Gian Giorgio Trissino (cavaliere)

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Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro
GG Trissino a cavallo.jpg
Gian Giorgio Trissino a cavallo in uniforme (raffigurato in una stampa dell'epoca)
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Equitazione Equestrian pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Salto in lungo
Salto in alto
Palmarès
Giochi olimpici 1 1 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro (pronuncia Trìssino, /ˈtrissino/) (Vicenza, 22 luglio 1877Milano, 22 dicembre 1963) è stato un cavaliere italiano, il primo italiano a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici.

Omonimo e discendente del letterato e umanista Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Foto del Tenente Gian Giorgio Trissino a cavallo di Palanca, Londra 1909 - da La Tribuna Illustrata del 27 giugno 1909 - anno XVII N° 26

Il conte Gian Giorgio Trissino dal Vello d'Oro, di antica famiglia vicentina, prese parte alla II Olimpiade moderna, Parigi 1900. Giovane sottotenente del reggimento "Genova Cavalleria", fu il primo italiano a vincere una medaglia d'oro olimpica, nella specialità salto in alto degli sport equestri a pari merito con il francese Dominique Gardères con metri 1,85 il 2 giugno 1900 in sella a Oreste. Oltre a questa il 31 maggio si era aggiudicato anche l'argento nel concorso di salto in lungo con la distanza di metri 5,70. Inoltre, nella vittoriosa gara di salto in alto, il cavaliere vicentino giunse anche quarto cavalcando il proprio cavallo Mélopo, che si fermò all'altezza di metri 1,70.

Foto d'epoca di Gian Giorgio Trissino al salto in alto pubblicata da Quotidiano.Net.[1]

La sostituzione di Caprilli[modifica | modifica sorgente]

Ai Giochi olimpici estivi di Parigi 1900, in entrambi i concorsi vinse le due medaglie in sella a Oreste, cavallo che inizialmente sarebbe dovuto spettare al grande Federico Caprilli, suo maestro, il quale, dopo aver inviato i suoi cavalli in Francia, fu richiamato da un telegramma del Ministero della Guerra che vietava l'espatrio ai militari in carriera in seguito allo scioglimento delle Camere. Questa situazione evidentemente non fu ben comunicata ai giudici di gara e ciò ha portato confusione al punto che in alcuni albi d'oro fu erroneamente indicato Caprilli in luogo di Trissino. Secondo alcune ricostruzioni[2][3] Caprilli potrebbe effettivamente aver raggiunto Parigi in incognito da Torino per ultimare la preparazione dei propri cavalli, dando adito a voci romanzate relative alla sua partecipazione attiva alle gare.

Frontespizio di una composizione musicale di Gian Giorgio Trissino

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Negli anni tra il 1915 e il 1917 fu autore e regista di diversi cortometraggi sull'equitazione[4], in molti dei quali egli fu anche attore insieme a Gemma Albini, che poi sposò.

Lasciata la Cavalleria col grado di capitano[5], visse a lungo tra Roma, frequentando anche la corte del Re, e Milano per dedicarsi alla composizione musicale, con discreto successo. L'editore G. Ricordi incise e pubblicò diversi suoi pezzi, tra cui dei tango, fox-trot, one-step e valse hésitation, ritmi di gran moda in Europa nei primi vent'anni del Novecento.

Alla fine della guerra si trasferì definitivamente a Milano con la famiglia, dove rimase per il resto della sua vita.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato
1900 Giochi olimpici Francia Parigi Salto in alto Oro
Salto in lungo Argento

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quotidiano.Net Fotogallery: Gian Giorgio Trissino durante le Olimpiadi di Parigi, 1990 (sic)
  2. ^ http://labronica.it/pdf/gabriele.pdf Federico Caprilli: tra storia e romanzo, pag45
  3. ^ vedi il saggio del colonnello Angioni in http://www.equitando.com/contenuto/subsections/117/File/File825.pdf.
  4. ^ Il Complete Index To World Film e l'Internet Movie Database riportano le seguenti opere: Vedi anche la rivista Bianco e Nero, vol 51, pag 167, 1990.
  5. ^ Luigi Lusi, Genova Cavalleria, 1939, pag 218

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]