo un digiuno durato 38 anni.

La stagione successiva (1991-92) arriva sulla panchina lariana Aldo Corno, l'allenatore del basket femminile che ha messo più titoli in bacheca. In Eurolega, Como perde la semifinale di Bari contro la Dinamo Kiev, mentre in campionato arriva di nuovo il titolo, ribaltando l'iniziale 0-2 firmato dalla Unicar Cesena.

La stagione 1992-93 sembra quella che porterà Como al successo in Eurolega, ma a Valencia le padrone di casa la spuntano dopo due supplementari. In campionato la Comense vince il titolo a discapito della Conad Cesena in sole tre gare, anche se con distacchi risicati.

La stagione 1993-94 invece è la prima annata dei grandi trionfi per la formazione lariana: Coppa Italia (finale con Parma), Coppa dei Campioni (finale a Poznan, Polonia, contro Valencia) e scudetto (3-0 su Cesena).

La stagione 1994-95 vede l'arrivo della più forte giocatrice nominata in europa Mujanovic e della giovane promessa Elena Paparazzo e la squadra diventa quasi imbattibile: grande slam, 50 vittorie e due sole sconfitte in una stagione formidabile in cui viene vinta anche la seconda Coppa dei Campioni consecutiva, organizzata proprio dalla Comense al palazzetto di Casnate con Bernate .

Per la stagione 1995-96

per la tagione 1996-97 arriva Francesca Zara: la Comense vince in Brasile il Mundialito per Club. La Coppa Italia cambia padrone, la Famila Schio vince tra le mura amiche. In campionato arriva lo scontato successo contro l'Unicar Cesena, ma le cose non vanno bene in Europa: la finale di Sofia premia le tedesche del Wuppertal.

La stagione 1996-97 vede l'oramai consueta vittoria dello scudetto in finale contro la Cariparma Parma. In Eurolega la Comense perde la finale di Larissa, ma le soddisfazioni non mancano con la conquista di Supercoppa italiana e la Coppa Italia.

La stagione 1997-98 è quella dell'arrivo di Renata Zocco da Cesena, ma le soddisfazioni non sono molte: la Comense perde con Cariparma Parma in Supercoppa, con Famila Schio in semifinale di Coppa Italia e con Madrid nella semifinale di Eurolega a Bourges. Salva la stagione o lo scudetto conquistato in finale con la Famila Schio.

La stagione 1998-99 vede la mancata qualificazione alle finali di Coppa Italia e una bruciante sconfitta in finale di Eurolega contro Ruzomberok. Lo scudetto è però agevolmente conquistato contro Famila Schio e così la Supercoppa italiana.

La stagione 1999-2000 è più avara di soddisfazioni: per la prima volta da 8 anni la Comense non si qualifica per la final four di Eurolega e anche lo scudetto viene mancato con l'estromissione in semifinale ad opera della Famila Schio. Invece, Coppa Italia e Supercoppa italiana riescono ad entrare nella bacheca: entrambe le volte contro Famila Schio.

Dopo il 2000[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo secolo vede la rivoluzione con l'addio di Aldo Corno e l'arrivo a Como di Fabio Fossati. Gli obiettivi del 2000-01 sfumano tutti all'ultimo: Bourges estromette la Comense ai quarti dell'Eurolega, mentre Coppa Italia e Scudetto vengono negati entrambi dalla Cerve Parma.

Nel 2001-02 la Comense si rifà vincendo titolo e Supercoppa italiana contro Cerve Parma, le finali di Eurolega vengono mancate per un soffio mentre in Coppa Italia si arriva alle semifinali.

Il 2002-03 vede il ritorno della bandiera e capitana Viviana Ballabio. La Pool Comense vince la classifica della stagione regolare, ma poi si arrende alla finale play-off contro la Cras Taranto, la stessa cosa succede in Coppa Italia. La stagione è avara di successi: vede anche la sconfitta in Supercoppa italiana contro la Cerve Parma e per la prima volta in 12 anni la squadra non supera il primo turno in Eurolega.

L'anno 2003-04 è a rischio di sopravvivenza per la squadra in crisi economica, ciononostante il nuovo allenatore Gianni Lambruschi riesce ad allestire un quintetto basato sulle giocatrici storiche che riesce a conquistare lo scudetto contro Meverin Parma.

Sono seguite alcuni stagioni poco fortunate. Nel 2004-05 arriva un 5º posto in campionato, mentre viene sconfitta in semifinale di Coppa Italia. Nel 2005-06 l'allenatore diventa Marco Rota e la Comense è 6° in campionato.

Nel 2006-07 i problemi economici si aggravano, la Comense rischia seriamente l'estinzione e viene ricostituita con le forze interne: allenatore diventa Walter Montini, per 10 anni viceallenatore e la squadra è totalmente ricostruita. L'obiettivo è la salvezza che arriva ai play-out, battendo in finale la Coconuda Maddaloni. Nel 2007-08 raggiunge la salvezza piazzandosi al 9º posto ed evitando così i play-out.

La stagione 2008-09 sembra quella della svolta, infatti il girone d'andata la vede protagonista e stabilmente nelle posizioni di vertice ma il ritorno è disastroso e con sole 3 vittorie riesce a qualificarsi ai play-off solo all'ultima giornata grazie ai risultati giunti dagli altri campi. Il cammino dei play-off segue questa tendenza negativa e la squadra esce la primo turno contro la più quotata Cras Taranto.

Nella stagione 2009-10 la Comense prende la pista slava. Assume l'allenatore serbo Dragomir Bukvić, ex allenatore della Stella Rossa Belgrado, secondo coach straniero della storia del club ed ingaggia la slava Natasa Andjelic, oltre alla promessa svedese Sandra Sinclair ed a Jillian Harmon, compagna di squadra di Smith alla Stanford University. Dopo un avvio di stagione nell'anonimato, la stagione prende una svolta con l'arrivo di Angela Zampella e con la vittoria contro l'Umana Reyer Venezia ed il ribaltamento della differenza canestri nel derby contro il Geas Sesto San Giovanni dell'ex allenatore Montini.

Alla fine della regular season la Comense è sesta in classifica, due posizioni meglio della stagione passata. Smith risulterà la miglior realizzatrice del campionato, e la migliore straniera. Nei quarti di finale sfiora il passaggio del turno portando il quotato Famila Schio a gara 3 ed uscendo sconfitta a testa alta solamente nel finale della gara di spareggio dalla serie playoff.

Il 5 giugno 2012 la società ha diramato un comunicato in cui si rende noto che la squadra non sfrutterà la wild card concessagli e quindi non si iscriverà al prossimo campionato di serie A3. Per quanto riguarda la serie A1 il presidente Pennestrì ha dichiarato che non parteciperà a questo progetto e quindi solo nel caso un'altra persona si faccia avanti la squadra prenderà parte al prossimo campionato di massima serie, in caso contrario il Pool Comense non si iscriverà concentrandosi unicamente sul settore giovanile[1]. Non essendosi fatta avanti nessuna persona interessata a rilevare il club nerostellato, per salvare il settore giovanile, all'inizio era stata presa la decisione di iscrivere la prima squadra alla B regionale ma poi si è deciso di puntare unicamente sul settore giovanile dalle Under 17 in giù. Dopo 31 anni la Comense scompare dalla serie A1 italiana e dal panorama cestistico italiano[2][3].

L'ultima medaglia e il fallimento[modifica | modifica sorgente]

Durante l'estate 2012, appaiono sui quotidiani locali importanti e drammatiche notizie relative a gravi problemi con il fisco avuti dal presidente Pennestrì che coinvolgono tutta l'attività della Società sportiva. Per poter proseguire l'attività sportiva e non disperdere il patrimonio degli atleti delle varie discipline, i consiglieri di sezione si dimettono in massa e fondano nuove società sportive indipendenti dalla Comense. I dirigenti della scherma fondano la Scherma Comense, i dirigenti della sezione ginnastica ed artistica fondano la AG Comense SSDrl, alcuni dirigenti della pallacanestro convogliano l'attività giovanile verso il Basket Como, società di basket femminile di Como fondata nel 1956, ma i pezzi pregiati sono liberi di accasarsi altrove a costo zero. A fine luglio 2012 arriva l'ultimo alloro per la gloriosa Ginnastica Comense 1872, alle Olimpiadi di Londra 2012, Arianna Errigo conquista la medaglia d'argento nel fioretto individuale e la medaglia d'oro nella prova a squadre con la nazionale italiana. Il Palasampietro, sede di tanti trionfi e teatro di tutte le vittorie nerostellate degli ultimi 22 anni, viene chiuso e rimane inutilizzato. Dal 2013 la società rimarrà attiva con la sola sezione di Basket Diversamente Abili che consta di un numero di atleti che si possono contare sulle dita di una mano. È il triste epilogo di 140 anni di storia che si concludono a causa della sconsiderata gestione economica degli ultimi anni da parte delle stesse persone che, con i loro sforzi ed il loro entusiasmo permisero alla Ginnastica Comense 1872 di diventare una delle società più gloriose nella storia dello sport italiano ed europeo. Nella primavera 2014, i dirigenti della sezione pallacanestro, per motivi di incompatibilità di obiettivi a lungo termine, vengono radiati dalla società Basket Como, e fondano quindi una nuova Associazione Sportiva Dilettantistica che si occuperà della pallacanestro e di salvare il patrimonio dei centri Minibasket SBC, nasce così la A.S.D. Comense 2015.

Giocatrici note[modifica | modifica sorgente]

Allenatori noti[modifica | modifica sorgente]

Rosters[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Roster Ginnastica Comense 1872.

Roster attuale[modifica | modifica sorgente]

4 Italia Giulia Pasqualin Guardia
5 Stati Uniti Jillian Harmon Ala
6 Stati Uniti Cameo Hicks Ala
7 Italia Susanna Stabile Playmaker
8 Italia Fazio Melissa Guardia
9 Italia Laura Spreafico Ala
11 Italia Valentina Donvito Guardia
12 Italia Masha Maiorano Guardia
13 Serbia Daliborka Vilipic Centro
15 Stati Uniti Keitlin Sowinski Centro
16 Italia Valentina Donvito Guardia
* Italia Loris Barbiero Capo Allenatore
* Italia Andrea Anilonti Vice allenatore
* Italia Andrea Anilonti Capo Allenatore settore giovanile
* Italia Viviana Ballabio Team Manager
* Italia Enrico Levrini Responsabile Comunicazioni
* Italia Guido Corti Addetto Statistiche
* Italia Giancarlo Chiesa Medico sociale
* Italia Joseph Luraschi Chiropratico
* Italia Simone Nessi Massaggiatore
* Italia Alessandro Marelli Preparatore atletico
* Italia Samuele Robbioni Mental Trainer
* Italia Bruno Enrici Medico Nutrizionista
* Italia Stefano Daverio Responsabile settore giovanile
* Italia Riccardo Fortuna Responsabile Tecnico settore giovanile
* Italia Stefano Pennestri Addetto marketing
* Italia Stefano Pennestri Presidente Lega Basket Femminile
* Italia Antonio Pennestri Presidente
* Italia Antonio Della Vigna Vice Presidente
Aggiornato al 20 settembre 2010

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Prima squadra[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1949-50, 1950-51, 1951-52, 1952-53, 1990-91, 1991-92, 1992-93, 1993-94, 1994-95, 1995-96 Star*.svg
1996-97, 1997-98, 1998-99, 2001-02, 2003-04
1992-93, 1993-94, 1994-95, 1996-97, 1999-00
1995-96, 1997-98, 1998-99, 2000-00, 2001-01, 2004-04
1980-81

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1993-94, 1994-95
  • Mundialito per club: 1
1996

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

  • Scudetto.svg Campionati italiani giovanili: 5
2 scudetti categoria Cadette (1996, 1997)
1 scudetto categoria Allieve (1997)
1 scudetto categoria Juniores (1985)
1 scudetto categoria Under 16 (2007)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Crisi Comense: rinuncia all'A3, per l'A1 serve un miracolo
  2. ^ Comense, addio A1: si ricomincia dalla B regionale
  3. ^ Ritirata Comense: addio alla A1, avanti con le giovani

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]