Giardini Salvi

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I giardini Salvi con la Loggia Valmarana sulla Seriola

I giardini Salvi sono un giardino pubblico sito a Vicenza, adiacente alle mura di piazza Castello, in piazzale De Gasperi.

Collocati in centro storico, i giardini Salvi rappresentano attualmente una delle aree verdi ad uso pubblico meno estese della città.

Indice

[modifica] Storia

I giardini Salvi, con vista sul torrione di piazza Castello

I giardini furono inaugurati nel 1592 da Luigi Valmarana e coprivano l'area compresa dal prolungamento dell'attuale corso Palladio e il corso della Seriola, torrente che sin dall'apertura fu dotato di un ponticello di legno che ne permettesse l'attraversamento. Aperti al pubblico per volontà del committente, furono in seguito chiusi per un paio di secoli.

Nell'Ottocento il parco fu trasformato in un giardino all'inglese. Solo nel 1909 l'accesso fu nuovamente permesso al pubblico e da allora è spesso sede di mercatini natalizi.

Il giardino ha subìto un radicale intervento di riqualificazione terminato a febbraio 2009.

[modifica] Architetture

Ciò che rimane dell'arco del Revese costituisce l'ingresso monumentale ai giardini da piazzale De Gasperi

All'interno del parco sono situate due logge in stile palladiano: la prima, seicentesca e a tre fornici, nota come Loggia Longhena, fu voluta da Baldassare Longhena e si erge sul lato occidentale del parco; la seconda, nota come Loggia Valmarana, è strutturata come un tempio esastilo di ordine dorico a cinque fornici, destinata ad essere un punto d'incontro per intellettuali e accademici (almeno secondo il progetto del committente Gian Luigi Valmarana). Fu edificata nel 1591 probabilmente da un allievo di Andrea Palladio. Sull'identificazione di Andrea Palladio come autore della loggia Ottavio Bertotti Scamozzi (1761) esprime forti riserve "perché li membri che la compongono s'allontanano troppo dai precetti palladiani"; Pane (1961) la definisce "assai vicina al Palladio, seppure non sua" e afferma che "La loggia si colloca.... in quella zona di incertezza...per noi inevitabilmente segnata"; Cevese (1980) riprende una ipotesi di Bressan e parla di "scuola palladiana".[1]

Il portale che costituisce l'ingresso principale e monumentale al parco (il secondo si trova al di là della Seriola, sul lato opposto), detto "arco del Revese", è ciò che rimane di un arco trionfale che era stato fatto erigere nel 1608 da Pier Paolo Battaglia, Capitano di Vicenza, lungo l'attuale Viale Roma, ed attribuito all'architetto Ottavio Bruto Revese. In occasione di una visita di Benito Mussolini nel 1938, per far passare il corteo fascista, fu demolito[2] e successivamente rimontato (in forma ridotta e alterata) all'ingresso dei giardini.

Lungo il corso della Seriola, nello spazio tra la roggia e le antiche mura di cinta, dove un tempo erano collocate delle serre fatte costruire da Leonardo Valmarana nel 1583, sorgono dal 1947 i due padiglioni della vecchia fiera campionaria[3] (in seguito trasferita nella zona industriale), su progetto dell'architetto Sergio Ortolani (autore anche delle chiese di San Carlo e San Giuseppe a Vicenza).

[modifica] Vegetazione

La vegetazione lussureggiante è molto diversificata e consta principalmente di squamiformi, aghifoglie e latifoglie: si distinguono quindi rispettivamente esemplari di cipresso di Lawson, cipresso dell'Arizona e ginepro; esemplari diabete argentato, abete rosso, cedro dell'Atlante, cedro himalayano, cefalotasso, cipresso calvo, pino domestico, pino himalayano, pino nero, tasso e tassodio; infine esemplari di acero palmato, ailanto, albero dei tulipani, albero di Giuda, aucuba, bagolaro, carpino bianco, crespino, faggio, frassino, ginkgo, ippocastano, leccio, ligustrello, ligustro giapponese, magnolia, olmo campestre, olmo ciliato, pioppo bianco, platano, salice piangente, sambuco, spirea, tiglio comune e tiglio ibrido.

[modifica] Informazioni

  • Tel/ Fax 0444 322962 (abitazione custode)
  • Orario di apertura: dalle 7.30 alle 20
  • Ingresso libero
  • Accessibilità disabili: totale (percorsi consigliati segnalati)
  • Servizi attrezzati: no

[modifica] Note

  1. ^ Franco Barbieri, Vicenza Città di Palazzi, 1987
  2. ^ Foto dell'arco negli anni trenta e durante la demolizione
  3. ^ Barbieri, Cevese, Magagnato, Guida di Vicenza, Ed. Eretenia, 1956

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