Giambattista Castaldo

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Giovan Battista Castaldo
Anthonis Moor, Giambattista Castaldo
Anthonis Moor, Giambattista Castaldo
1493 - 1563
Nato a Nocera de' Pagani
Morto a Milano
Luogo di sepoltura Chiesa di San Bartolomeo, Nocera Inferiore
Dati militari
Grado Generale

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Giovanni Battista Castaldo, o Giambattista (Nocera de' Pagani, 1493 circa – Milano, 6 gennaio 1563), è stato un condottiero italiano. Nato probabilmente nel villaggio di San Pietro in Nocera de' Pagani[1] nel 1493 circa figlio di Carlo (* 1455 circa, † 1504 circa forse di peste), Patrizio di Nocera, uomo politico locale, e dalla nocerina Mariella Rinaldi († 1535 circa).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu un famoso condottiero al servizio di Carlo V d’Asburgo nelle varie guerre in Italia ed anche in alcune campagne estere (Austria, Ungheria, Lussemburgo, Francia, Germania e Olanda etc.), fu quindi governatore di Velletri (1527), ambasciatore da parte dell’Università di Cava all'Imperatore in Bologna (1532), Maestro di campo generale (1546).

Per le sue imprese divenne primo Marchese di Cassano (investito dall'Imperatore Ferdinando I), primo Conte di Piadena (investito da Carlo V nel 1545), Signore di Binasco, Signore di Rezzana e Caldignaia, Signore di Nagyszeben (1552), Binanuova (e di molti altri beni e rendite che lasciò nel suo testamento al figlio ed alla moglie).

Nel 1527 prese parte al Sacco di Roma e, secondo una tradizione, trasportò a Nocera l'opera di Raffaello: Madonna del duca d’Alba che fu ospitata nel convento degli olivetani da lui stesso fondato nel 1530 (come ossequio ad un ex voto).

Nel 1551, dietro ordine di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, combatté in Transilvania, lottando contro i Turchi. Per ordine dell'imperatore Ferdinando I fece assassinare il cardinale ungherese Giorgio Martinuzzi (Fráter György), vescovo di Esztergom (Strigonio), governante di Transilvania (al 17 dicembre). Ferdinando prese la responsabilità per l'uccisione, ma il papa Giulio III giustificò tutti i partecipanti del fatto nel 1555.[2]

Partecipò con altri nobili anche al governo di Milano (1556) e fu in seguito Capitano generale (1563).

Con il fratello Giovan Matteo richiese ed ottenne dal vescovo Paolo Giovio la cappella di Santa Maria a Monte, presso Casolla di Nocera nel 1541.

Sposò la Nobile Mattea (o Maria) Stampa, figlia di Filippo, Patrizio Milanese, e di Cassandra Scotti, dalla quale ebbe Ferdinando (o Ferrante) († ante 1569 circa), secondo Marchese di Cassano, ecc.

Morì infine il 6 gennaio 1563 a Milano, sepolto in Milano nella chiesa di San Vittore (cappella di San Gregorio) e condotto più tardi a Nocera nel Monastero olivetano di Santa Maria del Monte, da lui fondato ed in via di costruzione). Il busto marmoreo che ne ricorda l'effigie fu opera di Leone Leoni. Il monumento funerario fu traslato, insieme all'intero convento, presso la nuova sede in Piedimonte di Nocera, nel convento di San Bartolomeo.

Tiziano eseguì un ritratto del Castaldo (già a Londra, Dickinson Antiquari), così come il pittore fiammingo Antonio Moro (Madrid, Museo Tyssen-Bornemisza, in foto)

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mariano D'Ayala, Vita di Giambattista Castaldo, famosissimo guerriero del secolo XVI, Firenze, Italia, Archivio Storico Italiano. Serie III, V. Cellini, 1867.
  • Michele De'Santi, Memorie delle famiglie nocerine, Napoli, Lanciano e D'Ordia, 1888.
  • Gennaro Orlando, Storia di Nocera de' Pagani, Napoli, 1888.
  • Gennaro Senatore, Della patria di Gio. Battista Castaldo, in Marcina-Salerno ed altri studi, Napoli, Avagliano; Appunti per la storia di Cava, 1998.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La questione relativa alla città di nascita è aperta da secoli. Nel villaggio di San Pietro esisteva un palazzo Castaldo (oggi scomparso). Gennaro Senatore, invece, ritiene che il Castaldo sia nato a Cesinola di Cava de' Tirreni (cfr. Della patria di Gio. Battista Castaldo, del 1887 riedito in Marcina-Salerno ed altri studiedito da Napoli, Avagliano Editore nella collana "Appunti per la storia di Cava, 1998"), mentre il resto della storiografia (D'Ayala, Orlando, De' Santi), lo vogliono nato a Nocera. Esiste, inoltre, una corrente che ritiene sia nato a Napoli.
  2. ^ (DE) „Vom ungarischen Königreich zum Fürstentum Siebenbürgen” in: Béla Köpeczi: Kurze Geschichte Siebenbürgens, (Site MEK.OSZK.hu), abgerufen am 1. Gennaio 2009.
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