Giallo all'italiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valentina Cortese in una scena del film La ragazza che sapeva troppo di Mario Bava (1963), primo giallo all'italiana della storia

Il giallo all'italiana (detto anche thrilling o spaghetti thriller) è stato un filone cinematografico nato in Italia negli anni sessanta e sviluppatosi negli anni settanta, con caratteristiche diverse rispetto al giallo inteso come genere letterario o cinematografico. Il giallo all'italiana infatti è un genere che mescola atmosfere thriller e temi tipici del cinema horror e che non preclude derive slasher, tipiche dei film d'exploitation.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 Mario Bava porta sugli schermi il film La ragazza che sapeva troppo interpretato da Valentina Cortese, John Saxon e Leticia Roman, la storia, macabra e lievemente ironica, narra di un personaggio contorto e spaventoso che semina orrore e morte per le strade di Roma: il film è considerato il primo del genere, quello che ha aperto la strada ad altri registi e pellicole simili. Sino ad allora infatti i film del brivido erano resi più onirici e inverosimili, grazie all'ausilio di ambientazioni gotiche od in costume, in modo da creare una sorta di distacco emotivo tra la vicenda e lo spettatore[1].

Una scena da Sei donne per l'assassino di Mario Bava (1964): il killer senza volto

Nel 1964, sempre per la regia di Bava, esce Sei donne per l'assassino, in cui si delineano definitivamente quelli che saranno i tratti caratteristici del genere: l'assassino vestito con un impermeabile scuro, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, scene dei delitti diversificate e particolarmente elaborate e cruente (celebre quella in cui il cui viso della vittima viene ripetutamente premuto contro una stufa incandescente)[2], le musiche ossessive[3] e anche un pizzico di nudità, tipica degli anni a venire. Sul finire degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta nasce un nuovo sotto-genere, il giallo erotico, nel quale vi è una maggiore attenzione per le parti erotiche della vicenda, definito dal regista Umberto Lenzi thriller dei quartieri alti. Lo stesso Lenzi firmerà la trilogia composta dai film Orgasmo (1969), Così dolce... così perversa (1969) e Paranoia (1970), in cui si mescolano erotismo, psicologia ed intrighi del mondo della nobiltà. Un altro noto regista di questo genere è Sergio Martino con i film Lo strano vizio della signora Wardh (1970), Tutti i colori del buio (1972) e Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972). Altri titoli di questo sottofilone sono Il dolce corpo di Deborah (1968) di Romolo Guerrieri, Nude... si muore (1968) di Antonio Margheriti, Femmine insaziabili (1969) di Alberto De Martino, 5 bambole per la luna d'agosto (1970) di Mario Bava, Nude per l'assassino (1975) di Andrea Bianchi ed Il vizio ha le calze nere (1975) di Tano Cimarosa.

Anni settanta: il thrilling[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni settanta, la rappresentazione formale e la narrazione delle pellicole di questo genere si infittiscono di delitti sempre più feroci e di forte impatto visivo: è questo il periodo di massima espressione del giallo all'italiana.

Fra il 1970 ed il 1971 escono tre film di Dario Argento che consacrano definitivamente questo genere: L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio. Utilizzando la stessa formula di Bava, ma rimodernando tecnica e stile, il regista riscuote un enorme successo, soprattutto negli Stati Uniti, favorendo in patria (e non solo) un prolifico fenomeno d'imitazione, ovvero un nuovo filone di gialli dai connotati strettamente legati al modello argentiano. Rispetto ai precedenti film si privilegiò l'elaborata e coreografica messinscena dei delitti, con un maggior ricorso agli effetti speciali, fino ad allora ben poco utilizzati, e vere e proprie invenzioni che avrebbero dettato scuola nella specialità. Ben presto questo sotto-genere di film assume la denominazione di thrilling, dal verbo thrill (letteralmente rabbrividire di emozione), usato qui come sostantivo. Il thrilling assunse una connotazione sempre più violenta ed erotica, specializzandosi soprattutto nella descrizione della figura dell'assassino, non limitandosi al solo aspetto esteriore, ma sviscerando soprattutto la sua psiche. L'intenzione fu quella di far partecipare in qualche modo lo spettatore al delitto, tramite gli occhi stessi dell'omicida, utilizzando a tal fine una tecnica cinematografica abbastanza innovativa per l'epoca, detta soggettiva, in cui la posizione della macchina da presa coincideva con la stessa visuale di chi compie i delitti. L'assassino veniva solitamente rappresentato come uno psicopatico, mentre i protagonisti di questi film non erano il commissario intuitivo od il poliziotto senza paura di turno bensì persone comuni, invischiate loro malgrado negli eventi. Ed è in questo contesto che la figura dell'omicida divenne protagonista ed icona assoluta del genere, assumendo una tale importanza nel racconto da far passare spesso in secondo piano anche la stessa trama del film.

La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati (1976): una delle inquietanti finestre.

L'ascesa del genere[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad imitarne il modello nei contenuti, questi nuovi thrilling si rifecero anche nei titoli ai primi film di Dario Argento, portacolori del genere anche all'estero, ha prodotto numerosi film di qualità e facendo affermare definitivamente il genere. Nacquerò così sulla scia de L'uccello dalle piume di cristallo, pellicole come La tarantola dal ventre nero, La coda dello scorpione, Una farfalla con le ali insanguinate, Una lucertola con la pelle di donna, L'iguana dalla lingua di fuoco, La sanguisuga conduce la danza, L'uomo più velenoso del cobra, Il gatto dagli occhi di giada, Gatti rossi in un labirinto di vetro, La volpe dalla coda di velluto, Il sorriso della iena, Nella stretta morsa del ragno ovvero una ricca serie di film a titolazione zoonomica. Ma nacquero anche dei film d'autore che raggiungono o addirittura superano il modello argentiano come Giornata nera per l'ariete di Luigi Bazzoni, Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli, Cosa avete fatto a Solange? di Massimo Dallamano, ...e tanta paura di Paolo Cavara, La corta notte delle bambole di vetro e Chi l'ha vista morire? di Aldo Lado, La donna della domenica di Luigi Comencini, Gran bollito di Mauro Bolognini ed Il mostro di Luigi Zampa. Nei primi anni settanta si ha un vero e proprio boom del thrilling: solo tra il 1971 ed il 1972 vennero girati e distribuiti nelle sale oltre trenta film appartenenti al filone, diretti da tutti i maggiori registi italiani del cinema di genere.

Nel 1975 Dario Argento realizza Profondo rosso (film che inizialmente avrebbe dovuto avere anch'esso un titolo animalesco, La tigre dai denti a sciabola) che ottiene un grande successo, anche a livello internazionale, ed è considerato da molti critici e dagli stessi fan di questo genere cinematografico come uno dei titoli più riusciti; Profondo rosso è sicuramente, tra tutti i film del filone thrilling, quello più famoso e celebrato, trasmesso molto spesso in televisione ancora oggi.

Lucio Fulci, futuro maestro del gore italiano girerà contributi di indubbio valore come l'hitchockiano Una sull'altra, il rurale Non si sevizia un paperino e l'onirico Sette note in nero.

Il regista emiliano Pupi Avati dirigerà nel 1976 uno dei più famosi gialli horror italiani, La casa dalle finestre che ridono. Ironicamente l'anno successivo è la volta del parodistico Tutti defunti... tranne i morti che oltre agli stessi regista e sceneggiatori, presenta molti attori della precedente pellicola.

Altri film sono anche precursori dello slasher (in particolare del ciclo di Venerdì 13[1]), come Reazione a catena di Mario Bava o I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino.

Gli anni ottanta e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo degli anni ottanta e la nascita negli Stati Uniti di un nuovo modo di fare cinema thriller e horror, il giallo all'italiana ha quasi terminato di esistere. Poche sono state le pellicole che sono rimaste devote ai primi film del genere, tra queste ci sono Tenebre e Opera di Dario Argento, La casa con la scala nel buio, Morirai a mezzanotte e Le foto di Gioia di Lamberto Bava (figlio di Mario), Caramelle da uno sconosciuto di Franco Ferrini, L'assassino è ancora tra noi di Camillo Teti, Il mostro di Firenze di Cesare Ferrario e Tramonti fiorentini di Gianni Siragusa e Paolo Frajoli (ispirati al caso del Mostro di Firenze), Lo squartatore di New York e Murderock - Uccide a passo di danza di Lucio Fulci, Mystère e Sotto il vestito niente di Carlo Vanzina (quest'ultimo ebbe anche un seguito apocrifo diretto da Dario Piana).

Profondo rosso di Dario Argento (1975): l'anticipazione del prossimo omicidio.

I registi del genere[modifica | modifica wikitesto]

Lista non esaustiva

Una scena da I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino (1973): l'assassino mascherato

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

lista non esaustiva

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Tenebre di Dario Argento viene generalmente considerato l'ultimo film "degno" di concludere il genere e insieme una delle ere più fruttuose per il cinema italiano[4]. La seguente lista comprende le pellicole attinenti al genere, girate dopo tale film.

Elenco non esaustivo

Una scena del film Sotto il vestito niente di Carlo Vanzina (1985)

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle pellicole cinematografiche, possono essere annoverate nel genere del giallo all'italiana anche alcune produzioni televisive, prodotte in Italia tra gli anni settanta e gli anni novanta come I giovedì della signora Giulia, Il segno del comando, ESP, La porta sul buio, Ho incontrato un'ombra, L'amaro caso della Baronessa di Carini, Gamma, Ritratto di donna velata, Dov'è Anna?, Il fauno di marmo, Delitto in via Teulada, L'enigma delle due sorelle, L'isola del gabbiano, Delitti privati, La casa dove abitava Corinne, Morte di una strega, La villa dei misteri ed altre ancora.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Breve percorso nel giallo all'italiana, Il Davinotti. URL consultato il 23 settembre 2008.
  2. ^ A. Rockoff, Op. cit., p. 30
  3. ^ Ad esempio le celebri colonne sonore dei Goblin.
  4. ^ Profonde Tenebre di Bruschini, Tentori - Ed. Granata Press

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]