Gianni Lannes

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Gianni Lannes (1965) è un giornalista e fotografo italiano. Ha lavorato sia in Italia che all'estero, si è occupato di controinformazione con inchieste riguardanti i traffici di armi (inchiesta su Ilaria Alpi e Miran Hrovatin), di esseri umani, di rifiuti tossici, scorie radioattive, di ecomafie[1]. Attualmente è attivo nel campo delle teorie del complotto, quali ad esempio le cosiddette scie chimiche[2].

Il 22 dicembre 2010 al giornalista viene assegnata una scorta della Polizia di Stato, da lui richiesta numerose volte.[3].

Controversia con La Stampa[modifica | modifica sorgente]

Al dicembre del 2009, Lannes risultava legato da contratto con il quotidiano "La Stampa", sebbene congelato[non chiaro]. Lannes afferma che tale congelamento sia dovuto ad una sua inchiesta realizzata tra l'autunno e l'inverno del 2008 sulla mafia che vedeva implicato Renato Schifani riguardo alla costruzione in terra siciliana di una superstrada, a dire di Lannes inutile e dannosa in quanto costruita in un'area boschiva, il Bosco della Ficuzza, altrimenti integra.[4]
Dopo il congelamento, Lannes continuò a scrivere aprendo un suo giornale online, Italia Terra Nostra, che tuttavia nel 18 novembre 2010 venne improvvisamente chiuso. Lannes sostiene che tale oscuramento sia dovuto ad una richiesta della Barilla rivolta direttamente al provider del sito a causa di una sua inchiesta[5] ma Francesco Gatta, intestatario e responsabile legale del sito, ha smentito tale affermazione[6].

Le inchieste[modifica | modifica sorgente]

Gianni Lannes ha portato avanti numerose inchieste, in particolare si ricordano le seguenti:

Sulle navi dei veleni[modifica | modifica sorgente]

In una inchiesta effettuata nel 2010 Lannes ipotizza che alcune centinaia di navi e un migliaio di container affondate tra lo Ionio, il Tirreno e l'Adriatico e in tutto il Mediterraneo siano state affondate di proposito a partire dagli inizi degli anni '70 col fine di smaltire illegalmente rifiuti tossici e radioattivi.[7] Sul giornale online "Italia Terra Nostra" Gianni Lannes scrive:

« Come si fa a smaltire un carico di rifiuti tossici e magari radioattivi? Elementare Watson: basta stivarlo su una nave in pessime condizioni e poi venderlo a qualche signore della guerra che in cambio chiede solo una buona partita di armi. Oppure comprare una carretta e affondarla insieme ai veleni. Dunque, si acquista un mercantile, si imbottisce di rifiuti pericolosi dichiarando un carico di materiale innocuo e, infine, si inabissa il natante o almeno si tenta; male che vada il relitto viene abbandonato alla deriva. Soltanto negli ultimi 25 anni sono state affondate misteriosamente circa una sessantina di navi nei mari a ridosso della penisola italiana (in particolare Tirreno, Jonio e Adriatico); ma la stima è errata per difetto, anche se soltanto i Lloyd's di Londra ne certificano 40. Si tratta di imbarcazioni in condizioni disastrose da far sparire sia per truffare le compagnie assicurative sia per smaltire illecitamente sostanze pericolose. Parecchie di queste navi sono state utilizzate prima dell'inabissamento, sia per portare rifiuti verso paesi del Terzo mondo sia per il traffico di armi. La concomitanza fra lo smaltimento illecito di rifiuti e il traffico di armi appare ormai come un dato fondante e svela lo scenario di un doppio coinvolgimento della mafia, ma soprattutto di governi, multinazionali e faccendieri in particolare dei nostri servizi segreti (ex Sismi e Sisde) [...][8] »

Sugli inceneritori[modifica | modifica sorgente]

Lannes documenta nel 2009 che in Puglia, Calabria e Sicilia, la Marcegaglia S.p.A sotto la guida di Emma Marcegaglia realizzò in appalto alcuni inceneritori[9]. Gianni Lannes, insieme al suo gruppo di collaboratori, è da sempre dichiaratamente schierato su una posizione contraria agli inceneritori di rifiuti, cercando di sensibilizzare i cittadini e gli enti pubblici riguardo al problema dello smaltimento, facendo campagne di controinformazione, e sostenendo la teoria dell'inutilità e dannosità degli inceneritori e il loro alto costo per la realizzazione, mantenimento e manutenzione.

« [...] Occorre ricordare come, dopo che per mesi mass media e frotte di politici ignoranti avevano proposto, in modo martellante, la «termovalorizzazione» mediante incenerimento, non solo come soluzione al “problema rifiuti”, ma anche come alternativa alle discariche (dato, quest'ultimo fantasioso, in quanto se anche la «termovalorizzazione» fosse integrale per tutti i rifiuti, non li eliminerebbe fisicamente, ma si limiterebbe a ridurli a circa il 30% della massa iniziale, oltre a produrrne, a sua volta e in quota non irrilevante, un ulteriore 3-5% e di una tipologia estremamente pericolosa, e tutti questi rifiuti hanno a loro volta bisogno di discariche), si è dovuto finalmente ammettere che è solo con l’utilizzo delle discariche che si può risolvere l’emergenza.[10] »

Sullo spiaggiamento dei cetacei lungo le coste del Gargano[modifica | modifica sorgente]

Il 9 dicembre 2009 diversi cetacei morirono rimanendo insabbiati nei pressi dell'istmo di Varano. Lannes ipotizza che la loro morte sia un effetto collaterale di alcune esercitazioni militari, affermando che:

« Il nemico numero uno di questo tesoro biologico è l'inquinamento... L'affondo acustico dei sonar militari spaventa i cetacei e li spinge ad una risalita troppo rapida, in cui trovano frequentemente la morte. I cetacei sono estremamente dipendenti dall'udito per la loro sopravvivenza [...] La marina militare degli Stati Uniti d'America attualmente sta sperimentando dei cannoni pneumatici che sparano sugli abissi onde sonore fino a 270 decibel con intervalli di 20 secondi. La tolleranza acustica massima dei capodogli è di 150 decibel [...] »

Sulle scie chimiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teoria del complotto sulle scie chimiche.

Da anni sono diffuse leggende metropolitane in merito alle scie di condensazione lasciate da aerei, secondo le quali tali scie sarebbero in realtà irrorazioni clandestine di varie sostanze chimiche effettuate da appositi velivoli, con scopi vari quali il controllo climatico a fini bellici, il controllo mentale della popolazione, lo sterminio dell'umanità e altro ancora. Lannes appoggia queste teorie, attribuendone la paternità ad una oligarchia occulta denominata Nuovo ordine mondiale.[11]

Sull'affondamento del peschereccio "Francesco Padre"[modifica | modifica sorgente]

Il 4 novembre del 1994 nelle acque del Mediterraneo orientale affondò il motopeschereccio "Francesco Padre" con tutto il suo equipaggio: cinque uomini (Giovanni Pansini (45 anni), Luigi Giglio (56 anni), Saverio Gadaleta (42 anni), Francesco Zaza (31 anni), Mario De Nicolo (28 anni) ) ed un cane lupo. La versione ufficiale riporta che l'imbarcazione al momento dell'accaduto stava trasportando armi ed esplosivi che ne causarono l'esplosione e l'affondamento. Gianni Lannes, basandosi sul fatto che nei dintorni fossero avvenute delle esercitazioni militari NATO e sul fatto che la documentazione dell'incidente fosse secretata, ipotizzò un coinvolgimento dei militari nell'avvenimento e un tentativo d'insabbiamento. Il procedimento giudiziario si concluse il 17 dicembre 1997 con un atto d'archiviazione.[12] Secondo Lannes:

« La tragedia insabbiata del Francesco Padre è un paradigma, uno dei tanti, nei quali ci s'imbatte sfogliando la cronaca, anzi la storia ormai, dell'Italia più recente.[13] »

Sulla miniera di Pasquasia[modifica | modifica sorgente]

La miniera di Pasquasia in Sicilia in provincia di Enna è stata oggetto di diverse polemiche ed indagini circa la presenza di presunte scorie nucleari stoccate nelle sue viscere dopo la chiusura avvenuta nel luglio del 1992. Il giornalista ipotizza che la morte per omicidio dell'avvocato Vincenzo Fragalà, penalista palermitano e deputato alla camera ucciso il 23 gennaio 2010, sia correlata con la sua attività di inchiesta e denunzia sugli abusi fatti dalla mafia nella miniera.[14][15]

Il Lannes ipotizza che anche il giudice Paolo Borsellino sia stato ucciso per vicende mafiose collegate alla medesima miniera. Il giornalista, nel suo articolo "Una tomba nucleare" del gennaio 2012, scrive che:

« Nel giugno 1992 Messina raccontò a Paolo Borsellino che le gallerie sotterranee venivano utilizzate per smaltire scorie radioattive. Il 19 luglio di quell’anno, il giudice venne assassinato assieme alla sua scorta di Polizia. Secondo il racconto di Messina- sulla circostanza considerato attendibile dal Procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna.
[...] Antonio Manganelli all’epoca sosteneva, [...] che «il contributo delle confessioni del pentito Leonardo Messina era assimilabile a quello portato da Tommaso Buscetta»
(Gianni Lannes, "Una tomba Nuclearegennaio 2012[16])

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Facendo una brevissima sintesi del suo lavoro, lo stesso Gianni Lannes, in un passo tratto da una intervista, dice: "Mi sono occupato di traffico di armi e sfruttamento di risorse naturali in Africa a livello planetario. E ancora: per conto dei settimanali L’Espresso e Panorama ho pubblicato inchieste sulla Somalia. Ho seguito le guerre in Jugoslavia e il martirio dei profughi. Ho raccontato in diretta la strage della nave albanese “Kater I Rades” affondata da nave Sibilla della Marina militare italiana, nonostante il carico umano. Ho descritto per anni le rotte e gli intrecci affaristici dei trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. Soprattutto mi sono occupato di ecomafie". (Nel Paese dell’informazione anestetizzata..., op. cit.)
  2. ^ "blog di Gianni Lannes".
  3. ^ Angelo Garavaglia Fragetta, Scorta di Polizia al giornalista Gianni Lannes. URL consultato il 14 febbraio 2010.
  4. ^ Spiega Gianni Lannes: "Dal settembre 2008 sono a contratto con il quotidiano La Stampa e dopo aver pubblicato innumerevoli inchieste di un certo spessore [...] ho ricevuto un primo inspiegabile stop dopo aver toccato alcuni interessi del governo italiano in Egitto e poi la Barilla [...] A tale proposito è inquietante l’aver concordato con questo giornale inchieste mai pubblicate: una di queste riguarda il presidente del Senato Schifani. Il cittadino onorario di Corleone ha sponsorizzato in Sicilia, una superstrada inutile e deleteria – già bloccata alcuni anni fa – che farà scempio della bosco della Ficuzza". (Nel Paese dell’informazione anestetizzata..., op. cit.)
  5. ^ Gianni Lannes afferma che "La Barilla dei noti fratelli delega il professor avvocato Vincenzo Mariconda con studio a Milano per il lavoro sporco. Invece di rimuovere l’amianto fuorilegge (legge 257/1992) che imbottisce lo stabilimento di merendine e biscotti a San Nicola di Melfi in Lucania, tentano illegalmente di far cancellare il sito del giornale online ITALIA TERRA NOSTRA [...] Invece di denunciare alla magistratura per l’eventuale reato di diffamazione a mezzo stampa, tutto da dimostrare o citarci in giudizio in sede civile per un risarcimento danni, chiedono ad Aruba di oscurarci. ( Lino Bottaro, La storia di Gianni Lannes e Barilla, 10 gennaio 2011. URL consultato il 24 gennaio 2011.)
  6. ^ Francesco Gatta: "la Barilla non ha mai chiesto il sequestro e l'oscuramento del sito come Lannes continua ad affermare" ( Francesco Gatta, La verità sull’ ”oscuramento” di ItaliaTerraNostra), 10 febbraio 2011.
  7. ^ Navi perdute: Noi sappiamo e abbiamo le prove!. URL consultato il 14 febbraio 2010.
  8. ^ Navi di veleni: ecomafie di Stati e multinazionali del crimine. URL consultato il 14 febbraio 2010.
  9. ^ Il medico oncologo Michelangiolo Bolognini su Italia Terra Nostra scrive che la Marcegaglia "... ha due impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Manfredonia, Modugno) e uno già attivo a Massafra (Taranto), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce 1, 2 e 3” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Siciliana e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse”". ( Marcegaglia Emma: termovalorizzatori da noi. URL consultato il 15 febbraio 2010.).
  10. ^ Marcegaglia Emma: termovalorizzata da noi. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  11. ^ SCIE CHIMICHE: GUERRA AL PIANETA TERRA. URL consultato il 02 settembre 2013.
  12. ^ Gianni Lannes, NATO. colpito e affondato, op. cit. pag. 13
  13. ^ Gianni Lannes, NATO. colpito e affondato, op. cit. pag. 9
  14. ^ Gianni Lannes, Una tomba nucleare (PDF), EdizioniLeSiciliane, pp. 16.
  15. ^ Su La Testa!: SICILIA: RIFIUTI NUCLEARI A PASQUASIA (html).
  16. ^ Gianni Lannes, Una tomba nucleare (PDF), EdizioniLeSiciliane, pp. 18-19.

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