Ghigo Agosti

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Ghigo Agosti
Foto di Ghigo Agosti
Foto di Ghigo Agosti
Nazionalità Italia Italia
Genere Rock
Rock demenziale
Periodo di attività 1952-1974
1990-2007
Album pubblicati 16 (+21 "45 giri")
Studio 37
Live 1
Raccolte 7

Ghigo Agosti, nome d'arte di Arrigo Riccardo Agosti (Milano, 10 luglio 1936), è un cantante, compositore e musicista italiano.

Attivo a partire dai primi anni cinquanta, Agosti fu fra i primi artisti a sperimentare in Italia generi musicali di origine statunitense e britannica come il rhythm'n'blues e il rock, emulando esponenti della musica nera afroamericana. Si dedicò a diversi generi musicali con estesa discografia, sia come solista che con numerosi gruppi musicali di cui è stato fondatore.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli anni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Nell'infanzia studia la fisarmonica, strumento che lascia per il pianoforte. A dieci anni è attratto dal blues e lo swing. Grazie al cugino Paolo Tosi (ex direttore della Decca London Italiana) ottiene dischi di importazione di Lionel Hampton, Louis Jordan, Count Basie, Golden Gate Quartet, George Shearing, Stan Kenton, Julie London, Nat King Cole e artisti di colore. Ha interesse per sonorità basate su effetti ritmici e riff ossessivi e improvvisazione. In adolescenza, organizza feste musicali nella sua villa di Marzio, nella residenza milanese di piazza della Repubblica e cantine varesine e meneghine, all'epoca luoghi comuni di raduno giovanile. Con un repertorio di cover americane, nel 1952 assembla un quartetto jazz (al sax Paolo Tomelleri) esordiente al Centro Ebraico di Milano (presso lo storico cinema Sant'Eustorgio).

Ghigo e gli Arrabbiati[modifica | modifica sorgente]

Nel 1954, ispirato a una versione di Bing Crosby, presso lo studio di Paolo Tosi registra una reinterpretazione orchestrale di Georgia on My Mind (autore Hoagy Carmichael), ma la Decca non ebbe interesse a produrre una cover americana fatta da un italiano. Il singolo fu riesumato e allegato nel 1963 alla Nuova Enigmistica Tascabile (NET). Nel '54, con l'esordiente chitarrista Giorgio Gaber, al Moto Club di Milano forma il gruppo "Ghigo e gli arrabbiati", esordiente nell'anteprima del Festival Jazz di Milano. Ghigo affina la sua preparazione musicale con amicizi jazz come Enrico Intra, Lelio Lorenzetti, Lino Patruno, Ezio Leoni, Nando De Luca, Ernesto Villa e Fausto Papetti. Dal '54 al '56, gli "Arrabbiati" di Ghigo e Gaber apparirono in locali meneghini come il Tricheco, Taberna Mexico, Arethusa e Capannina e improvvisazioni al cabarettistico Derby. Nel 1956 lascia gli studi per la musica. Al pianoforte nutre un discreto numero di canzoni che gli restituiscono popolarità nei gruppi giovanili di Milano; tra cui Stazione del blues (scritta nel '51, evoluta in Stazione del rock nel '55), la maccheronica Coccinella (non ancora incisa), Bocciato agli esami di riparazione (proposta all'urlatrice Brunetta), e le non incise La Gufa, Il Grillo e la Formica, Jenny Jenny Jenny (adulterazione di Jenny Take a ride), cover di Louis Jordan, Little Richard (suoi virtuali maestri canori), Chuck Berry, Jerry Lee Lewis e sonorità ispirate alle big band. Gli "Arrabbiati", mai in realtà costituirono formazione stabile, ma un alternarsi di artisti, come i chitarristi Ricky Sanna (più tardi in arte Ricky Gianco), il bassista Guidone e il batterista Tony Cicatiello.

Il primo festival del rock and roll[modifica | modifica sorgente]

Ghigo e i ribelli a Roma (1961)

Il 18 maggio del '57 Ghigo è ospite al primo festival del rock'n'roll Trofeo Oransoda, evento patrocinato dalla Democrazia Cristiana con sponsor Oransoda, svolta al Palazzo del Ghiaccio di Milano, organizzata dal ballerino Bruno Dossena (3 volte campione del mondo). Ghigo canta Caldonia di Louis Jordan (ritenuto da Ghigo suo grande ispiratore e primo vero rocker americano). Fu l'ultima volta che Gaber suonò con Ghigo perché il primo proseguirà la sua carriera con Enzo Jannacci . Il festival fu vinto dal Dossena Rock Ballet, accompagnato dalla Original Lambro Jazz Band, a cui seguirono i "Celentano and his Rock Boys". Erronee citazioni dell'assegnazione del Trofeo Oransoda furono pubblicate dalla Curcio Editore e altri editori; il festival fu destinato ad una gara di ballo di rock and roll a cui partecipò la Nazionale francese di ballo acrobatico. Cantanti e band furono ospiti del festival, che in data 20 maggio 2008, fu commemorato per la 2ª volta al Memorial Bruno Dossena al Dancing Apollo di Milano (organizzatore Michele Longo, presidente dell'ass.Happy Days) ove fu consegnata la targa di riconoscimento ai vincitori del '57, quali Lilli Napoli e Giancarlo Gatti, ballerini superstiti del Dossena Rock Ballet. Alla 1ºedizione presente Rai 3, i testimonial Ghigo Agosti e Miki Del Prete (paroliere di Celentano). Ancora Ghigo nella 3º edizione del 2009 a Milano presso il locale la "Casa di Alex". Il 18 maggio del '57, nella mattinata Ghigo vince una rassegna canora patrocinata dal Partito comunista al teatro Smeraldo di Milano.

Santa Tecla, il Tempio di Milano[modifica | modifica sorgente]

Rare apparizioni al Santa Tecla risalgono al '58 con jam accompagnate da musicisti all'istante presi a caso. Il locale era frequentato da Gian Franco Reverberi, Giorgio Gaber, Ricky Gianco, Enzo Jannacci e Adriano Celentano. Nel locale, le serate ufficiali vanno dal '59 e proseguono per anni con la formazione di Enrico Maria Papes (batteria), Giacomo Di Martino (chitarra), Mino Di Martino (basso), che nel '63 formeranno I Giganti. Tra Ghigo e questi nasce una grande amicizia con Mino Di Martino e Francesco Marsella. Il 19/02/60 Ghigo partecipa al festival "Stracortina" (Cortina D'Ampezzo); viene premiato con Giorgio Gaber, Umberto Bindi, Marino Barreto, Miranda Martino e il Quartetto 2 + 2.

La prima incisione ufficiale[modifica | modifica sorgente]

La storia di Coccinella è singolare; scritta nel '56 e incisa nel '57, rimase in sala d'attesa 2 anni (prove registrate su bobina, sono di Italo Gnocchi (On Sale Music record). Quando Ghigo propose al maestro Piero Soffici il brano, durante l'incisione gli addetti ai lavori rimasero scioccati per la novità che questo rock'n roll comportava per l'epoca. Dopo l'incisione timori di censura indussero il produttore Gianbattista Ansoldi ad un ripensamento. La prudenza del produttore comportò 2 anni di congelamento per attendere tempi più maturi per l'audience. L'uscita ufficiale di Coccinella è del periodo autunnale del '59 con migliaia di copie destinate al juke-box. Grazie ad esso il presentatore Rai Mario Riva si accorge di Ghigo invitandolo in tv a Il Musichiere (fine 1959) ove dividerà gli onori con altri urlatori, quali Mina (Baby Gate), Brunetta (Mara Pacini), Tony Dallara, Guidone e altri. 1960, Coccinella dal juke box va nei negozi di dischi per un inevitabile successo. Il disco vende in italia oltre 1 milione di copie (dato Peer Southern Music, label proprietaria dei diritti editoriali) che in estate raggiungono il culmine dell'audience.

Coccinella a Stazione del Rock[modifica | modifica sorgente]

Azzeccata la strategia di Gianbattista Ansoldi; se il disco fosse uscito nel '57 non avrebbe trovato la fortuna del '60. Ghigo però fu censurato dalla commissione Rai, che scoprì un'ispirazione alla parigina "Madame Coccinelle", un travestito che nel 1958 si sottopose a un intervento chirurgico per cambiare sesso. Complica la situazione l'arrivo a Milano di Madame "Coccinelle" (1960) danzante in coppia con Ghigo di fronte a gente benpensante e giornalisti imbarazzati. La censura Rai colpì ancora l'artista sulle canzoni Banana frutto di moda, Bella ragazzina di Verona e Dai fa la brava (non scritta da Ghigo, costretto dall'editore a cantarla); brani considerati "equivoci" per la concupiscenza dei testi. Ma secondo l'artista (dal libro La felicità costa un gettone), il motivo della censura non fu legato al testo delle sue canzoni, ma al suo modo di cantare non accettato da professori Rai che sindacarono l'interpretazione canora non consona per lo standard musicale di radio e TV. Secondo critici musicali anni '90, la concupiscenza delle canzoni di Ghigo fu un pretesto per intimidire cantanti con velleità alternative (non servì a nulla, altri esempi come I Giganti e Gaber si ribellarono, e altre generazioni proseguirono sulla scia). Radio e televisione non furono più accessibili all'urlatore, a cui rimase stampa, juke box, festival e tour. Questo rock and roll fu giudicato nel 2005 da Radio RAI 2[1] tra i 10 migliori brani italiani del Novecento; quando il disco esordì, sul retro apparve Stazione del Rock, la cui prima registrazione (c/o studio di Paolo Tosi) risale al '55, con incisione su vinile del '57. Coccinella trova fertilità sul mercato francese e spagnolo nel 1961 e in Italia con la 2ª edizione Coca-Cola. Il brano è noto e suonato in tutto il mondo, con versioni ad opera di svariati artisti di ogni nazionalità, come Juan Alegre che pubblicò nel '60 Coccinella rititolandola Jo te quiero, Paul White (UK), in seguito in Italia il rocker Guidone, Enzo Maugeri, Pino Donaggio, Ivan Cattaneo in Italian Graffiati (1981), Giulio Todrani (padre di Giorgia), dal 1992 al 2007 altri artisti italiani: il gruppo catanese Francois e le coccinelle (che prende il nome proprio dalla canzone), gli Spot Band, Mauro Tallevi, The Sweaters, Little Taver and his crazy alligators e una emblematica celebrazione nel film Radiofreccia di Ligabue del 1998. Dal punto di vista storico, Coccinella e Stazione del Rock sono considerati due brani pionieristici; non pochi esperti del settore, critici e collezionisti del vinile li considerano i primi rhytm'n'blues e rock'n'roll della storia italiana e forse europea.

Sulla scena e sul vinile[modifica | modifica sorgente]

Il suo stile fu caratterizzato da una voce impetuosa, densa di frenesia, e da una forte presenza scenica (riduceva a brandelli le sue camicie, si muoveva come un contorsionista, scendeva dal palco scatenando la folla). Durante i festival si impadronì del palco con improvvisazioni vocali e jam session. All'avanguardia nel mercato discografico italiano, si prodiga in più generi, dal Rock and roll al Blues Scalogna e carcere, il cha cha cha Banana frutto di moda, il ballad Solo con me, il Twist Baby Twist Me e il Tango rock Non avrei mai creduto. Forte la vendita dei dischi, che mirata ai vertici delle classifiche; fra i suoi successi si possono citare i R&R Coccinella, Allocco tra gli angeli e No al Demonio, il R&B Stazione del Rock, Conosco Jenny, il soul di Non voglio pietà, il beat Ciao e l'Orsacchiotto nero e lo sperimentale James Brown dice io dico.

Manifesto del Partito dell'Urlo - 1960

Dal 1959 al 1969 fu uno degli artisti più apprezzati dai produttori e manager dell'epoca; macina tours, serate e manifestazioni come il Festival dell'Urlo (prodotto da Ghigo), della Canzone (1960 in poi), del Juke Box (1961 in poi), del Twist (1963), del Rock'n roll (dal 1957 al 1961), ad eccezione del Cantagiro e del Festival di Sanremo che mai lo ospitarono.

il Partito estremista dell'urlo[modifica | modifica sorgente]

Ghigo al Festival dell'Urlo del 1961

Nel 1960, con una fazione di urlatori sovversivi, istituisce il Partito estremista dell'urlo, finalizzato a contrapporsi ai cantanti melodici e alla politica canora della RAI.

Con questi alleati, organizza sino al 1963 edizioni del Festival dell'Urlo, live dove nessuno era in competizione, senza vincitori e né vinti. I primi urlatori aggregati a Ghigo furono: Brunetta, Guidone, Little Tony, Babette e Tony Renis. Dal 1961, la compagine si ampliò con Dyna Mitt, Lidia La Gatta, Fausto Denis, Jerry Pryel, Fred Ciclone, Cucciolo Di Lernia, Joe Tornado, Riki Sanna, Rik Valente, Angela, Fred Ciclone, Pino Donaggio, Paula, Pino Vinci e Clem Sacco[2].

Tali urlatori seguirono Ghigo in edizioni del festival del juke-box, prodotto da Ghigo.

La svolta demenziale[modifica | modifica sorgente]

Ghigo è un precursore del rock demenziale con l'amico Clem Sacco); l'ispirazione sul genere gli nasce da adolescente, assimilando spunti demenziali da film di Alberto Sordi, ritenuto dall'artista l'inventore del genere. Il primo demenziale è Banana frutto di moda (1960), seguito dal rock'n roll No! al demonio, dal blues rurale Scalogna e carcere (1961) e Tredici vermi col filtro (ispirata al famoso scandalo di sigarette avariate, 1962). Fece molto discutere il demenziale Banana frutto di moda considerato concupiscente; inedito, fu presentato nel 1959 al Festival di San Severino Marche (presente Brunetta, in anagrafe Mara Pacini) e al Teatro Orfeo di Milano, sotto la direzione del maestro Piero Soffici (padre di Roberto Soffici). Erronea datazione del brano fu pubblicata sull'Enciclopedia del rock italiano; il disco fu presentato al Festival "Sei giorni della canzone" di Milano nel 1960, ove Ghigo (con Allocco tra gli angeli) si classificò primo in prima serata, secondo nelle seguenti e terzo nell'ultima.

Canzoni per cantanti e videoclip[modifica | modifica sorgente]

Ghigo in un'immagine del film "Allocco tra gli angeli"

Nel 1960, Ghigo scrive per Fred Bongusto esordiente con Bella bellissima; Nel 1965 Una cosa di nessuna importanza per Nicola Di Bari e Se amo un ragazzo da una cantante fuggita dal Clan Celentano in arte Ketty (Milena Cantù (moglie di Fausto Leali) (ex fidanzata di Adriano Celentano, lasciata per unirsi a Claudia Mori). Attore protagonista, recita nel film Allocco tra gli Angeli (commedia, omonimo titolo della Hit del 1960), pellicola scomparsa e mai proiettata perché stroncata in anteprima per cause censorie. L'Istituto Luce salvò due spezzoni per fare due videoclip da proiettare nei cinegiornali: Attenzione alle banane (Banana frutto di moda), ove ragazze ironicamente divorano banane, e l'altro fu l'omonimo "Allocco tra gli Angeli" (rock'n roll martellante i juke box) è Animali per cantare, che vide Ghigo rinchiuso in una clinica per malattie nervose. Nel '60 altri due videoclip, Coccinella (estratto dal "Musichiere") e "Rock lo scatenato", primo Carosello rock con Ghigo prigioniero in gabbia e costretto a bere la terapeutica camomilla Bonomelli (archivio Rai Trade). A Roma nel 1961, accompagnato dal gruppo de I Ribelli, trionfa al Festival rock'n roll in una memorabile performance interrotta dai vigili urbani, evento conservato dall'Istituto Luce. Altri filmati: "La mia Passeggiata" (festival delle Rose 1967, Teche Rai) e "James Brown dice...io dico!!" (festival "Off-Off" 1969 Teche Rai).

Ghigo e i Goghi[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo d'oro del beat, presidia scene alternative con la band "Ghigo e i goghi", formazione live che dal '64 al '69 lo accompagnò con artisti come: Ricky Gianco (chitarra), Guidone (basso), Roberto Frizzo (chitarra), Gilberto Zilioli (chitarra), Claudio Corazza degli Shadows (chitarra), Claudio Pansera (batteria, detto "Jimmy"), Fabrizio Cappetti (bassista, detto "Iccio"), l'inglese Paul White (basso), Leandro Gaetano (sax baritono), Lelio Lorenzetti (tromba), Luciano La Neve (trombone), Paolo Tomelleri (sax tenore-baritono), Francis Plasheye (sax tenore), Enrico Maria Papes batteria dei Giganti, Gianfranco Dapieve (detto "Bennet", batteria), Henry Granfuck (batteria) e Salvatore Toto Cutugno (allora batterista). Con i Goghi, durante il 1966 svolge nella penisola una lunga tournée appaiata al cantante Antoine.

Mister Anima[modifica | modifica sorgente]

Mister Anima. Indecifrabile personaggio costruito sulla personalità multicolore di Ghigo, ancora una volta tornato alla ribalta. Lo pseudonimo fu creato dal grafico, disegnatore e pittore milanese Mario Moletti che realizzò la copertina del 45 giri Non voglio pietà incisa nel '66 per la Bluebell. Numerosissime riviste d'epoca furono tempestate di immagini di questo strano e innovatore artista, apparso essere un americano in cerca di fortune. Esprimeva il suo cantato con accento americano; prima e dopo gli spettacoli fu caccia all'uomo, cronisti, inviati stampa e curiosi si affannarono per identificare un artista che con astuzia, tenne i ficcanaso a distanza di sicurezza. Chi riuscì ad avvicinarlo, doveva conversare in inglese, Mister Anima non parlava italiano. Nel 1967 fu intervistato su una goletta ormeggiata a Viareggio ospitante calche di paparazzi e intervistatori che invano tentarono di scoprire chi si celava sotto le occulte spoglie di un enigmatico dalla parvenza profetica. I suoi live furono caratterizzati da una voce negroide, capacità dettata dalla capacità di modulare notevolmente il timbro vocale. Il saio incappucciato, vari travestimenti, barba-baffi e abbronzature fecero il resto, rendendolo misterioso per il pubblico e la stampa. Il travestimento di Mister Anima, cessò di nascondere l'identità di Ghigo al "Festival delle Rose" del 1967; per esigenze televisive gli fu imposto di dichiarare il suo vero nome.

Rico Agosti[modifica | modifica sorgente]

RICO 1968

Nei negozi di dischi e nei juke box ecco un curioso artista con il cognome identico di un "altro" cantante con voce simile. L'infaticabile Ghigo; con altro pseudonimo canta L'Orsacchiotto nero (presentato in gara a Un disco per l'estate 1968) e lo spiritoso dixieland La Boutique, brani abbastanza gettonati nel 1968. I brani vanno sul mercato francese con la versione Ourson noire e negli Stati Uniti / Gran Bretagna con le versioni Small Black Bear / The Boutique.

Probus Harlem[modifica | modifica sorgente]

Nel '68 nuovo cambio di immagine con lo pseudonimo "Probus Harlem" su due 45 giri che "strizzano l'occhio" ai Procol Harum e al duo Sam & Dave. Rivistazioni di A Whiter Shade Of Pale e Homburg e gli effevescenti brani Love, drug and sex e Hold I'm coming (adulterazione di "Hold on I'm coming di Sam & Dave) con una discreta vendita discografica all'estero. Nei dintorni delle scene non è inosservato; il suo stravagante look è adornato da un innocuo serpente chiamato "pippo" che lo accompagna sino al successivo cambio di immagine, da "Ghigo Agosti" a "Black Sunday Flowers".

Teatro d'avanguardia[modifica | modifica sorgente]

Off Off 1969

Nel 1969 trionfò allo spettacolo multimediale "Off-Off" al teatro Manzoni di Milano con il brano James Brown dice...io dico!!!. Per durata e struttura, fu letto come esperimento nel rock psichedelico, ottenuto rivisitando It's a Man's, Man's, Man's World di James Brown. Rovesciò l'etica del testo originale in una teatrale interpretazione di protesta. Nel tempo delle trasformazioni sonore, si rivelò innovatore del "teatro d'avanguardia"; la sua creatività durante gli show creò fusione tra musica e teatro ed elementi che richiamarono l'attenzione di alcuni attori teatrali, tra i quali Vittorio Gassman (da Doppio Manifesto-N°67 del 1969).

Black Sunday Flowers[modifica | modifica sorgente]

Ultima formazione dal 1971 al 1974: il trio "Black Sunday Flowers", Ghigo (voce-organo), i musicisti J.F. Bennet (pseudonimo di Gianfranco Dapieve, batteria) e Paul White (basso) che coronarono un repertorio sperimentale jazz/rock progressivo e improvvisativo. Tali sonorità lo portarono a festival alternativi: Festival di Re Nudo (parco lambro '74), e successivi tributi al festival di Woodstock, anche a distanza di molti anni, come nel 1998 alla 3 giorni Fuori dal Mondo sulle alture di Genova, dove si cimentò con il figlio Matteo Agosti al basso (produttore dell'evento) e il batterista genovese Antonio Abbondanza. I Black Sunday Flowers pubblicarono un solo 45 giri prodotto dalla Bla Bla, avente a lato B Hot Rock e lato A Madness, jazz rock di contaminazione soul stile 007; il disco però non rispecchiò l'identità del trio, che dal vivo presentava un repertorio jazz rock progressivo strumentale.

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Divise il grande palco con artisti internazionali, prima con Jimi Hendrix (Piper di Milano 1966), poi dal 1968 al 1974, Elton John (Palasport di Genova), Isaac Hayes (Teatro Alcione di Genova) e altri artisti stranieri; con esso suonano musicisti come il bassista Livio Sanfilippo, il chitarrista Roberto Giuliani (zio di Carlo Giuliani) e il batterista Sandro Lorenzetti, fondatori della progressive band dei Maxophone nel 1973. Nel 1971 viene chiamato da Pino Massara a siglare con Madness il motivo principale dell'omonimo film Madness gli occhi della luna di Cesare Rau (con lo pseudonimo di Black Sunday Flowers); nel 1972 collabora come comparsa nel film di Francesco Rosi Il caso Mattei e nel 1980 è protagonista di un episodio RAI Lezione di italiano.

Abbandono delle scene, fotografia e giornalismo[modifica | modifica sorgente]

Verso il tramonto della attività musicale, nel '69 inizia l'attività fotografica. Dal 1970 la Virgin lo assolda per servizi fotografici in Italia e Regno Unito, come al Castello di Manchester, dove lega con artisti importanti; tra i primi i Gong di Daevid Allen. Nel '74 abbandona le scene. Dal '74 sviluppaanche l'attività giornalistica in molte direzioni: moda, cronaca nazionale, teatro, salute, medicina, sport, mistero, scienza, società, medicina e religione. Lavora su copertine e recensioni per le major discografiche mondiali fondando una celebre agenzia foto-giornalistica ospitante celebri artisti provenienti da tutto il mondo. A Milano, l'esterno del suo studio di via Mario Giuriati è sempre affollato; studenti chiedono autografi per la repentina presenza di personalità. Spiccano stranieri come i Genesis, Police, Peter Hammill e altri, o italiani come Gianna Nannini, Franco Battiato, Enrico Ruggeri più un incalcolabile numero di artisti e personaggi televisivi, tutti impressi sulle diapositive dell'Agosti, al tempo richiesto da editori come Arnoldo Mondadori Editore, Rusconi, Rizzoli e riviste come Famiglia Cristiana. Per anni con Roberto Frizzo, appare nei locali jazz milanesi a improvvisare con i maggiori jazzisti della scena milanese.

Il ritorno degli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 la Toast Records di Giulio Tedeschi inserì una canzone di Mister Anima, "Non voglio pietà", nella compilation "Oracolo", dedicata ai vecchi e ai nuovi artisti rappresentativi della psichedelia italiana. Nel 1990 rientra sulle scene al Roxy Bar di Red Ronnie che lo ospita più volte a celebrare gli anniversari degli anni cinquanta e sessanta. Nel periodo, la On Sale Music Records di Italo Gnocchi promuove in diverse compilation hit storiche di Ghigo. Altre hit anche riproposte nelle edicole nella serie quei meravigliosi anni 60. Nel 1992 le due hit Madness e Hot Rock (Black Sunday Flowers) furono raccolte nella compilation rock-psichedelica Tarzan prodotta da Pino Massara della Bla Bla. Di rilievo è il cd del 1993 Gli avanzi di Ghigo prodotto dalla Peer Southern, che raccoglie vecchie hit e nuove canzoni sulla mai sopita vena rock del pioniere italiano. Nel 1994 la canzone Coccinella è inserita nella compilation Balliamo prodotta da Pino Donaggio. Su vinile 33 giri La Cosa (1995-Musicando), opera prog-sperimentale nella vena improssivativa di Ghigo. Poi il doppio Cd del 1996 Frammenti di preghiera (Musicando), opera sperimentale religiosa, con salmi musicati e recitati. Sino al 2007 altre incisioni a carattere religioso: i due Cd Preghiere Semplici e Risveglio in preghiera, L'esperimento mix di inediti prog-sperimentali (anni 90'), il Cd Ghigo Coccinella con nuove canzoni e hit d'epoca adulterate al computer. Poi May Gaar con grandi classici jazz della sua adolescenza con Roberto Frizzo, ai tempi chitarrista dei Ghigo e i goghi. Nel 2010 la sua canzone Allocco tra gli angeli viene inserita nella colonna sonora della seconda edizione di Tutti pazzi per amore (nel finale della puntata del 25 aprile).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Per anni organizza feste musicali nel proprio salotto con artisti da ogni dove, per notturne jam session private.
  • Ama lo sport, in particolare il nuoto, disciplina in cui ottiene buoni risultati e della quale diverrà istruttore/allenatore presso la piscina Cozzi di Milano.
  • Il suo talento si è espresso anche attraverso altre forme artistiche: crea alcune delle sue copertine discografiche, poesia, pittura, fumetti e rare apparizioni teatrali.
  • Durante l'incisione del disco Cd "frammenti di preghiera" (1993, Peer Southern Milano) in apertura c'è un mini brano titolato "intro". Con l'esplicito intro a "gloria a Dio", Ghigo sancisce la svolta spirituale della sua vita, dedicando opere musicali al Dio nostro signore. Non è solo svolta musicale, ma un abbandono al passato musicale anticonformista. Dal 2001-2011, fu segnalato sulla cronaca locala di Broni e Stradella come membro giuria del premio "Claudio Flocchi" e sostenitore della cristianità.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Ghigo e gli arrabbiati[modifica | modifica sorgente]

Ghigo[modifica | modifica sorgente]

  • 1961 - No! Al demonio/Scalogna e carcere (lettera a Giuseppe) - (Primary CRA 91797, 7")
  • 1961 - Si titubi, tu titubi/Tredici vermi col filtro - (Primary CRA 91812, 7")
  • 1962 - Babe twist me/Peppermint Twist - (Ri-Fi, 7")
  • 1962 - Bella ragazzina di Verona/Solo con me/Dai fa la brava - (EP Primary CRA 91913, 7")
  • 1963 - Georgia on my mind (Net - Ri-Fi, 7")

Ghigo e i Goghi[modifica | modifica sorgente]

  • 1964 - Ciao/Conosco Jenny/Non avrei mai creduto - (Disco tris Fantasy FS 1007, 7")
  • 1965 - I'Got you/Memphis Tennesse - (inedito) - Musicando) 33giri 1995
  • 1966 - In the midnight hour/Sunny afternoon - (inedito) - Musicando 33giri 1995
  • 1967Day dream/Out side - (inedito) - Musicando 33giri 1995

Mister Anima[modifica | modifica sorgente]

  • 1966 Non voglio pietà/Solitude time - (Bluebell BB 3174, 7")
  • 1967 - La mia passeggiata/L'attrazione - (Bluebell BB 3185, 7")

Probus Harlem[modifica | modifica sorgente]

  • 1967 - A whiter shade of pale/Hold I'm coming - (Bluebell BB 3182, 7")
  • 1967 - Homburg/Love,drug and sex - (Bluebell BB 3191, 7")

Rico Agosti[modifica | modifica sorgente]

  • 1968 - L'orsacchiotto nero/La Boutique - (Melody MD 603, 7")
  • 1968 - The boutique/Small black bear - (Melody MD 603, A - versione Usa e Uk, 7")
  • 1968 - Ourson noire/La Boutique - (Melody MD 603, B - versione francese, 7")

Ghigo Agosti[modifica | modifica sorgente]

  • 1969 - James Brown dice...io dico!!!/Io dico!!!! (parte seconda) - (Belldisc BD 8027, 7")

Black Sunday Flowers[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Videoclip[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Palinsesto e archivio teche RAI 2005
  2. ^ Rodolfo D'Intino, Il conclave dell'urlo, pubblicato su Sorrisi & Canzoni, 1961
  3. ^ a b c d e tiratura limitata a 100 cofanetti prodotti dal figlio Matteo Agosti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Altre fonti[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]