Gian

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Gian
Fotografia di Gian
Nazionalità Italia Italia
Genere Cabaret
Periodo di attività 1968-1996
Gruppi Ric e Gian
Album pubblicati 4

Gian, pseudonimo di Gian Fabio Bosco (Firenze, 30 luglio 1936Lavagna, 14 febbraio 2010), è stato un attore e cantante italiano.

Per più di sessant'anni è stato presente sui palcoscenici italiani, da solo o in coppia con Ric.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri artisti legati a Genova (Gino Paoli nato a Monfalcone, Bruno Lauzi a L'Asmara, o Luigi Tenco a Cassine, in Piemonte), anche Gian (che all'anagrafe è Gian Fabio, staccato, e non "Gianfabio", come scritto erroneamente in molti articoli) non nasce in città, ma a Firenze, a causa del lavoro dei genitori, Sergio Bosco (in arte Sergio Fosco) ed Anna Caroli, entrambi attori nella compagnia di Gilberto Govi (sono presenti anche nelle versioni televisive dei lavori di Govi, riproposti anche in videocassetta e poi in DVD). Figlio d'arte, ha le prime esperienze come attore all'età di otto anni, nella stessa compagnia dei genitori, utilizzando il cognome d'arte del padre ed esibendosi come "Gian Fabio Fosco"; inizia anche a fare imitazioni ed entra nella Compagnia dei Bambini formata da Rossaldo (pseudonimo di Aldo Rossi). A 17 anni ricomincia a recitare con Govi; presto inizia a lavorare con molte altre compagnie, tra cui quella di Gino Bramieri e quella del regista Mario Ferrero.

È appunto lavorando con il comico che, alla fine degli anni cinquanta, ha occasione di conoscere a Torino, al Maffei, noto teatro dell'epoca in via Principe Tommaso, Riccardo Miniggio, che si esibisce nel locale come ballerino fantasista: i due hanno l'idea di formare un duo comico, e sfruttando le loro conoscenze iniziano ad esibirsi innanzitutto nei locali di Genova e Torino e in breve tempo nelle altre città del nord Italia, con il nome Jerry e Fabio. In breve tempo riescono ad ottenere anche una scrittura in Francia, al Crazy Horse, dove riscuote particolare successo un loro sketch, Lo spogliarello, basato principalmente sulla mimica, in cui interpretano due maldestri giocolieri che tentano di ottenere successo mischiando i giochi acrobatici allo strip tease. È proprio questa scenetta a colpire il produttore cinematografico ed editore Angelo Rizzoli che li ingaggia per girare la pellicola Ischia operazione amore, che uscirà nelle sale nel 1966: è proprio lui a cambiare il loro nome d'arte da Jerry e Fabio a Ric e Gian.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ric e Gian.

Da solista: cinema e televisione[modifica | modifica sorgente]

Dopo più di vent'anni di carriera televisiva, teatrale e cinematografica insieme, nel 1987 Ric e Gian decidono di separare le loro strade: Gian Fabio, che ha avuto un'esperienza isolata da solo nel cinema nel 1975, recitando in La banca di Monate di Francesco Massaro, diversifica la sua attività, privilegiando il teatro e il cinema agli spettacoli televisivi. Per il cinema lavora con Adriano Celentano in Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì, con Neri Parenti in Fratelli d'Italia e Le comiche, con Jerry Calà in Gli inaffidabili, con Sergio Castellitto in Libero Burro e con Vincenzo Salemme in Ho visto le stelle!. Per la televisione è protagonista della sit-com I cinque del quinto piano e recita nei film televisivi di Pier Francesco Pingitore Ladri si nasce e Tre stelle, nelle miniserie Anni '60, Ma il portiere non c'è mai? e Un ciclone in famiglia, tutte in onda su Canale 5, e nella fiction di Raiuno Angelo il custode, con Lino Banfi. Torna alla conduzione televisiva nel 1997, in coppia con Paolo Villaggio, per Da dove chiami, spettacolo in 20 puntate in onda su Rai 2.

Il teatro[modifica | modifica sorgente]

Gian Fabio Bosco ha lavorato in molti spettacoli teatrali: nel 1992 fa parte del cast di Chi fa per tre, con Gianfranco D'Angelo, allestito da Pietro Garinei e tratto da una farsa di Cooney e Hilton, che debutta al Teatro Sistina di Roma e va in scena in tutta Italia per due stagioni. Ha anche recitato in alcune commedie di Gilberto Govi "Manezzi pè maià nà figgia. Nel 1993-1994 recita invece in Arcobaleno, per la regia di Gino Landi, con Lino Banfi.

Il 1995 è invece l'anno di Sissi di Fritz Kreisler con Aurora Banfi, Daniela Mazzucato, Alessandro Safina, Max Renè Cosotti, sempre con la regia di Gino Landi, che partecipa nel mese di giugno al Festival dell'Operetta del Teatro Verdi (Trieste). L'anno successivo fa parte del cast dello spettacolo itinerante Viva la radio, con Lino Banfi, Rosanna Banfi ed Awanagana. Nel 1997 è chiamato dal Teatro Stabile di Trieste per l'allestimento della Commedia musicale Irma la dolce, con Daniela Giovannetti, mentre nelle tre stagioni successive recita in My fair lady con Olivia Cinquemani e Luca Biagini nelle prime due edizioni, e Gaia De Laurentiis e Corrado Tedeschi nella terza. Il 2005 è l'anno di Parenti serpenti, per la regia di Attilio Corsini, commedia amara tratta dall'omonima pellicola diretta da Mario Monicelli, nel ruolo che fu di Paolo Panelli; la moglie è interpretata dalla cantante Miranda Martino.

Gian Fabio Bosco, dopo aver vissuto per alcuni anni a Rapallo, muore all'età di 73 anni la sera del 14 febbraio 2010 all'ospedale di Lavagna, dove era stato ricoverato per un aneurisma[1]; la notizia viene data dal collega e amico di sempre Lino Banfi. Il funerale si svolge nella Chiesa delle Clarisse di Rapallo.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Con Ric[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Notizia della morte su Il Secolo XIX

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990), voce "Ric e Gian"
  • Integrazione della voce basata su un'intervista realizzata a Gian Fabio Bosco il 12 e 13 novembre 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]