Gianmario Roveraro
| Gianmario Roveraro | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Atletica leggera |
||
| Dati agonistici | ||
| Specialità | salto in alto | |
| Campionati italiani di atletica leggera | ||
| Oro | 1954 | Salto in alto |
| Oro | 1955 | Salto in alto |
| Oro | 1956 | Salto in alto |
Gianmario Roveraro (Albenga, 24 maggio 1936 – Parma, 5 luglio 2006) è stato un atleta e banchiere italiano, fondatore della Akros Finanziaria, divenuto negli anni ottanta un dei protagonisti assoluti della finanza.
Indice |
Biografia[modifica]
Da giovane fu un brillante sportivo. Fu campione nazionale di salto in alto per tre volte (1954, 1955, 1956), migliorando per tre volte il record italiano di specialità, primo italiano sopra i 2,00 m. (utilizzando lo stile di George Horine saltò 2,01; la misura non fu omologata poiché aveva utilizzato la scarpetta speciale di Stepanov)[1], partecipò ai XVI giochi olimpici estivi del 1956 a Melbourne, dove si piazzò 23mo.
Dopo la laurea in economia, iniziò la carriera bancaria nel 1961 e 5 anni anni dopo passa nella Sige, del gruppo IMI, introducendo nel mondo finanziario italiano strumenti prima inconsueti, come i Fondi di investimento.
Di area cattolica e membro soprannumerario dal 1963 dell'Opus Dei, è stato per diversi anni presidente della Fondazione Rui istituzione che sovraintende ai collegi universitari dell'Opera.
Nel 1987 fonda l'Akros,dopo dissapori intervenuti l'anno precedente in Sige, ben presto Akros diventa una delle principali merchant bank italiane.
Agli inizi degli anni ’90 presentò un piano per il salvataggio della Federconsorzi[2] che attraverso i Consorzi Agrari, era considerata una degli strumenti maggiori dell’area democristiana. L’iniziativa, tuttavia, fu poi ripresa dal mondo delle ‘’grandi banche’’, compresa la Banca di Roma che pure faceva capo allo stesso schieramento, ma l’operazione fu effettuata in modo da escludere Roveraro e la sua Akros.
In quegli anni collaborava con la Cirio di Sergio Cragnotti e fu artefice del collocamento in Borsa della Parmalat di Calisto Tanzi.
Nel 1997 fu costretto, essendo un cattolico e per ciò stesso non gradito alla grande finanza[senza fonte], a cedere il controllo della banca dove ebbe ruoli sempre più marginali. Continuò ad occuparsi dell’ambiente finanziario, senza tuttavia più avere l’importanza prima rivestita.
Il 5 luglio 2006 tornando a casa da un incontro di formazione spirituale e di preghiera di quelli che l'Opus Dei abitualmente organizza per i fedeli, venne rapito da tre malviventi che lo assassinarono per denaro, successivamente arrestati. Il suo cadavere venne trovato vicino Parma il 21 luglio 2006.
Note[modifica]
- ^ [1] Primo saltatore italiano a superare i 2,02
- ^ Commissione parlamentare di inchiesta sulla Federconsorzi/Audizioni/11
Bibliografia[modifica]
- Franco Stefanoni Il finanziere di Dio. Il caso Roveraro Editore Melampo
- Angelo Mincuzzi,Giuseppe Oddo " Opus Dei. Il segreto dei soldi. Dentro i misteri dell'omicidio Roveraro, Serie Bianca Feltrinelli
Collegamenti esterni[modifica]
- "Banchiere trovato morto dopo incontro Opus Dei, The Times, 22 luglio 2006
- Trovato morto il banchiere Roveraro. La Repubblica, 21 luglio 2006
- La morte di un fedele soprannumerario, sito Opus Dei
- Ricordo Di Gianmario Roverario, Sergio Giuliani sul sito Truccioli savonesi
Controllo di autorità VIAF: 193702950 LCCN: no2011169664