Giannutri

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Coordinate: 42°15′14.00″N 11°06′13.00″E / 42.25389, 11.10361

Isola di Giannutri
[[Immagine:|300px|Panorama di Giannutri]]
Stato: bandiera Italia
Regione:
Provincia:
Comune:
Localizzazione: Mar Tirreno
Provincia: stemma Grosseto
Comune: Isola del Giglio
Arcipelago: Arcipelago Toscano
Centro principale:
Superficie: 2,3 km²
Altitudine massima: 88 m s.l.m.
Sviluppo costiero: km
Classificazione geologica: isola vulcanica
Abitanti : 10  (2008)
Densità: 4,3 ab./km²
[[Image:|280px|]]

Giannutri è l'isola più meridionale dell'Arcipelago Toscano e si trova a circa 6 miglia a sud dell'Isola del Giglio, del cui comune fa parte.

Lunga circa 3 chilometri e larga poco più di 500 metri, per una superficie di 2,3 km2, è a forma di C ed ha due approdi: Cala Spalmatoio, a sud-est e Cala Maestra, a nord-ovest.

Indice

[modifica] Storia

L'isola di Giannutri, abitata occasionalmente durante l'Età del Bronzo, vide il suo massimo splendore in epoca romana, quando furono realizzati il porto ed una villa lungo la costa occidentale dell'isola. Storicamente, all'isola era stata conferita la denominazione di Artemisia dai Greci e di Dianium dai Romani.

Terminati gli splendori di epoca romana, l'isola si trovò di fatto disabitata per molti secoli, essendo situata in mare aperto ed avendo un territorio quasi piatto che non permetteva rifugi naturali in caso di incursione piratesche. Spesso gli stessi pirati vi sbarcavano per trovare covi temporanei nelle grotte dell'isola, in vista di assalti verso le coste della Toscana.

Entrata a far parte dello Stato dei Presidi nella seconda metà del Cinquecento, l'isola era considerata dagli Spagnoli stessi il punto debole del loro stato, che aveva fatto la sua forza basandosi su un efficiente sistema difensivo.

Per diversi secoli i governanti spagnoli studiarono la possibilità di realizzare a Giannutri un sistema difensivo per poter permettere lo sviluppo di insediamenti abitativi. Tuttavia, diverse fortificazioni furono progettate soltanto nel corso del Settecento, pur rimanendo soltanto sulla carta, non essendo mai stati realizzati i progetti per la loro costruzione. Tra le strutture difensive che dovevano sorgervi vi era una torre di avvistamento ad insolita pianta ottagonale ed un'imponente fortificazione a sezione quadrangolare che avrebbe dovuto svilupparsi su tre livelli ed essere munita di sotterranei da usare come rifugio in caso di incursione piratesca.

Accantonata la possibilità di realizzare questo ambizioso progetto difensivo, venne invece realizzato agli inizi dell'Ottocento dai Francesi durante il periodo napoleonico, in collaborazione coi reggenti del Regno d'Etruria, il Forte della Scoperta, del quale però non rimane più traccia.

Nel 1861, quando l'isola era entrata a far parte del Regno d'Italia, venne costruito lungo la costa meridionale il Faro di Capel Rosso, per segnalare l'isola nelle ore notturne ai natanti in transito.

Infine, l'isola venne assegnata al comune di Isola del Giglio della provincia di Grosseto.

[modifica] Luoghi d'interesse

In prossimità di Cala Maestra si trovano i resti di una bella villa romana del II secolo d.C., edificata dalla famiglia dei Domizi Enobarbi, antica famiglia senatoria di importanti commercianti della quale faceva parte Gneo Domizio, marito di Agrippina, madre dell'imperatore Nerone. Nonostante la rilevanza artistica e storica dei resti, la villa, fino a pochi anni fa in mano a privati, al Conte Gualtiero Adami (noto come il Garibaldino) poi messa all'asta e salvata da Regione e ministero dell'Ambiente che esercitarono il diritto di prelazione. Attualmente chiusa per restauro, nonostante il tempo e i vandali la stiano rovinando[1].

La villa fu costruita in posizione rialzata rispetto al porto romano di Cala Maestra.

[modifica] Turismo

Veduta del Porto Romano dell'Isola di Giannutri con l'Isola del Giglio sullo sfondo.

L'isola è visitabile con un servizio di traghetto giornaliero d'estate con partenza da Porto Santo Stefano. D'inverno la frequenza dei collegamenti si riduce. Sull'isola, che è sotto la tutela dell'Ente "Parco dell'Arcipelago Toscano", non vi sono alberghi ed è vietato il campeggio ma è possibile affittare piccole residenze private. Il maggior numero di abitazioni è concentrato presso Cala Spalmatoio, ove è presente l'unica piccola piazza dell'isola detta "Piazzetta"[2].

A Punta Scaletta si trovano i resti di uno scafo romano ancora integro, come a Cala Spalmatoio, dove invece si trovano sia relitti di romani che etruschi. A Capel Rosso invece, alla punta sud dove si trova il faro, si possono trovare delle anfore romane e vasi, ma l'area cade all'interno delle "Zone 1" di tutela totale del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e quindi inaccessibile.

[modifica] Subacquea

L'isola ha notevole interesse per la subacquea, grazie alle pareti verticali ricche di gorgonie, spugne, coralli e tunicati. Oggi la maggior parte dei fondali sono stati indicati come zona protetta di tipo "1" (nella quale sono proibite la navigazione a motore, a vela ed a remi, la pesca, le immersioni e la balneazione) e quindi da un lato si è favorito il ripopolamento ittico, dall'altro ha reso difficile trovare dei buoni punti d'immersione. Si possono comunque trovare liberi per l'immersione le estese praterie di posidonia e i due relitti dell'Anna Bianca (a 40-50 metri di profondità) e del Nasim (a 60 metri).

[modifica] Note

  1. ^ http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/08_Agosto/22/giannutri_divieti_degrado_turisti.shtml
  2. ^ http://www.giannutri.org/isola/mondosommerso.htm

[modifica] Bibliografia

  • Gualtiero Della Monaca, Domenico Roselli, Giuseppe Tosi. Fortezze e torri costiere dell'Argentario, Giglio e Giannutri. Pitigliano, Laurum Editrice, 1996, pp. 190-196.

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