Giacomo Luvini-Perseghini

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Giacomo Luvini-Perseghini (Lugano, 23 febbraio 1795Lugano, 24 maggio 1862) è stato un avvocato e politico svizzero.

Figlio di Ambrogio e Luigia Vegezzi; frequenta il Ginnasio a Lugano e il Collegio dei Nobili a Milano poi si laurea in diritto all'Università di Pavia nel 1817. In seguito pratica l'avvocatura e il notariato a Lugano, appassionato dalla contesa politica, milita nelle file del partito liberale radicale ticinese, diventandone uno dei massimi dirigenti e contribuendo a Lugano al successo della prima rivoluzione liberale del 4 luglio 1830 accanto a Stefano Franscini e a Carlo Battaglini essendo cofondatore nel gennaio 1830 del nuovo giornale "L'Osservatore del Ceresio" di chiare tendenze liberali: proclama il 4 luglio "giorno della liberazione".

Assume per molti anni la carica di sindaco di Lugano e membro del [Gran Consiglio Ticinese] dal 1830 al 1862, tra il 1830 e il 1848 è ¨deputato alla Dieta Federale, Consigliere di Stato e Consigliere agli Stati nel 1855 e Consigliere nazionale dal 1848 al 1862. Nell'esercito raggiunge il grado di colonnello federale nel 1832 e alla guida dei suoi carabinieri porta al successo la seconda rivoluzione liberale del 1839 con l'occupazione di Locarno, allora sede del Governo ticinese itinerante (ogni sei anni). Per l'occasione ordina di celebrare nella chiesa collegiata di San Lorenzo di Lugano un solenne triduo per ringraziare l'Ente Supremo "colla massima pompa".

Nel 1847 scoppiata la guerra del Sonderbund, al comando della sesta divisione viene sorpreso e sconfitto dalle truppe urane ad Airolo che lo costringono a precipitosa fuga fino a Bellinzona. La vittoria delle truppe del generale Henry Dufour di Ginevra farà cessare il conflitto. Dopo le cinque giornate di Milano nel 1848 è nominato delegato federale presso il governo provvisorio insurrezionale, qui incontra e si lega d'amicizia con Carlo Cattaneo che al ritorno degli Austriaci guidati dal generale Radetzki potrà trovare scampo a Lugano grazie ai suoi buoni uffici. Come libero pensatore è in contatto con gli ambienti della massoneria e con Giuseppe Mazzini pure lui rifugiato a Lugano. Muore a Lugano il 24 maggio 1862.

[modifica] Bibliografia

  • G.Rossi-E.Pometta, Storia del Cantone Ticino, S.A. Tipografia Editrice, Lugano 1941.
  • R. Ceschi, Ottocento Ticinese, A. Dadò Editore, Locarno 1986.
  • R. Ceschi, (a c.), Storia del Cantone Ticino. L'Ottocento, Stato del Cantone Ticino 1998.
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