Ginevra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ginevra (città))
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ginevra (disambigua).
Ginevra
comune
Genève
Ginevra – Stemma
Ginevra – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Genf matt.svg Ginevra
Distretto Non presente
Amministrazione
Sindaco Sami Kanaan (PSS) dal 01/06/2014
Territorio
Coordinate 46°12′N 6°09′E / 46.2°N 6.15°E46.2; 6.15 (Ginevra)Coordinate: 46°12′N 6°09′E / 46.2°N 6.15°E46.2; 6.15 (Ginevra)
Altitudine 375 m s.l.m.
Superficie 15,93 km²
Abitanti 195 177[1] (2013)
Densità 12 252,17 ab./km²
Quartieri Quartieri di Ginevra
Comuni confinanti Carouge, Chêne-Bougeries, Cologny, Lancy, Le Grand-Saconnex, Pregny-Chambésy, Vernier, Veyrier
Altre informazioni
Lingue francese
Cod. postale 1200–1209
1211
1215
1240
1289
Prefisso 022
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 6621
Targa GE
Nome abitanti genevois (ginevrini)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Ginevra
Ginevra – Mappa
Sito istituzionale

Ginevra (francese: Genève; arpitano: Geneva; tedesco: Genf; romancio: Genevra), capitale dell'omonimo cantone, è la seconda città più popolata della Svizzera dopo Zurigo con 195.177 abitanti, situata dove il lago di Ginevra riconfluisce nel fiume Rodano.

Perno centrale di tutta la regione in materia di economia, di salute, di istruzione, di cultura e di trasporti, la sua area urbana forma un'importante agglomerazione transfrontaliera di 1 242 601 abitanti e che prende il nome di Gran Ginevra.

Seconda piazza finanziaria del paese, secondo Mercer Consulting nel 2007 Ginevra era la metropoli che offriva la più alta qualità della vita al mondo assieme a Zurigo, davanti a Vancouver e Vienna.[2]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome dell'antica città romana di Genava deriva dal celtico genu / genawa che significa "estuario", "golfo". Nelle altre lingue nazionali elvetiche, Ginevra è chiamata Genf in tedesco, Genève in francese, Genevra in romancio e Ginevra in italiano.

Non vi è alcuna relazione tra il nome di persona Ginevra e il nome della città svizzera, che peraltro coincidono solamente nelle lingue italiana e spagnola (Ginebra). Nelle altre lingue la relazione tra i due nomi è infatti la seguente:

Lingua Città Nome
francese Genève Guenièvre
arpitano Geneva Guinevere
romancio Genevra Guenièvre
tedesco Genf Guinevere
inglese Geneva Guinevere
olandese Genève Guinevere
polacco Genewa Genewra
portoghese Genebra Genebra
Logo della città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

I primi abitanti della zona in epoca protostorica sarebbero stati i liguri, mentre in epoca storica, quando vi giungono i romani vi trovano i Galli Allobrogi. Occupata da Giulio Cesare nel 58 a.C., divenne insediamento fortificato, facendo parte della provincia romana della Gallia Narbonense.

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente è occupata prima dai Burgundi nel V secolo, poi dai Franchi nel 534, divenendo successivamente capitale del Regno di Borgogna ed ancora dopo entrando a far parte del Sacro Romano Impero Germanico nel 1032, pur godendo di una certa autonomia.

La sottomissione romana del paese degli Allobrogi inizia a partire dal 121 a.C.; Ginevra diventa allora un avamposto nel nord della provincia della Gallia transalpina, (prenderà il nome di Gallia narbonese sotto il regno di Augusto).

La realizzazione del porto avviene tra il 123 e il 105 a.C.[3] La città è costituita da una modesta agglomerazione le cui abitazioni sono costruite in legno e in un impasto di argilla e paglia.

Ginevra entra nella storia nel 58 a.C., quando Giulio Cesare cita il passaggio in questa città ("Genua") nel suo De bello gallico. Volendo impedire il passaggio degli Elvetici, Cesare rende inagibile il ponte sul Rodano. Con l'insediamento provvisorio delle truppe romane nel 58 a.C., l'oppidum si espande diventando dapprima un vicus e poi gradatamente una civitas, cioè una città romana.

Eppure, Nyon (Colonia Julia Equestris) e Avenches (Aventicum) occupano un posto più importante nella rete urbana regionale. Dopo un incendio, alla metà del I secolo, l'urbanistica viene modificata e le costruzioni in pietra sostituiscono gli edifici in materiale leggero.[3] Le migrazioni alemanne provocano la distruzione dell'insieme degli edifici nell'ultimo quarto del III secolo.

Il primo santuario cristiano viene eretto intorno al 350.[4] Alla fine del IV secolo il complesso viene ultimato: è costituito da una chiesa lunga più di trenta metri circondata da un portico che dà accesso al battistero e dai suoi annessi.[4] Nella città alta, la chiesa di Saint-Germain rappresenta nel V secolo un secondo punto di focalizzazione dei primi tempi cristiani.

L'insediamento dei Burgundi nel 443 e la scelta di Ginevra come capitale rinforzano il ruolo politico della città. Intorno al 467, il centro del regno Burgundo si sposta verso Lione e Ginevra subisce le guerre fratricide tra Godegiselo e Gundobado che incendia la città.

Fino alla fine dell'Alto Medioevo, si osserva una continuità di occupazione il cui miglior esempio è rappresentato dal gruppo episcopale. I limiti del centro storico si mantengono all'interno della cinta muraria del Basso Impero, ma i sobborghi vicini ai grandi cimiteri si sviluppano. La frana della montagna di Tauredunum nel 563 provoca una gigantesca ondata che distrugge il porto e causa numerose vittime.[5]

All'inizio del medioevo, lo sviluppo orizzontale dell'epoca romana e la riduzione dello spazio urbano imposta dal sistema di fortificazione adottato, vengono rimpiazzati da una città di tipo medioevale costruita in altezza.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

La struttura del potere tra l'arrivo dei Burgundi e il trattato di Seyssel del 1124 è oggetto di dibattiti ancor oggi non conclusi[6]. Rispetto al re burgundo, il vescovo possiede l'autorità spirituale, ma i litigi dinastici finiscono per indebolire la monarchia che scompare nel 534 a vantaggio dei Franchi. Ginevra diventa il centro di un pagus, la contea di Ginevra, che dipende dal re di Orléans o dal re di Neustria.

A partire dall'epoca dei Carolingi, la diocesi di Ginevra è il centro di lotte di potere tra i sovrani della regione e l'imperatore. Anche se esercita alcuni diritti regali come quello di coniare moneta, il vescovo non riceve i diritti comitali sulla totalità della sua diocesi che sono esercitati dal conte di Ginevra il quale possiede un castello dominante Bourg-de-Four[6].

Un denario d'argento (inizio dell'XI secolo).

Al momento della disgregazione dell'impero di Carlo Magno, Ginevra fa parte del secondo regno di Borgogna che passa nel 1032 sotto il Sacro Romano Impero Germanico.

Con la riforma gregoriana, alla fine dell'XI secolo, ha inizio una reazione contro l'usurpazione dei beni della Chiesa da parte della signoria laica. Sostenuto dal Papa, il vescovo Humbert di Grammont impone al conte Aimone I il trattato di Seyssel che stabilisce la sovranità del vescovo sulla città[6].

Per mezzo di un diploma imperiale del 1162, l'imperatore Federico Barbarossa stabilisce definitivamente l'indipendenza dei vescovi ormai riconosciuti come principi privilegiati dell'impero.

All'inizio del XIII secolo interviene un terzo potere: quello della casa Savoia. Il conte di Savoia si impadronisce nel 1250 del castello di Bourg-de-Four[6]. Alla metà del XIII secolo, i mercanti e gli artigiani si raggruppano per lottare contro la potenza feudale del vescovo. Questo movimento viene favorito dalle fiere di Ginevra che, a partire dalla metà del XIII secolo, portano ai cittadini l'esempio dei comuni liberi italiani e la prosperità che permette di imporre la loro volontà al vescovo. A partire dalla fine del secolo, il conte di Savoia si collega al potere episcopale.

Nel 1285, i cittadini nominano dieci procuratori o sindaci per essere rappresentati. La decisione è annullata dal vescovo il 29 settembre ma, il 1º ottobre, il conte Amedeo V di Savoia concede loro delle lettere patenti che garantiscono la sicurezza dei mercanti che si recano alle fiere[7].

Nel 1309, il vescovo riconosce ai cittadini il diritto di nominare dei rappresentanti o procuratori per occuparsi dei loro affari comuni a condizione che questi non usurpino la giurisdizione episcopale. In contraccambio, impone la costruzione di un mercato coperto, necessario ad immagazzinare le merci destinate alle fiere, e concede loro un terzo degli incassi. A partire da questo momento, i cittadini, riuniti in assemblea all'inizio di ogni anno in seno al Consiglio Generale, eleggono per un anno i rappresentanti di Ginevra.

Nel 1387, il vescovo Adhémar Fabri conferma le franchigie accordate ai cittadini e ai loro rappresentanti con un trattato che dominerà per centocinquanta anni la vita politica ginevrina.[7]

Siccome i conti di Savoia si arrogano sempre di più il potere a detrimento del vescovo, i cittadini si uniscono a quest'ultimo per far fronte comune contro il nemico, ma Amedeo VIII di Savoia, che ha acquisito la contea di Ginevra, ottiene che i principi del suo casato abbiano un diritto di presenza presso la diocesi: la sede episcopale sarà occupata dai Savoia o dai membri delle famiglie vassalle.[7]

Coinvolta dal suo vescovo al fianco del duca di Borgogna nella guerra di Borgogna, Ginevra è minacciata dagli Svizzeri in seguito alla loro vittoria ed è condannata nel 1475 a pagare una considerevole ammenda.[8]

Il vescovo allora si allea ai vincitori e conclude, il 14 novembre 1477, un trattato di "combourgeoisie" (riconoscimento della cittadinanza) della durata di cinque anni con le città di Berna e Friburgo. Nel 1519, è la comunità dei cittadini che firma con Friburgo un nuovo trattato di "combourgeoisie", ma il duca di Savoia costringe i ginevrini a rinunciare a questa alleanza diretta contro di lui.[8]

Tuttavia, il trattato del 1526 tra Ginevra, Berna e Friburgo annuncia la fine del potere del vescovo e l'emergere di una signoria autonoma. Gli Eighenotti, partigiani dei Confederati, fanno approvare il trattato dal Consiglio Generale il 25 febbraio.[8]

Riforma[modifica | modifica sorgente]

Calvino

A partire dal 1526, dei mercanti tedeschi diffondono a Ginevra le idee della Riforma Luterana tra i commercianti ginevrini e questa corrente si diffonde nella popolazione sotto l'influenza di predicatori come Guillaume Farel.

L'8 agosto 1535, Guillaume Farel, nonostante il divieto dei magistrati, predicò per la prima volta davanti a una folla enorme. Il pomeriggio dello stesso giorno, durante i vespri, alcuni iconoclasti hanno devastato la cattedrale di Saint-Pierre distruggendo statue e lacerando immagini che non erano in conformità con il nuovo culto della riforma.

Il 10 agosto 1535, la celebrazione della messa cattolica viene proibita e, il 26 novembre, il Consiglio dei Duecento si attribuisce il diritto di coniare moneta nel momento in cui la città è nuovamente minacciata dal Ducato di Savoia.

La Riforma è definitivamente adottata il 21 maggio 1536[8] quando allo stesso tempo viene reso obbligatorio mandare i propri figli a scuola. Da questo momento Ginevra diventa il centro del calvinismo e viene a volte nominata la "Roma protestante". Arrivato a Ginevra nel luglio del 1536, Giovanni Calvino avrà un'influenza immensa, in qualità di presidente della Compagnia dei pastori, su tutti gli aspetti della vita ginevrina.

Una volta proclamata la repubblica sotto il nome di "Signoria di Ginevra", Calvino redige le Ordinanze ecclesiastiche nel 1541 poi gli Editti civili nel 1543 che serviranno da costituzione alla nuova repubblica[9].

Le istituzioni politiche includono il Consiglio Generale, dove siedono i membri della borghesia di Ginevra, il Consiglio dei Duecento, il Consiglio dei Sessanta e, per gli affari religiosi, il Concistorio.

Battaglia dell'Escalade (11-12 dicembre 1602)

A partire dalla sua acesa al trono nel 1580, gli attacchi del duca Carlo Emanuele I di Savoia si moltiplicano. Ginevra estende allora le sue alleanze con Soletta, Zurigo e la Francia[10]. Nell'aprile del 1589, i ginevrini e i loro alleati tentano di fare indietreggiare i savoiardi che riescono a mantenere la loro posizione.

L'11 dicembre 1602, un nuovo attacco notturno dei savoiardi che resterà nella storia sotto il nome di sconfitta dell'"Escalade", costringe il duca ad accettare una pace durevole suggellata dal trattato di Saint-Julien del 12 luglio 1603 che riconosce l'indipendenza della città.

Sul piano economico, numerosi protestanti italiani e soprattutto francesi raddoppiano la popolazione durante le annate del 1550 e danno un nuovo dinamismo alla città. Questi nuovi arrivati, uomini d'affari, banchieri e artigiani, portano denaro, creano le relazioni con gli ambienti d'affari stranieri e sviluppano il ruolo di scalo commerciale di Ginevra.

Le attività manifatturiere da loro introdotte - l'industria della seta i cui padroni sono italiani, l'oreficeria e l'orologeria dopo la scomparsa delle seterie durante la metà del XV secolo - orientano per la prima volta il loro sviluppo verso l'esportazione grazie al sostegno che le autorità municipali gli accordano.

XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Il secolo, economicamente e culturalmente florido, è scosso da alcuni problemi politici che i contemporanei chiamano le "rivoluzioni di Ginevra". In effetti, il sistema politico in vigore si basava sulla distinzione tra due gruppi: quelli che beneficiano dei diritti politici e civili, aristocratici e borghesi composti da una minoranza (27% nel 1781), e quelli che non godono di diritti politici, ma solamente di alcuni diritti civili (abitanti e nativi).[11] Tuttavia la lotta finisce per scoppiare all'interno del gruppo formato dai cittadini e dai borghesi.

Un movimento di rivolta scoppia nel 1707 a causa di un malcontento d'ordine economico[12]. La rivolta è capitananta da un membro dell'aristocrazia, l'avvocato Pierre Fatio, il quale fissa un programma con aspirazioni confuse. La sommossa viene sconfitta grazie all'appoggio delle truppe bernesi e di Zurigo e Fatio è fucilato segretamente in prigione.[13] Nel 1737, una nuova rivolta provoca undici morti.[14] Sconfitto, il governo mette in allerta la Francia che interviene proponendo un arbitrato che soddisfa i cittadini. Pertanto, smentendo il certificato di tolleranza descritto dall'Encyclopédie di Diderot e di Alembert, il Piccolo Consiglio condanna nel 1762 due opere di Rousseau — Emilio o dell'educazione e il Contratto sociale — a essere bruciate davanti al Municipio (Hôtel-de-Ville) perché «tese a distruggere la religione cattolica e tutti i governi ».[15] I cittadini protestano presentando delle denunce al governo denominate «rappresentazioni ». I borghesi ed i nativi finiscono per occupare la città nel febbraio del 1781 e votano una legge che concede l'uguaglianza civile ai nativi, agli abitanti ed a coloro che vivono nella campagna.[16]

Proclamazione del 28 dicembre 1792

Ma l'aristocrazia chiama Luigi XVI in soccorso: tre armate coalizzate— francesi, sarde e bernesi — assediano Ginevra che capitola il 2 luglio 1782[16]. L'aristocrazia ritrova il potere ma i nativi conservano l'uguaglianza civile. Un migliaio di Rappresentanti si esiliano verso Parigi (dove con le loro idee parteciperanno alla Rivoluzione francese), Bruxelles o Costanza. La fine della forte congiuntura economica tra il 1785 ed il 1789, conseguenza della crisi generale che segna il periodo che precede la Rivoluzione francese, colpisce la popolazione con un aumento dei prezzi, ma anche i piccoli proprietari. Il 26 gennaio 1789, il governo ginevrino aumenta il prezzo del pane a seguito di un cattivo raccolto. Questa decisione fa scaturire degli scontri a Saint-Gervais che conducono all'annullamento dell'aumento ed alla liberalizzazione progressiva della costituzione.

Dopo la Rivoluzione, l'accerchiamento di Ginevra da parte dei rivoluzionari ha come risultato, nel dicembre 1792, un movimento che abbatte il governo del Vecchio Regime il 28 dicembre e proclama l'uguaglianza politica di tutte le categorie della popolazione[17]. Nel 1793, finisce il Vecchio Regime a Ginevra: una costituzione, redatta da un'assemblea nazionale e votata dai cittadini il 5 febbraio 1794, istituisce un controllo esteso da parte dei cittadini sugli atti del governo e dell'amministrazione[18].

L'economia ginevrina è quindi dominata — 32% degli attivi — dal settore dell'orologeria ed i mestieri ad esso collegati raggruppati sotto il nome di «Fabbrica », rete di piccoli atelier artigianali situati al piano superiore dei palazzi.[19] Peraltro, il tessuto economico vede svilupparsi un'industria delle tele indiane — caratterizzata da grandi manifatture — nel primo terzo di secolo fino a diventare il secondo settore in termini di importanza.[20] Legate allo sviluppo del commercio internazionale ed alle necessità di denaro per le guerre di Luigi XIV, le attività bancarie diventano uno dei perni dell'economia ginevrina a partire dal 1700.[21]

XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Il 15 aprile 1798 il Trattato di Riunione integra Ginevra al territorio della Repubblica Francese[22]. Alla fine di agosto, dopo aver rinunciato alla sua sovranità e alle sue alleanze, la città viene scelta come prefettura e capoluogo del dipartimento del Lemano. Ginevra diventa dunque una delle tante città francesi, ed i suoi abitanti sperimentano così il centralismo napoleonico. La sconfitta dell'armata napoleonica gli renderà tuttavia la sua indipendenza. Il 30 dicembre 1813, la guarnigione francese lascia la città, ed il generale austriaco Ferdinand von Bubna und Littitz vi fa la sua entrata. Il giorno seguente, dopo la ritirata definitiva del prefetto, un governo reazionario diretto dal vecchio sindaco Ami Lullin proclama la restaurazione della repubblica e dell'Ancien Régime.[23] Ciò nonostante, i magistrati sono coscienti che Ginevra non può più permettersi di formare uno Stato isolato, per tale motivo si rivolgono ai loro vecchi alleati svizzeri domandando l'entrata della loro repubblica nella Confederazione svizzera.[24] Nonostante il timore che i cattolici hanno della «Roma protestante » e delle difficoltà che questa ha conosciuto nel XVIII secolo, l'annessione diventa effettiva il 19 maggio 1815.

Moneta ginevrina da 20 franchi del 1848.

Nel 1833 e nel 1834, gli scioperi dei sarti e dei fabbri (di serrature e lucchetti) sono tra i primi del XIX secolo in Svizzera[25] e, nel novembre del 1841, una sommossa ha per conseguenze l'elezione di un'assemblea costituente. La costituzione del 1842 adotta il suffragio universale maschile e dota la città di Ginevra di istituzioni municipali proprie.
Il regime cadrà a cause della guerra del Sonderbund. Il 3 ottobre 1846, le autorità rifiutano di raccomandare ai membri ginevrini della dieta federale (Svizzera) di votare la dissoluzione del Sonderbund. Di conseguenza, il quartiere operaio di Saint-Gervais si solleva due giorni dopo, e respinge le truppe del governo.[26] Questa sarà la miccia che innescherà una rivoluzione di sinistra guidata dal partito radicale di James Fazy, che rovescierà il governo e stabilirà una nuova costituzione il 24 maggio 1847. In questa nuova costituzione il carattere dominante del protestantesimo viene rimosso.

Sul piano economico, l'industrializzazione della regione evolve con l'apparire di atelier di meccanica, di apparecchiature elettriche e di automobili. L'elettrificazione della città avrà luogo sotto l'impulso del Consigliere Amministrativo Théodore Turrettini, con la costruzione degli stabilimenti delle Forze Motrici e di Chêvres.[27]

L'arrivo sempre più massiccio di operai stranieri completa la trasformazione della fisionomia sociale dell'agglomerato. Mentre all'inizio del XIX secolo era ancora possibile distinguere un abitante della campagna da un cittadino, le differenze si affievoliscono progressivamente con il passare degli anni, e la popolazione presenta un profilo sempre più cosmopolita.[28]

XX secolo[modifica | modifica sorgente]

La missione internazionale della città si afferma particolarmente dopo la prima guerra mondiale: Ginevra diventa — in particolare per l'attività di Gustave Ador e William Rappard — la sede della Società delle Nazioni nel 1919.

A seguito della prima guerra mondiale, la lotta di classe aumenta e conduce allo sciopero generale dell'11 novembre 1918 che si sviluppa principalmente nella Svizzera tedesca. Ma l'atteggiamento francofilo riduce sensibilmente il suo impatto a Ginevra.[29]

Piccoli partiti d'ispirazione fascista, come l'Union nationale, attaccarono i leader socialisti il 9 novembre 1932, il che portò ad una manifestazione della sinistra anti-fascista. In questa occasione, delle giovani reclute fecero fuoco senza preavviso sulla folla facendo tredici morti e 63 feriti[30]. Questa tragedia provocò, pochi giorni più tardi, un nuovo sciopero generale di protesta.

Dopo la Seconda guerra mondiale, le sede europea dell'ONU e decine di Organizzazioni internazionali furono poste a Ginevra, contribuendo a dare impulso sia al turismo di piacere che a quello di affari. Con gli inizi degli anni 1960, Ginevra è una delle prime regioni svizzere a conoscere un certo successo dei movimenti xenofobi,[31] con la comparsa dei Vigilanti,[32] ma anche il terzo cantone ad accordare diritto di voto cantonale e comunale alle donne.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Sito[modifica | modifica sorgente]

Panorama, a destra del Jet d'eau si intravede il Monte Bianco.
Vista dall'alto della città.

Ginevra, centro commerciale, bancario, industriale, intellettuale e universitario si estende all'estremità sud-ovest del lago Lemano, sulle due rive del Rodano, nel cuore di una conca chiusa e circondata da montagne (tutte in territorio francese: i Voirons, il Salève, il Mont de Sion, il Vuache e la catena montuosa del Giura).

La vieille-ville (parte storica della città), costituita dai quartieri Centro-città e Saint-Gervais, si è formata sulla sommità e i dintorni di una collina sulla riva sinistra del lago. Questa collina costituisce sin dalla preistoria un rifugio naturale protetto dal lago, dal Rodano, dall'Arve, dalle paludi e dai fossati a est. La città si espanse durante il XIX secolo, dopo la demolizione delle fortificazioni (1850-1880).

Nella baia di Ginevra sono visibili le pierres du Niton, due rocce che emergono dal lago e risalgono all'ultima glaciazione. Si tratta di due massi erratici e molto stabili; proprio per questo uno dei due fu scelto dal generale Guillaume-Henri Dufour come punto di riferimento per l'altezza media del lago e successivamente adottato per il calcolo di tutte le altitudini in Svizzera.

Nel 2000, la città ottenne il premio Wakker della Lega svizzera per il patrimonio nazionale per il suo piano di ammodernamento delle rive del Rodano e dell'ambiente urbano circostante. Il progetto del Fil du Rhône fu allora messo progressivamente in opera.

Secondo l'Ufficio Federale di Statistica, Ginevra ha una superficie di 15,88 km². Il 92,1% di questa superficie corrisponde ad aree abitate o a infrastrutture, l'1,5% sono superfici agricole, il 3,1% zone boschive e il 3,2% aree improduttive.

Clima[modifica | modifica sorgente]

A Ginevra, l'inverno è freddo e solitamente poco soleggiato. In questa stagione, vi possono essere, a varie riprese, giornate senza che il ghiaccio si sciolga o che la temperatura non salga sopra i -10 °C. Quando soffia la bise, il vento freddo tipico di questa città, la sensazione del freddo è ancora più accentuata e può rendere le condizioni meteorologiche assai proibitive. Il sole fa poche volta la sua comparsa poiché rimane nascosto da nuvole stratiformi o dalla nebbia alta, che in condizioni anticloniche permane per molti giorni consecutivi.

Dal mese di marzo, le temperature aumentano e divengono quasi estive a fine maggio. Tuttavia, le precipitazioni si intensificano, in particolare sotto forma di temporali a maggio. Questi possono essere di breve durata, ma di forte intensità.
Le estati sono spesso calde e piuttosto umide, ma la temperatura al mattino è relativamente fresca. Se a settembre il clima assomiglia ancora a quello estivo, le temperature si abbassano poi assai rapidamente per diventare quasi invernali a novembre. L'autunno è anche la stagione delle nebbie.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Media delle temperature minime (°C) -1.9 -0.9 0.8 4.1 8 11.3 13.3 13 10.3 6.6 2.1 -0.5 5.5
Media delle temperature massime (°C) 3.7 5.9 9.8 13.9 18.4 22.2 25.3 24.4 20.8 14.9 8.4 4.5 14.4
Temperatura min. assoluta (°C) -19 -17 -7 -5 -2 3 5 5 -2 -2 -11 -11 -19
Temperatura max. assoluta (°C) 14 19 25 26 29 32 35 35 32 27 20 19 35
Precipitazioni (mm) 82 83 81 66 78 91 68 80 82 78 94 88 970
Numero di giorni di pioggia (>0.9 mm) 11 10 10 9 11 10 8 9 8 9 10 10 115
Numero di giorni di gelo 20 16.2 12.5 3.1 0.2 0 0 0 0 0.9 8.2 16.7 77.8
Sources: Ufficio federale della meteorologia e climatologia MeteoSvizzera
ad eccezione delle temperature minime e massime assolute: Statistiche climatiche di Ginevra (Météo France)

Geografia amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Le principali attrazioni turistiche di Ginevra includono il Muro dei Riformatori, l'orologio fiorito, il Monumento Brunswick, il Jet d'eau (Getto d'acqua) et il Palais des Nations, che ospita la sede europea delle Nazioni Unite.

Uno dei monumenti più visitati della città è la Cattedrale di San Pietro, situata alla sommità della città vecchia. Un museo sotterraneo presenta l'evoluzione del sito e l'introduzione del cristianesimo nella città. Il Museo internazionale della Riforma, situato nella Maison Mallet, presenta la storia della Riforma protestante e dei suoi maggiori esponenti. Un corridoio sotterraneo, riaperto in occasione dell'apertura del museo della Riforma, collega i due edifici. L'intero sito, che comprende la cattedrale e le sue torri, il museo e l'Auditorio di Calvino, è denominato l'Éspace Saint-Pierre ed è una delle maggiori offerte culturali della città.

Un altro luogo apprezzato dai turisti è la città vecchia stessa, che preserva l'architettura tipica di una città europea del XVIII secolo. Numerosi personaggi illustri hanno vissuto in questa parte della città, tra cui Jean-Jacques Rousseau, Franz Liszt e Jorge Luis Borges.

Il simbolo di Ginevra resta ad ogni modo il getto d'acqua, situato all'estremità della riva delle Eaux-Vives. Il getto culmina a 140 metri di altezza circa ed è visibile da una buona parte della città.

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti molte comunità religiose a Ginevra. Sebbene Ginevra in passato sia stata denominata la "Roma protestante", il numero di cattolici è costantemente aumentato con l'immigrazione proveniente dai paesi latini. La comunità ebraica è una delle più antiche di Ginevra, mentre la comunità musulmana è emersa più recentemente. Gli edifici legati al culto protestante sono quelli più diffusi, tuttavia sono presenti anche chiese cattoliche, chiese ortodosse e sinagoghe.

Spazi verdi[modifica | modifica sorgente]

L'Orologio fiorito nel Jardin Anglais.
Roseto del parco La Grange
Giardino botanico

Numerosi parchi, per più di 310 ettari (ossia approssimativamente il 20 % del territorio) formano dei grandi spazi di divertimento e relax disseminati tra i vari quartieri. La maggior parte, situati sulla riva del lago, attorniano grandi palazzi e offrono un arredo arboreo di grande qualità. Alcuni parchi erano inizialmente grandi proprietà private che sono in seguito state acquistate o offerte alla città nel corso degli anni. La loro manutenzione è assicurata dal "Service des espaces verts et de l'environnement" (Servizio degli spazi verdi e dell'ambiente).

L'isola Rousseau, in origine "Isola delle barche", oggi così denominata in omaggio a Jean-Jacques Rousseau, si trova sul Rodano tra il pont du Mont-Blanc e il pont des Bergues, e accoglie numerosi uccelli.

Rive gauche[modifica | modifica sorgente]

  • Il Jardin anglais è un parco sul lungolago situato tra il pont du Mont-Blanc e il quai Gustave-Ador, dove si trova il Monument National (in ricordo dell'unione alla Confederazione Elvetica nel 1815) e il celebre "Orologio fiorito".
  • Il Parc des Bastions, situato ai piedi delle fortificazioni della Treille, ospita uno degli edifici dell'Università di Ginevra e il Muro dei Riformatori, nel quale sono scolpiti Giovanni Calvino, Guillaume Farel, Théodore de Bèze e John Knox.
  • Il Parc Bertrand, situato nel quartiere Champel, contiene degli splendidi esemplari di piante tra cui un grande pino dell'Himalaya, alcuni faggi rossi, due grandi platani e tre sequoie giganti.
  • Il Parc des Eaux-Vives, uno dei più bei luoghi in riva al lago, ospita diversi alberi di grande età e un hôtel-ristorante tra i più noti di Ginevra.
  • Il Parc de la Grange, accanto al Parc des Eaux-Vives, ospita un grande roseto, un edificio del XVIII secolo e delle rovine gallo-romane che testimoniano l'esistenza di una grande proprietà su questo terreno all'inizio della cristianità. In luglio e agosto sul palco Ella-Fitzgerald sono organizzati dei concerti gratuiti.

Tra il Jardin anglais e il Parc La Grange, una passeggiata di circa 4 chilometri permette di raggiungere la sede della Société nautique de Genève e Genève-Plage, che ospita la grande piscina pubblica e la spiaggia di Ginevra.

Rive droite[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Sino al 1870, Ginevra era la più popolosa tra le città elvetiche[33]. Attualmente è sorpassata da Zurigo, ma resta ad ogni modo più popolosa di Basilea, Berna e Losanna[33].

Ginevra è la città Svizzera con la più alta percentuale di stranieri: alla fine del 2006 questi rappresentavano in effetti il 44,2 % della popolazione totale[34] e rappresentavano 180 diverse nazionalità. Sebbene Ginevra non sia una metropoli a livello mondiale, la forte presenza straniera è stata determinata dall'accoglienza di numerosi immigranti provenienti da Francia, Italia, Spagna, Portogallo o ex-Iugoslavia, e dalla presenza di numerosi organismi internazionali aventi sede nella città. Queste comunità giocano perciò un ruolo importante nella vita sociale ginevrina.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Ginevra dispone di una vita culturale di una grande ricchezza. È d'altro canto la città europea che consacra la percentuale più alta del suo budget a questo scopo (più del 20 %).

Grand Théâtre.

I suoi numerosi musei e biblioteche, il Grand Théâtre et l'Orchestre de la Suisse Romande hanno fortemente contribuito alla sua notorietà in questo contesto. Da una ventina d'anni, un nuovo tipo di spazi culturali urbani è stato creato all'interno di edifici dismessi e preservati a titolo di monumento, come ad esempio le Halles de l'Île, l'Usine o la Maison des Arts du Grütli.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Musée d'art et d'histoire

I luoghi d'esposizione sono particolarmente numerosi a Ginevra. Musei municipali e privati, centri d'arte e gallerie costellano la città.

Uno dei musei principali è il Musée d'art et d'histoire, in cui sono presenti collezioni archeologiche, di arti applicate e di belle arti.

In città si trovano inoltre un Conservatorio, un giardino botanico con un erbario che raccoglie approssimativamente sei milioni di esemplari, un Museo Etnografico e uno di storia naturale, il Musée de l'Ariana e l'Istituto e museo Voltaire, noto internazionalmente per la sua collezione di documenti del XVIII secolo.

A questo si aggiungono una ventina di musei privati, alcuni sovvenzionati come il Mamco (Museo d'arte moderna e contemporanea), altri interamente privati come il Museo Patek Philippe e il Museo internazionale della Riforma.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca principale della città è sicuramente la Biblioteca Pubblica e Universitaria, dal 2006 nota col nome di Biblioteca di Ginevra (BGE): uno dei più importanti volumi qui custoditi è Demandes à Charles VI, un codice del Maestro di Boucicaut, risalente al 1412 circa.

Arti[modifica | modifica sorgente]

A Ginevra la maggior parte delle sale da spettacolo sono di proprietà pubblica. Alcune sono ormai delle vere e proprie istituzioni mentre altre, orientate verso compagnie indipendenti, riescono comunque ad organizzare stagioni complete. Esistono inoltre alcune sale prive di direzioni artistica, che vengono affittate a compagnie locali.

Ernest Ansermet e l'Orchestra della Svizzera Romanda, il Grand Théâtre, la Victoria Hall, Armin Jordan, L'Usine, Artamis o ancora le Chat noir contribuiscono alla reputazione locale e internazionale della città.

Ginevra accoglie inoltre svariate compagnie teatrali che vi sono nate, o hanno deciso di installarvisi.

Eccezion fatta per il balletto del Grand Théâtre, che possiede un palco stabile per le prove e una sala per le rappresentazioni, le compagnie di danza ginevrine non possiedono delle sale fisse. Difese dalla l'Association pour la danse contemporaine (associazione per la danza contemporanea), queste compagnie spingono per la creazione a Ginevra di una casa della danza.

Festival e avvenimenti[modifica | modifica sorgente]

Salone internazionale dell'automobile

Numerose manifestazioni hanno luogo lungo tutto l'arco dell'anno, tra le quali:

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Dal 1818, un ippocastano sulla promenade de la Treille è utilizzato al fine di determinare l'inizio della primavera. Il sautier (termine ginevrino che indica il guardiano del municipio e direttore permanente dei lavori del Gran Consiglio) osserva l'albero e prende nota del giorno dell'arrivo della prima gemma. La notizia è divulgata per mezzo di un comunicato stampa, successivamente ripreso dalla stampa locale.

Il giovedì seguente alla prima domenica di settembre, Ginevra festeggia il Jeûne genevois (digiuno ginevrino). Secondo una tradizione locale, questa festa commemora la notizia del massacro di San Bartolomeo, comunicato dagli Ugonotti giunti a Ginevra.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Ginevra è la sede dell'Université de Genève, fondata da Giovanni Calvino nel 1559, alla quale è collegata la Biblioteca di Ginevra (Antica Biblioteca pubblica ed Universitaria).

La città ospita uno dei più prestigiosi centri di relations internationales, l'Institut de hautes études internationales, l'Institut international de Lancy (fondato nel 1903) ma anche la più antica scuola internazionale al mondo, l'École internationale de Genève, fondata nel 1924 subito dopo la Società delle Nazioni, e l'Institut Florimont.

Il Sistema scolastico ginevrino è diviso in écoles enfantines (da 4 a 5 anni), primaires (da 6 a 11 anni), cycles d'orientation (da 12 a 14 anni) e collèges (da 15 a 18 anni); il più antico centro Collège Calvin che è situato dentro l'antico palazzo dell'Università, può anche essere considerato come la scuola pubblica più antica del mondo. Ginevra ha anche delle scuole superiori come l'École d'Ingénieurs de Genève e un gran numero di scuole di musica come l'Institut Jaques-Dalcroze ed il Conservatoire de Genève.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Potere legislativo[modifica | modifica sorgente]

Il potere legislativo è esercitato dal Consiglio Comunale. È composto da 80 consiglieri comunali eletti direttamente dal corpo elettorale in uno scrutinio proporzionale con un quorum di almeno il 7 % per accedere al seggio. Il loro mandato dura quattro anni ed è rinnovabile indefinitamente.

Il Consiglio Comunale vota il budget comunale e le proposte di progetto presentate dal Consiglio Amministrativo (CA). Se approvate, le misure sottostanno ad un obbligo di esecuzione. Possono inoltre essere prese le seguenti iniziative:

  • Mozione (che incarica il CA di deporre progetto d'ordinanza volto ad uno scopo specifico o una misura da prendere)
  • Risoluzione (semplice dichiarazione di intenti)
  • Mozione pregiudiziale, o d'ordine (concernente lo svolgimento di una seduta sessione)
  • Interpellanza (domanda di spiegazioni indirizzata al CA)
  • Domande orali o scritte al CA

Potere Esecutivo[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Eynard

È esercitato dal Consiglio Amministrativo di Ginevra (CA), che è un collegio composto da cinque membri eletti direttamente e separatamente dal corpo elettorale della città in uno scrutinio maggioritario, per un mandato di quattro anni. Secondo una rotazione annuale, il sindaco è eletto tra i suoi membri. In seguito alle elezioni amministrative del 29 aprile 2007[35], il nuovo Consiglio Amministrativo, entrato in carica il 1º giugno 2007, è composto nel modo seguente:

  • Pierre Maudet (Parti radical-démocratique), dipartimento dell'ambiente urbano e della sicurezza
  • Patrice Mugny (Les Verts), dipartimento della cultura (sindaco nel 2007-2008)
  • Rémy Pagani (À gauche toute!), dipartimento delle costruzioni e della pianificazione del territorio
  • Sandrine Salerno (Parti socialiste suisse), dipartimento delle finanze e dell'alloggio
  • Manuel Tornare (Parti socialiste suisse), dipartimento della coesione sociale, della gioventù e dello sport

Diritti civili[modifica | modifica sorgente]

Le cittadine ed i cittadini sono elettori ed eleggibili, a condizione di essere di nazionalità svizzera e domiciliati nel territorio comunale. In seguito all'adozione di una iniziativa popolare cantonale durante la votazione del 24 aprile 2005, gli stranieri domiciliati da almeno otto anni in Svizzera (di cui almeno tre nel comune) hanno diritto di voto comunale. Una seconda iniziativa che propugnava la loro eleggibilità è stata tuttavia rifiutata. Ginevra segue dunque la maggior parte delle città romande, più liberali delle città svizzere-tedesche, per quanto riguarda le possibilità offerte agli stranieri di partecipare alla vita politica locale.

Le cittadine ed i cittadini della città di Ginevra dispongono del diritto di referendum e di iniziativa popolare, diritto che esiste anche a livello cantonale e federale. Questo diritto permette loro di sottomettere al corpo elettorale una ordinanza già approvata dal governo, o una domanda di delibera su di un soggetto specifico. Per fare questo, è necessario riunire le firme di almeno 4 000 elettori nei quaranta giorni che seguono l'adozione di un articolo o il lancio di una iniziativa. Se le firme vengono riunite entro i termini, il corpo elettorale è obbligatoriamente chiamato alle urne.

Città internazionale[modifica | modifica sorgente]

Palazzo delle Nazioni
Sede del CICR

Ginevra è da tempo considerata una terra d'asilo per avere accolto numerosi protestanti perseguitati per aver seguito la Riforma. Accogliendo numerosi riformatori come Guglielmo Farel, Giovanni Calvino o Théodore de Bèze, si è guadagnata l'appellativo di "Roma protestante" o di "città di Calvino". Numerose personalità internazionali vi hanno trovato rifugio, come il celebre Lenin prima della rivoluzione russa del 1917.

È grazie a questa tradizione d'accoglienza e alla neutralità svizzera che numerose organizzazioni internazionali hanno deciso di istituire qui la loro sede:

Ginevra ha ospitato, ed ospita tuttora, numerose conferenze internazionali, alcune delle quali sono rimaste celebri. È qui che sono state firmate le convenzioni di Ginevra (1949) che costituiscono ai giorni nostri uno strumento fondamentale del diritto internazionale umanitario, e la convenzione del 1951, sullo statuto dei rifugiati. Più tardi, l'accordo di Ginevra mette fine alla Guerra d'Indocina, e tenta di contribuire alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Bus, filobus, tram e battelli[modifica | modifica sorgente]

L'unica compagnia di trasporti pubblici del cantone di Ginevra, oltre alle Ferrovie Federali Svizzere, è la TPG (Transports Publics Genevois). In seno alla città, la TPG gestisce una fitta e ramificata rete di autobus e filobus nonché una rete di tram in piena rinascita. Un servizio di battelli assicura gli spostamenti tra le due sponde del lago. Quest'ultimo, inizialmente a scopo turistico, è in pieno sviluppo come trasporto urbano pratico e veloce. Ci sono alcune aziende che hanno ricevuto in subappalto dalla TPG alcune linee, ma usano lo stesso sistema tariffario e in genere usano veicoli con i colori TPG. All'utente normale questo sistema di subappaltare le linee non causa nessuna variazione nel servizio, un servizio che è sempre impeccabile, di qualità e molto ramificato.

Aerei[modifica | modifica sorgente]

L'Aeroporto Internazionale di Ginevra, ubicato a Cointrin, dista meno di dieci minuti dal centro-città ed è comodamente accessibile in autobus o in treno attraverso la Stazione di Ginevra Aeroporto. Grandi compagnie aeree fra le quali Swiss, Air France, Lufthansa, British Airways, e EasyJet propongono dei collegamenti verso destinazioni in tutta Europa e nel resto del mondo. Nel 2010 vi sono transitati circa 12 milioni di passeggeri.

Vista dall'alto dell'aeroporto di Cointrin

Auto[modifica | modifica sorgente]

Ginevra è collegata alla rete autostradale svizzera grazie alla A1 e a quella francese mediante la A40.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Stazione FFS di Ginevra Cornavin

La città è servita dalle reti ferroviarie svizzera (FFS) e francese (SNCF). Dei TGV diretti collegano la metropoli ginevrina con Parigi e Marsiglia. Dei treni regionali circolano fra Lancy-Pont-Rouge e Coppet e il RER (Rhône Express Régional) collega Ginevra con Bellegarde. Queste due linee regionali appaiono oggi insufficienti e servono in modo ineguale l'hinterland della città. Il Réseau express régional sarà veramente completo quando sarà realizzato il progetto del CEVA[36] (Cornavin-Eaux-Vives-Annemasse) che è pianificato sin dal 1884. Collegando la rete ferroviaria elvetica a quella francese della Haute-Savoie (mediante una galleria sotto una parte della città), i treni potranno circolare nella regione transfrontaliera circostante a Ginevra e, con delle nuove stazioni, saranno finalmente servite delle zone già densamente popolate.

La stazione FFS di Cornavin è anche il punto di partenza della pista ciclabile nazionale numero 1 denominata Route du Rhône che si protrae fino a Andermatt.

Energia[modifica | modifica sorgente]

L'acqua potabile, il gas naturale e l'elettricità sono forniti dai Services industriels de Genève (SIG).

Diga di Seujet

L'80 % dell'acqua è estratta dal lago Lemano, e il 20 % da una falda freatica nata da infiltrazione dell'Arve.

Il 30 % dell'elettricità è prodotta localmente da alcune dighe sul Rodano che producono energia idroelettrica (dighe di Seujet, Verbois et Chancy-Pougny), o dal calore prodotto dalla combustione di rifiuti domestici presso l'impianto di Cheneviers. Il 70 % restante è importato da altri cantoni svizzeri o altri paesi europei. I SIG acquistano unicamente elettricità prodotta tramite fonti di energia rinnovabile.

Il gas naturale è importato dalla società svizzera Gaznat.

Media[modifica | modifica sorgente]

Sede della TSR e studio ginevrino della RSR

Uno dei principali quotidiani della città è La Tribune de Genève, seguito da Le Matin (con sede a Losanna). Nel marzo 2006 il quotidiano gratuito 20 minutes sviluppa una nuova edizione ginevrina. Nel 1998 il Journal de Genève si fonde con il Nouveau Quotidien e diventa Le Temps. Come "Le Matin", e "La Tribune de Genève", anche questo giornale copre attualità locale, nazionale e internazionale. Le Courrier, fondato nel 1868, è inizialmente sostenuto dalla chiesa cattolica romana, ma diventa indipendente nel 1996. Incentrato principalmente su Ginevra, cerca di estendersi in tutta la Svizzera romanda, ma conosce periodiche difficoltâ finanziarie. L'attualità finanziaria è coperta dal quotidiano L'Agefi ma anche, a partire dal 2007, dal giornale mensile gratuito L'Extension. Quest'ultimo è orientato a trattare l'informazione ginevrina e regionale sotto un profilo socio-economico. La Suisse, giornale rinomato, sparisce nel 1994.

Numerose radio sono a disposizione, tra cui SSR, Radio suisse romande, Radio Lac, NRJ Léman, OneFM, Rouge FM o Radio Plus. Esistono inoltre una radio in arabo, Radio Orient, e una in lingua inglese, World Radio Switzerland. Quest'ultima è prodotta negli studi della RSR e sino al primo novembre 2007, data della sua estensione a livello nazionale, era conosciuta con il nome di World Radio Geneva.

Per quanto riguarda la televisione oltre alla Radio Télévision Suisse (RTS) con sede in una torre di 17 piani nel quartiere Plainpalais, Ginevra ospita la sede di una emittente locale, Léman Bleu, fondata nel 1996.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra calcistica ginevrina è il Servette, fondato nel 1890. Diciassette volte campione di Svizzera, problemi di gestione ne causano il fallimento nel corso della stagione 2004-2005, ma nel 2011 la squadra recupera il posto in Super League. Nel 2003 lo Stade de Genève (una delle sedi di Euro 2008) ha sostituito il vetusto Charmilles Stadium, che aveva ospitato alcune partite ai Mondiali 1954.

Ginevra dispone anche di una squadra di hockey su ghiaccio, il Ginevra-Servette, che gioca in National League A ed è stata finalista dei play-off nella stagione 2007-2008.

Ginevra ha inoltre la sola squadra romanda di pallamano, nata dall'unione dei club Chênois e Servette. Nel 2008 questa squadra ha giocato in Lega Nazionale A.

L'accessibilità del lago Lemano permette a Ginevra di essere un importante centro nautico grazie alla sua Société nautique de Genève, che è la sede del team Alinghi e della regata del Bol d'or. Altro sport acquatico praticato a Ginevra è la pallanuoto. Vi ha sede infatti il Genève Natation, una delle squadre più blasonate della pallanuoto svizzera.

Ginevra è anche una città pioniera per quel che concerne gli sport per handicappati: creata nel 1956, la società Handisport Genève è all'origine di attività sportive per persone portatrici di handicap in Svizzera.

Ginevra nelle arti[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Cinema e televisione[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Ginevra ha ispirato Chokebore per una canzone intitolata semplicemente Geneva. Tra le parole di questa canzone si può leggere «Geneva was just like you'd expect it, full of radiance, full of low lights and sad girls », che può essere tradotto con «Ginevra era proprio come ce la si aspetterebbe, luminosa, piena di luci soffuse e ragazze tristi ». Questa canzone può essere trovata nell'album It's a Miracle e nell'album live A Part from Life.

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1700 e il 1853, il solo cimitero della città è quello di Plainpalais. Agli inizio del 1850, il cimitero di Châtelaine viene edificato, seguito da quello di Saint-Georges attorno al 1880. Il cimitero di Petit-Saconnex verrà integrato alla città nel 1931 in seguito all'aggregazione di questo comune a Ginevra.

Alla fine del XIX secolo, degli studi vengono effettuati in previsione della costruzione di un crematorio al cimitero di Saint-Georges. Il progetto viene portato a termine, e l'inaugurazione ha luogo nel marzo del 1902. Accanto a questa installazione viene costruita anche una colombiera(ingrandita nel 1916). Nel 1907 un secondo forno viene installato. Durante gli ultimi due anni della prima guerra mondiale, le cremazioni vengono interrotte a causa della penuria di cumbustibile. L'installazione verrà modernizzata nella sua totalità nel 1942.

Negli anni seguenti altri centri funerari, come la chapelle des Rois (1956) e il centro funerario di Saint-Georges (1976) vengono edificati.

Plainpalais[modifica | modifica sorgente]

La città di Ginevra entra in possesso del cimitero protestante di Plainpalais (chiamato anche cimetière des Rois, ossia cimitero dei Re) nel 1869. In questi tempi viene gestito dall'Hôpital Général de Genève. Fino al 1876, solo i protestanti vi vengono seppelliti. Dal 1883, il cimitero viene chiuso per quanto riguarda le inumazioni ordinarie, venendo riservato solo a coloro che ne ottengono una concessione. Essendo il prezzo di tale concessione più elevato rispetto agli altri cimiteri, il numero di inumazioni decresce, e la tradizione di seppellire qui i Consiglieri di Stato, i Consiglieri Amministrativi e altre personalità si instaura poco a poco. Attorno al 1945 delle ristrutturazioni vengono effettuate, al termine delle quali questo luogo diviene più simile ad un parco.[37]

Tra le personalità che vi sono sepolte ricordiamo:

Châtelaine[modifica | modifica sorgente]

Aperto nel 1853, il cimitero detto du Lazaret (del Lazzaretto) è inizialmente riservato ai cattolici. Dal 1864, vi si seppelliscono le persone decedute sulla riva destra del Rodano e viene considerevolmente ingrandito. La natura paludosa del terreno pone però numerosi problemi, e dei lavori di drenaggio devono essere effettuati. Tra il 1899 e il 1911, il numero di inumazioni è dunque limitato al minimo indispensabile. Questo cimitero viene completamente riaperto nel 1918. Dal 1946 le inumazioni sono nuovamente limitate, e vengono in seguito ristrette dal 1969 agli spazi riservati.

Saint-Georges[modifica | modifica sorgente]

Il cimitero è aperto nel 1883, ma durante i primi 10 anni solo metà dello spazio viene impiegata. Nel 1898, per mezzo di una convenzione, il comune di Lancy cede dei terreni in modo che la superficie del sito possa essere aumentata. In generale, Saint-Georges accoglie tutte le persone decedute sulla riva sinistra del Rodano. Nel 1911, il cimitero viene nuovamente ingrandito, venendo esso presentato come l'unico cimitero a disposizione per delle inumazioni ordinarie di persone domiciliate a Ginevra. Un spazio speciale e gratuito sarà concesso ai soldati tedeschi deceduti a Ginevra durante la Prima guerra mondiale. Tra il 1942 ed il 1944 il sito viene coltivato, e diverse tonnellate di verdura e cereali vengono raccolte ogni anno. Nel 1945 la parte orientale è trasformata in un parco. Ferdinand Hodler figura tra le personalità sepolte in questo luogo.

Petit-Saconnex[modifica | modifica sorgente]

Petit-Saconnex costituisce un comune a sé stante sino al 1931. Il suo cimitero è aperto nel 1815, ed è diviso in due parti sino al 1878. A partire dal luglio del 1931, Ginevra si prende carico della sua manutenzione. Questo luogo verrà ingrandito a due riprese, nel 1932 e nel 1942. Dal 1946, il Consiglio Amministrativo di Ginevra decide che tutte le persone decedute sulla riva destra del Rodano verranno inumate al cimitero di Petit-Saconnex. Dal 1947, il numero di sepolture aumenta in seguito alla chiusura provvisoria del cimitero di Châtelaine.

Annessi[modifica | modifica sorgente]

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Via Gebennensis[modifica | modifica sorgente]

Ginevra è una tappa importante lungo il Cammino di Santiago di Compostela. La via Gebennensis, che ha appunto qui il suo inizio (qui si rassemblano i pelligrini venuti dalla Svizzera e dalla Germania), prende in effetti il suo nome da quello della città. La via conduce sino a Puy-en-Velay, dove prende il nome di via Podiensis. Il cammino è indicato da Ginevra a Pamplona secondo la classificazione francese GR 65.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Popolazione residente nel cantone di Ginevra, secondo l'origine e il sesso, per comune, a fine 2011
  2. ^ Qualité de vie, Mercer Consulting 2007.
  3. ^ a b Charles Bonnet, «Ginevra (comune). Epoca gallo-romana », Dizionario storico della Svizzera, 2006
  4. ^ a b Charles Bonnet, «Ginevra (comune). Basso impero e cristianizzazione », Dizionario storico della Svizzera, 2006
  5. ^ Charles Bonnet, «Ginevra (comune). Alto medioevo », Dizionario storico della Svizzera, 2006
  6. ^ a b c d «Ginevra (comune). Insediamento e consolidamento del potere episcopale», Dizionario storico della Svizzera, 2006
  7. ^ a b c (FR) «Genève (commune). Émancipation des citoyens », Dictionnaire historique de la Suisse, 2006
  8. ^ a b c d (FR) «Genève (commune). Combourgeoisies et prise du pouvoir par les citoyens », Dictionnaire historique de la Suisse, 2006
  9. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 28
  10. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 32
  11. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 39
  12. ^ (FR) Louis Binz, «Le rivoluzioni di Ginevra », MEMO, 2007
  13. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 41
  14. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 42
  15. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 43
  16. ^ a b Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 45
  17. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 47
  18. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 47-48
  19. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 36
  20. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 37
  21. ^ (FR) Liliane Mottu-Weber, «Ginevra. (comune). Delle nuove attività», Dizionario storico della Svizzera, 2006
  22. ^ (FR) Frédéric Joye, «La période française de 1798-1814 », MEMO, 2007
  23. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 50
  24. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 51
  25. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 56
  26. ^ Louis Binz, Breve storia di Ginevra, p. 57-58
  27. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 60
  28. ^ (FR) Irène Herrmann, «Genève (commune). La destruction des fortifications », Dictionnaire historique de la Suisse, 2006
  29. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 66
  30. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 69
  31. ^ Louis Binz, Brève histoire de Genève, p. 78
  32. ^ un partito politico ginevrino nato il 1964 e scomparso negli anni 1990
  33. ^ a b (FR) Population de Genève (Ville de Genève)
  34. ^ (FR) Population de la Ville de Genève (Office cantonal de la statistique)
  35. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 29 aprile 2007 (Stato di Ginevra)
  36. ^ CEVA Liaison ferroviaire Cornavin - Eaux-Vives - Annemasse (CEVA.ch)
  37. ^ Cimetière des Rois

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 192nota, 202, 216n, 377n.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Svizzera Portale Svizzera: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Svizzera