Isola di Giannutri

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Isola di Giannutri
Giannutri Spalmatoi.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mar Tirreno
Coordinate 42°15′14″N 11°06′13″E / 42.253889°N 11.103611°E42.253889; 11.103611Coordinate: 42°15′14″N 11°06′13″E / 42.253889°N 11.103611°E42.253889; 11.103611
Arcipelago Arcipelago Toscano
Superficie 2,6 km²
Altitudine massima 88 m s.l.m.
Classificazione geologica isola calcareo-dolomitica, Formazione di Monte Argentario, Triassico
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Grosseto Grosseto
Comune Isola del Giglio-Stemma.png Isola del Giglio
Demografia
Abitanti 13 (2013)
Cartografia
Arcipelago Toscano.png
Mappa di localizzazione: Toscana
Isola di Giannutri

[senza fonte]

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Origine del nome

Il nome dell'isola, sin dall'Antichità classica, fece riferimento alla sua particolare forma a mezzaluna e di conseguenza alla falce lunare, attributo della dea Artemide o Diana: Artemisia (in greco Αρτεμισία) [1] e Dianium.[1] Dal XVI secolo, nei documenti, compare la forma Gianuti.

Giannutri è l'isola più meridionale dell'Arcipelago Toscano e si trova a circa 8 miglia a sud-est dell'Isola del Giglio, del cui comune fa parte, e a circa 6 miglia a sud dell'Argentario.

Geomorfologia[modifica | modifica wikitesto]

Giannutri, come tipologia ambientale prevalente, è un'isola calcarea, in gran parte coperta da vari stadi di degradazione delle foreste di leccio (presenti in lembi residui), con prevalenza di macchia mediterranea, ginepreti costieri, garighe e prati annui. Altre tipologie ambientali rilevanti sono le coste rocciose, le aree edificate e i giardini, i rimboschimenti di conifere. Lunga circa 3 chilometri e larga poco più di 500 metri, per una superficie di 2,6 km², è caratterizzata da una costa frastagliata e rocciosa, interrotta da suggestive calette e numerose grotte. Sull'isola sono presenti due approdi: Cala Spalmatoio, a sud-est e Cala Maestra, a nord-ovest. Sono presenti solo quattro alture: Poggio Capel Rosso (88 m), il punto più alto dell’isola, Poggio del Cannone (68 m), Monte Mario (78 m) e Monte Adami (43 m).

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

L'isola è un'importantissima area di sosta durante le migrazioni. Sono presenti rare specie ornitiche nidificanti marine oppure legate ad habitat rocciosi ed alle garighe. Tra esse, il gabbiano corso (Larus audouinii) è presente lungo le coste dell’isola ma non vi sono indizi di nidificazione in anni recenti; la berta minore (Puffinus yelkouan) nidifica con un numero imprecisato di coppie; la monachella (Oenanthe hispanica) nidifica, forse in modo regolare; la magnanina sarda (Sylvia sarda) è nidificante; il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis) nidifica con 1-2 coppie. Ad esse va aggiunta la popolazione nidificante di berta maggiore (Calonectris diomedea), di entità sconosciuta ma certamente fra le 4 maggiori dell’Arcipelago Toscano. Tra i rettili, sono presenti Phyllodactylus europaeus e vi sono segnalazioni occasionali della tartaruga comune (Caretta caretta). Ad essi si affianca la presenza di altri invertebrati endemici. Tra i lagomorfi si segnala un nutrito numero di conigli selvatici (Oryctolagus cuniculus).

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti alcuni aspetti vegetazionali termoxerofili ormai rari nell'area mediterranea (boscaglia a Juniperus phoenicea e garighe ad Euphorbia dendroides). Floristicamente interessante è la vegetazione fitoalofila, di Chrithmolimonietum sommieriani con presenza di specie endemiche tirreniche come Limonium sommierianum ed Helichrysum litoreum. Ad esse si aggiunge la timelea tricocca (Cneorum tricoccon), specie presente in Toscana solo in tre stazioni (Monte Argentario, Giannutri e Montecristo). Sono stati rilevati popolamenti floristici delle coste rocciose con specie endemiche o di elevato interesse conservazionistico.

Endemismi[modifica | modifica wikitesto]

  • Limonium dianium (Limonio di Giannutri)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Giannutri, abitata occasionalmente durante l'Età del Bronzo, vide il suo massimo splendore in epoca romana, quando furono realizzati il porto ed una villa lungo la costa occidentale dell'isola, quest'ultima costruita dalla famiglia degli Enobarbi. Terminati gli splendori di epoca romana, l'isola si trovò di fatto disabitata per molti secoli, essendo situata in mare aperto ed avendo un territorio quasi piatto che non permetteva rifugi naturali in caso di incursione piratesche. Spesso gli stessi pirati vi sbarcavano per trovare covi temporanei nelle grotte dell'isola, in vista di assalti verso le coste della Toscana. Entrata a far parte dello Stato dei Presidi nella seconda metà del Cinquecento, l'isola era considerata dagli Spagnoli stessi il punto debole del loro Stato, che aveva fatto la sua forza basandosi su un efficiente sistema difensivo. Per diversi secoli i governanti spagnoli studiarono la possibilità di realizzare a Giannutri un sistema difensivo per poter permettere lo sviluppo di insediamenti abitativi. Tuttavia, diverse fortificazioni furono progettate soltanto nel corso del Settecento, pur rimanendo soltanto sulla carta, non essendo mai stati realizzati i progetti per la loro costruzione. Tra le strutture difensive che dovevano sorgervi vi era una torre di avvistamento ad insolita pianta ottagonale ed un'imponente fortificazione a sezione quadrangolare che avrebbe dovuto svilupparsi su tre livelli ed essere munita di sotterranei da usare come rifugio in caso di incursione piratesca. Accantonata la possibilità di realizzare questo ambizioso progetto difensivo, venne invece realizzato agli inizi dell'Ottocento dai Francesi durante il periodo napoleonico, in collaborazione coi reggenti del Regno d'Etruria, il Forte della Scoperta, del quale però non rimane più traccia. Nel 1861, quando l'isola era entrata a far parte del Regno d'Italia, venne costruito lungo la costa meridionale il Faro di Capel Rosso, per segnalare l'isola nelle ore notturne ai natanti in transito. Infine, l'isola venne assegnata al comune di Isola del Giglio della provincia di Grosseto.

Cala dello Scoglio

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

In prossimità di Cala Maestra si trovano i resti di villa romana del II secolo d.C., edificata dai Domizi Enobarbi, antica famiglia senatoria di importanti commercianti della quale faceva parte Gneo Domizio, marito di Agrippina, madre dell'imperatore Nerone. Nonostante la rilevanza artistica e storica dei resti, la villa fino al 2004 era in mano a privati, al conte Gualtiero Adami (noto come Il Garibaldino), poi messa all'asta e salvata da Regione e ministero dell'Ambiente che esercitarono il diritto di prelazione.[2] Attualmente chiusa per restauro, nonostante il tempo e i vandali la stiano rovinando[3]. Si trovano anche i resti di un approdo di età romana.

All'estremità meridionale dell'isola si eleva il Faro di Giannutri, risalente alla seconda metà dell'Ottocento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è l'evoluzione demografica della frazione di Giannutri, del comune di Isola del Giglio.

Anno Abitanti
1931
16
1961
3
1981
6
2001
13

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del Porto Romano dell'Isola di Giannutri con l'Isola del Giglio sullo sfondo.

L'isola è visitabile con un servizio di traghetto giornaliero d'estate con partenza da Porto Santo Stefano. D'inverno la frequenza dei collegamenti si riduce. Sull'isola, che è sotto la tutela dell'Ente Parco dell'Arcipelago Toscano, non vi sono alberghi ed è vietato il campeggio ma è possibile affittare piccole residenze private. Il maggior numero di abitazioni è concentrato presso Cala Spalmatoio, ove è presente l'unica piccola piazza dell'isola (chiamata Piazzetta) con un bar-pizzeria e un minimarket.[4].

A Punta Scaletta si trovano i resti di uno scafo romano ancora integro, mentre a Cala Spalmatoio sono presenti relitti d'età etrusca e romana.

Subacquea[modifica | modifica wikitesto]

L'isola ha notevole interesse per la subacquea, grazie alle pareti verticali ricche di gorgonie, spugne, coralli e tunicati. Oggi la maggior parte dei fondali sono stati indicati come zona protetta di tipo "1" (nella quale sono proibite la navigazione a motore, a vela ed a remi, la pesca, le immersioni e la balneazione) e quindi da un lato si è favorito il ripopolamento ittico, dall'altro ha reso difficile trovare dei buoni punti d'immersione. Si possono comunque trovare liberi per l'immersione le estese praterie di posidonia e i due relitti dell'Anna Bianca (a 40-50 metri di profondità) e del Nasim (a 60 metri).

L'area protetta[modifica | modifica wikitesto]

Isola di Giannutri
Tipo di area SIR
Codifica EUAP non assegnato
Class. internaz. pSIC, ZPS (cod.: IT51A0024)
Stati Italia Italia
Regioni Toscana Toscana
Province Grosseto Grosseto
SIR Giannutri 66 ita.jpg

L'isola è un'area naturale protetta. In particolare, è un sito di interesse regionale (SIR) interamente compreso nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, con una riserva marina su buona parte dello sviluppo costiero. L'area è sia un sito di importanza comunitaria (pSIC) che una zona protezione speciale (ZPS). A determinare la protezione dell'area sono state la presenza di forme endemiche, esclusive del sito oppure dell’Arcipelago Toscano, e di numerosi altri elementi d’interesse biogeografico, come, ad esempio, forme sardo-corse.[5]

I principali elementi di criticità interni al sito sono[5]:

  • Presenza di abitazioni sparse, su buona parte dell’isola.
  • Carico turistico estivo piuttosto elevato.
  • Abbondantissima popolazione nidificante di gabbiano reale (Larus cachinnans), che esclude la possibilità di nidificazione per il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii) e influenza notevolmente la vegetazione, in aree estese.
  • Presenza di predatori terrestri introdotti dall’uomo (ratti, da verificare la presenza di gatti), che rappresentano una serissima minaccia per uccelli marini e Chirotteri.
  • Diffusione di specie vegetali alloctone.

I principali elementi di criticità esterni al sito sono[5]:

  • Discariche costiere, che favoriscono l’aumento del gabbiano reale.
  • Impatto diretto e indiretto della pesca sugli uccelli marini.

I principali obiettivi di conservazione da adottare sono[5]:

  1. Conservazione degli endemismi di flora e fauna (EE).
  2. Conservazione dei popolamenti di uccelli marini nidificanti e miglioramento del loro stato di conservazione (EE).
  3. Mantenimento/recupero degli habitat prioritari (praterie, formazioni costiere di ginepri) e delle specie floristiche rare (EE).
  4. Mantenimento/incremento dei livelli di diversità ambientale, favorendo la presenza dei diversi stadi delle successioni vegetazionali e, in particolare, la permanenza delle fasi pioniere, importanti anche per la sosta degli uccelli migratori (EE).
  5. Mantenimento/incremento dei livelli di naturalità (E).
  6. Verifica dell’influenza del gabbiano reale sulle formazioni vegetali d’interesse conservazionistico ed eventuale adozione delle misure adeguate (E).
  7. Eradicazione/controllo delle specie vegetali alloctone (M).

Indicazioni per le misure di conservazione[5]:

  • Verifica e limitazione di ulteriori programmi di sviluppo d’insediamenti turistici, viabilità, ecc., con particolare attenzione per la tutela delle aree costiere e degli endemismi (EE).
  • Eradicazione dei ratti, controllo dei gatti se necessario (EE).
  • Monitoraggio delle tendenze evolutive della vegetazione (anche in riferimento all’impatto dei gabbiani reali) ed eventuale adozione di misure gestionali per la tutela degli habitat di maggiore interesse (prati annui, ginepreti costieri, praterie e garighe in generale) (EE).
  • Analisi dell’impatto della pesca sugli uccelli marini ed eventuale adozione delle misure ritenute necessarie (E).
  • Tutela delle formazioni vegetazionali più evolute (M).
  • Attivazione di azioni di eradicazione/controllo delle specie alloctone invasive vegetali (M).
  • Attivazione di un piano complessivo per la limitazione del gabbiano reale Larus cachinnans (M).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1990, Fabio Concato, pubblica l'album, Giannutri. Il disco, prodotto da Phil Ramone, viene registrato a Parigi e ha visto la collaborazione di Peter-John Vettese [6]; ispirato e dedicato alla "Vista" dell'isola di Giannutri poiché l'artista amava intravvedere all'orizzonte, dalla piccola casa in vacanza ad Ansedonia. Giannutri viene citata nella canzone Speriamo che piova, nella frase:- "... han detto quand'è foschia c'è sempre il sole, ma siccome si vede Giannutri, vuol dire che piove..."
  • Nel 1966 nell'isola è stato girato l'episodio "La famiglia felice" del film "Marcia nuziale" con regia di Marco Ferreri. Il film, che vede come protagonista Ugo Tognazzi, è composto di quattro episodi (Prime nozze, Il dovere coniugale, Igiene coniugale, La famiglia felice) che hanno per tema la crisi dell'istituzione matrimoniale nella società contemporanea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gaio Plinio Secondo, Naturalis Historia, III, 81.
  2. ^ Isola di Giannutri, escursioni e trekking
  3. ^ L'isola dei divieti (da infrangere) - Corriere Fiorentino
  4. ^ Mondo sommerso
  5. ^ a b c d e Pietro Giovacchini e Paolo Stefanini, La Protezione della Natura in Toscana: SIR e Fauna di interesse conservazionistico nella Provincia di Grosseto, "I quaderni delle Aree Protette", Vol. 3, cit. in maremmariservadinatura.provincia.grosseto.it (URL consultato il 18 febbraio 2010)
  6. ^ Musica d'autore: Fabio Concato. controllato il 21/5/2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gualtiero Della Monaca, Domenico Roselli, Giuseppe Tosi. Fortezze e torri costiere dell'Argentario, Giglio e Giannutri. Pitigliano, Laurum Editrice, 1996, pp. 190–196.
  • Federico Selvi, Paolo Stefanini, Biotopi naturali e aree protette nella Provincia di Grosseto: componenti floristiche e ambienti vegetazionali, "I quaderni delle Aree Protette", Vol. 1, cit. in maremmariservadinatura.provincia.grosseto.it. (fonte)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]