Ginko

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ginko
Ginko.png
Nome orig. sconosciuto
Lingua orig. Italiano
Autori
Editore Astorina
1ª app. Diabolik n°1 Il re del terrore, (1º novembre 1962)
Interpretato da Michel Piccoli (film)
Voci italiane
Sesso Maschio
Abilità
  • abile con le armi
  • buona condizione fisica
  • mente geniale e straordinarie doti analitico-deduttive
  • eccellente stratega, in grado di formulare i piani più disparati
  • grande coraggio e onestà fuori dal comune
  • conoscenza del alfabeto morse
  • vasta conoscenza nei campi del sapere
Parenti

L'ispettore Ginko è un personaggio del fumetto Diabolik creato dalle sorelle Giussani.

Si tratta del tipico ispettore di polizia "tutto d'un pezzo", tenace, intuitivo e coraggioso. È estremamente leale con il proprio avversario, di qualunque risma esso sia.

Persegue l'ideale di ogni tutore della legge: assicurare i delinquenti alla giustizia terrena. In particolare Ginko è ossessionato dalla coppia Diabolik-Eva Kant perché i due criminali, con impensabili e ingegnosi piani (alle volte tecnologicamente fantasiosi), riescono quasi sempre a raggiungere il loro scopo e sempre a farla franca.

Trattandosi di un ispettore sui generis, Ginko usa i tradizionali mezzi a disposizione della polizia. Auto e armi convenzionali, a volte utilizza anche ingenti forze umane, coordinando le operazioni di polizia sempre in prima persona. Per contrastare le strategie dell'avversario sfrutta il ragionamento e l'innato coraggio ma senza mai ricorrere ad un "gioco sporco". Tuttavia molte volte ha utilizzato i trucchi requisiti, come le maschere, dai rifugi del suo rivale, facendone però un uso positivo, ma pur sempre efficace.

Costituisce una contrapposizione virile al personaggio principale di Diabolik. È ricambiato da quest'ultimo che ne apprezza le qualità umane e da Eva. Ecco così per il lettore un eterno e leale duello tra la guardia ed il ladro.

È felicemente fidanzato con Altea, duchessa di Vallenberg.

Come moltissimi altri personaggi dei fumetti, la figura dell'ispettore Ginko è stata usata anche nell'ambito della comunicazione sociale.

Prima di Diabolik[modifica | modifica sorgente]

Ginko cambiò il proprio nome dopo che suo padre, un giudice corrotto, fu arrestato. Il suo nome originario è tutt'oggi sconosciuto. Si trasferì a Chateauroque, una cittadina nello stato di Clerville, e divenne un agente di polizia, vessato dalle prepotenze dei colleghi, dei superiori e dalle lamentele della sua fidanzata, Annalisa, che lo riteneva più legato al suo mestiere che alla loro storia.

Durante una mostra di gioielli, nella quale venne esposto il Cuore di Demone, un rubino di inestimabile valore, Ginko e il suo migliore ed unico amico Mercier scoprirono un tombino nel parco. Ginko, ritenendo che potesse servire da via di fuga per eventuali ladri, decise di esplorarlo e Mercier, seppur riluttante, lo seguì. I due si trovarono di fronte a una coppia di ladri. Nello scontro che seguì Mercier si fece male e Ginko lo soccorse, dando però così modo ai ladri di fuggire.

In seguito all'accaduto, dopo un giorno costellato di rimproveri e soperchierie, Ginko scoprì nel proprio appartamento Guglielmo Polè, ex ispettore mandato in pensione, ma che continuò poi ad indagare in via assolutamente non ufficiale. Polè mostrò a Ginko due suoi colleghi malmenare uno spacciatore per scucirgli una forte percentuale sul ricavato. Ciò convinse Ginko a seguire Polè nella sua crociata personale contro la corruzione. Da quel giorno la vita di Ginko si sdoppiò: di giorno si occupava di correggere i rapporti che i suoi colleghi gli affibbiavano, di notte veniva addestrato da Polè in attività che ben presto gli sarebbero tornate molto utili, come l'abilità di scassinare le casseforti.

Come prima missione, Ginko recuperò dall'archivio un rapporto sull'omicidio di una donna: la stessa che, tempo prima, aveva accusato pubblicamente il barone Pascal, potentissima eminenza grigia di Chateauroque, di essere un assassino. Polè presentò a Ginko Sergio Fontaine, suo alleato, che parlò al futuro ispettore di un laser e dei suoi sospetti circa Pascal, che, secondo lui, stava per vendere i progetti dell'arma ad altre nazioni. Ginko, quindi, riuscì ad introdursi nella casa di Pascal durante una festa dove scoprì che Annalisa lo aveva tradito con Josiet, suo rivale e maggior oppressore al distretto. Introdottosi nell'ufficio di Pascal, scoprì però che i progetti relativi al laser erano scomparsi e come se non fosse stato abbastanza, il volto di Ginko fu fotografato dal sistema antifurto, così da mettere il suo superiore e Josiet, suo fedele leccapiedi, sulle sue tracce. Ginko fuggì, ammazzando anche un poliziotto nella fuga, diventando un ricercato. Per non coinvolgere Polè cercò asilo da Mercier, che invece lo denunciò a Josiet che, a sua volta, lo uccise; Ginko però ricambiò e lo uccise, vendicando l'amico che lo aveva denunciato solo per evitare che fosse ucciso brutalmente.

Ginko scoprì che il vero piano di Fontaine non era quello di aiutare Polè ma di soffiare a Pascal l'affare con la potenza straniera. Dopo averlo soggiogato, lui e Polè mandarono a monte il traffico tra Pascal e gli acquirenti: nella sparatoria Polè venne ferito ma sopravvisse. Ginko fu promosso e chiese di essere trasferito a Clerville; prima di andare via, visitò l'amico Polè, che gli regalò la sua auto, la Citroen DS "Squalo", che l'ispettore userà fino alle storie datate 1988. Nello stesso giorno Annalisa lo lasciò, non prima di averlo schiaffeggiato.

Solo dopo molti anni Ginko scoprirà che l'autore del furto dei progetti del laser alla villa di Pascal fu proprio Diabolik. Le loro strade si erano incrociate prima ancora che i due avversari si fronteggiassero per la prima volta, in Oriente.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Secondo una voce che girava tra i fan, Ginko e Diabolik sarebbero stati fratelli gemelli, proprio come Fantomas e Juve, che ispirarono i personaggi delle Giussani.

Il Ginko degli inizi fu ispirato da Sherlock Holmes, sia fisicamente che psicologicamente. Oltre ad essere un genio della deduzione, risolutore dei più intricati casi di cronaca nera (come si legge in una vignetta del primo numero), appariva come un uomo di circa quarant'anni alto, emaciato, dal naso dritto e fumatore di pipa: caratteristiche, queste, che erano appartenute al celeberrimo investigatore di Baker Street.

La cravatta a strisce rosse e nere diagonali di Ginko, che mai abbandonerà nel corso degli anni, è un omaggio fatto da Angela Giussani al marito, Gino Sansoni, milanista sfegatato. Lo stesso nome Ginko deriva proprio da quello dell'editore Sansoni, scelto sempre da Angela per omaggiare suo marito.