Giacomo Cavedone

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Giacomo Cavedone (Sassuolo, 1577Bologna, 1660) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Allievo di Annibale Carracci, successivamente con la partenza di quest'ultimo per Roma divenne il principale aiuto di Ludovico Carracci, ereditandone alla morte nel 1619 il titolo di "caposindaco" dell'Accademia degli Incamminati, come attestano i lavori svolti nel palazzo Fava a Bologna e le opere realizzate nei primi anni del Seicento (Il Martirio di S.Pietro, S.Antonio battuto dai demoni) contraddistinti da una regolare sintesi formale.[1]

Nell'autunno del 1609 è a Roma come aiuto di Guido Reni, qui rimane impressionato dall'opera del Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Pala della Vergine e i santi Alò e Petronio, Pinacoteca Nazionale di Bologna

Tornato a Bologna, tra il 1611 e il 1613 lavorò alla decorazione della Cappella Arrigoni nella chiesa di San Paolo Maggiore, realizzando tre affreschi nella volta e due tele laterali, con l' Adorazione dei pastori e l' Adorazione dei magi.

Tra il 1612 e il 1613 è a Venezia, città nella quale trovò varie fonti di ispirazione.

Datata al 1614 è la pala con La Vergine e i santi Alò e Petronio per la chiesa di S.Maria dei Mendicanti, ora alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dove ai ricordi di Caravaggio su uniscono quelli riportati da Venezia di Paolo Veronese e di Tiziano.

Adorazione dei pastori, Museo del Prado

Nel 1624, in seguito a una caduta dovette rinunciare a dipingere, per la conseguente inabilità, e sei anni dopo gran parte della sua famiglia fu decimata dalla peste.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.177

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 6, pp. 113-114. New York, Grove, 1996. ISBN 1-884446-00-0

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