Gianduiotto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Gianduiotto
Due gianduiotti
Due gianduiotti
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Piemonte
Zona di produzione Torino, Novese
Dettagli
Categoria dolce
Riconoscimento P.A.T.
Settore paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria
Ingredienti principali [1]
 

Il gianduiotto o giandujotto (in piemontese giandojòt, IPA [ʤandʊ'jɔt]) è un cioccolatino a forma di barca rovesciata composto con cioccolata di tipo gianduia che si produce a Torino. Solitamente è avvolto in carta dorata o argentata.

Viene ottenuto impastando il cacao e lo zucchero con la famosa nocciola tonda gentile delle Langhe, rinomatissima per la sua qualità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu prodotto per la prima volta dalla nota società dolciaria torinese Caffarel nello stabilimento situato in Borgo San Donato[2] e presentato al pubblico nel carnevale del 1865 dalla maschera torinese Gianduja, da cui prende il nome, che distribuiva per le strade della città la nuova bontà.

Le sue origini si riconducono a motivazioni storico-politiche ben precise: con il blocco napoleonico, le quantità di cacao che giungevano in Europa erano ridotte e con prezzi esorbitanti ma ormai la richiesta di cioccolato continuava ad aumentare. Michele Prochet decise allora di sostituire in parte il cacao con un prodotto molto presente nel territorio: la nocciola tonda gentile delle Langhe, una nocciola con gusto deciso e delicato. L'impasto è dunque composto da nocciole tostate e macinate ( con la raffinatrice la nocciola diventa una crema perché contiene olio), cacao, burro di cacao e zucchero.

La produzione[modifica | modifica wikitesto]

La maschera Gianduja, che diede nome al gianduiotto

Siccome l'alta quantità di nocciole nell'impasto non permetteva che il cioccolatino fosse prodotto in forme, per lungo tempo il gianduiotto veniva tagliato a mano. A Torino Fiorio produce il suo Giandujotto ancora con questo metodo.


Oggi esistono due metodi contrapposti per la produzione del gianduiotto: l'estrusione ed il concaggio. A Leinì, in provincia di Torino, ci sono ancora tre laboratori che producono l'unico vero gianduiotto torinese, tagliandolo e incartandolo a mano proprio come una volta, con la stessa ricetta.[senza fonte]

Il gianduiotto prodotto per estrusione è colato direttamente su piastre senza uso di stampi, con macchine progettate e realizzate ad hoc. Tale tecnica permette di produrre Gianduiotti dalla consistenza particolare: né troppo fluida né troppo solida.

Il gianduiotto stampato è molto più industriale, con una percentuale minore di cioccolato ed è, per necessità, più duro, dovendosi staccare dallo stampo.

Il gianduiotto fu il primo cioccolatino impacchettato singolarmente.

Produttori[modifica | modifica wikitesto]

La Caffarel depositò il marchio "Gianduia" e tuttora è l'unica azienda a poter stampare il volto della maschera sull'incarto[3] Anche altre ditte di cioccolato producono gianduiotti, quali Pernigotti, Streglio, Peyrano, Feletti, Novi, Venchi, La Suissa,Fiorio, Borgodoro, e tutte le piccole cioccolaterie torinesi, come la Chocoleini, che produce i gianduiotti tagliati a mano.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il gianduiotto era una delle due cose preferite di Torino dall'artista Andy Warhol.[senza fonte]
  • Il gianduiotto più grande del mondo fu realizzato dalla Novi per essere esposto a Torino durante la manifestazione Eurochocolate del 2001: misurava 2 metri di altezza per 4 metri di lunghezza per 1 metro di larghezza con un peso di quaranta quintali, frutto di 150 ore di lavoro[4].

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giandujotto sul sito PiemonteAgri
  2. ^ Ugo Sartorio, Borgo Vecchio e dintorni, Graphot Editrice, pag. 53
  3. ^ Il Piemonte e la storia del Gianduiotto - Italy Bike Hotels, italybikehotels.it. URL consultato il 26 agosto 2012.
  4. ^ Elena Del Santo, Silvia Francia, Sei giorni di cioccolandia in La Stampa (Torino), 15 febbraio 2001, p. 39. URL consultato l'11 novembre 2012.
  5. ^ Alta Langa spumante rosato. Acquese. Vini. Vino che si accompagna a dolci da forno e a dolci a pasta lievitata.
  6. ^ Barolo chinato e cioccolato, un connubio perfetto

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]