Gianduiotto

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Gianduiotto
Due gianduiotti
Due gianduiotti
Origini
Luogo d'origine Bandiera dell'Italia Italia
Regione Piemonte
Zona di produzione Torino, Novese
Dettagli
Categoria dolce
Riconoscimento P.A.T.
 

Il gianduiotto o giandujotto (in piemontese giandojòt, IPA [ʤandʊ'jɔt]) è un tipo di cioccolatino a forma di barca rovesciata composto con cioccolata di tipo gianduia che si produce a Torino. Solitamente è avvolto in carta dorata o argentata.

Viene ottenuto impastando il cacao e lo zucchero con la famosa nocciola tonda gentile delle Langhe, rinomatissima per la sua qualità.

Indice

[modifica] Storia

Fu prodotto per la prima volta dalla nota società dolciaria torinese Caffarel (nello stabilimento situato in Borgo San Donato[1]) e presentato al pubblico nel carnevale del 1865 dalla maschera torinese Gianduja (da cui prende il nome), che distribuiva per le strade della città la nuova bontà.

Le sue origini si riconducono a motivazioni storiche ben precise: con il blocco napoleonico, le quantità di cacao che giungevano in Europa erano ridotte e con prezzi esorbitanti, ma ormai la richiesta di cioccolato continuava ad aumentare. Michele Prochet decise allora di sostituire in parte il cacao con un prodotto molto presente nel territorio: la Nocciola tonda gentile delle Langhe, una nocciola con gusto deciso e delicato. L'impasto è dunque composto da nocciole in polvere (pressate in pezzi finissimi), cacao, burro di cacao e zucchero.

[modifica] La produzione

La maschera Gianduja, che diede nome al Gianduiotto

Siccome l'alta quantità di nocciole nell'impasto non permetteva che il cioccolatino fosse prodotto in forme, per lungo tempo il gianduiotto veniva tagliato a mano.

Oggi esistono due metodi contrapposti per la produzione del gianduiotto: l'estrusione ed il concaggio. A Leinì, in provincia di Torino, ci sono ancora tre laboratori che producono l'unico vero gianduiotto torinese, tagliandolo e incartandolo a mano proprio come una volta, con la stessa ricetta.

Il gianduiotto prodotto per estrusione è colato direttamente su piastre senza uso di stampi, con macchine progettate e realizzate ad hoc. Tale tecnica permette di produrre Gianduiotti dalla consistenza particolare: né troppo fluida né troppo solida.

Il gianduiotto stampato è molto più industriale, con una percentuale minore di cioccolato ed è, per necessità, più duro, dovendosi staccare dallo stampo.

Il gianduiotto fu il primo cioccolatino impacchettato singolarmente.

[modifica] Produttori

Producono gianduiotti le ditte Pernigotti, Caffarel, Peyrano, Novi, Venchi, La Suissa, tutte le piccole cioccolaterie torinesi e altri. La Caffarel è l'unica ditta che può stampare il volto di Gianduja sull'incarto.

[modifica] Curiosità

  • Il gianduiotto era una delle due cose preferite di Torino dall'artista Andy Warhol.
  • Il gianduiotto più grande del mondo fu realizzato a Torino durante Eurochocolate Torino 2000: misurava 2 m di altezza per 4 m di lunghezza per 1 m di larghezza con un peso di quaranta quintali, frutto di 150 ore di lavoro.[senza fonte]

[modifica] Note

  1. ^ Ugo Sartorio, Borgo Vecchio e dintorni, Graphot Editrice, pag. 53

[modifica] Voci correlate

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