Gesang der Jünglinge im Feuerofen

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Gesang der Jünglinge im Feuerofen
Compositore Karlheinz Stockhausen
Tipo di composizione Musica sacra
Musica elettroacustica
Musica seriale
Numero d'opera 8
Epoca di composizione 1955-1956

Gesang der Jünglinge im Feuerofen (letteralmente "canzone della gioventù nella fornace ardente") è una celebre composizione di musica elettroacustica scritta dal compositore d'avanguardia tedesco Karlheinz Stockhausen. L'opera venne realizzata nel periodo 1955–56 nello studio Westdeutscher Rundfunk di Colonia ed è l'opera numero 8 nel catalogo del compositore. Le parti vocali furono affidate al dodicenne Josef Protschka che diventerà un tenore piuttosto famoso.

L'opera, generalmente descritta come "il primo capolavoro della musica elettronica"[1][2] e "un'opera vera e propria, nel senso più enfatico del termine"[3], è significativa per il suo integrare e miscelare insieme suoni elettronici e voce umana per mezzo di risonanza e altezza così creando dei fonemi elettronici liberi dalle limitazioni legate alle figure degli strumentisti. In questo modo, per la prima volta furono riuniti con successo i due mondi opposti della tedesca "Elektronische Musik", fatta di suoni esclusivamente elettronici, e della "Musique Concrète" francese, che trasforma in musica la registrazione di eventi acustici casuali o predeterminati. Gesang der Jünglinge è celebre anche per il suo precoce uso della spazialità, l'opera era originariamente stata pensata per cinque canali audio, in seguito ridotti a soli quattro canali (prima mono e poi stereo per la pubblicazione commerciale) per coinvolgere l'ascoltatore in un'esperienza sonora di carattere totale. Durante la composizione di Gesang der Jünglinge, Stockhausen tentò di espandere quanto fatto nei precedenti lavori di Anton Webern, e compose l'opera come un lavoro di serialismo totale, con la serializzazione di altezza, durata, dinamica sonora e timbro di ogni suono elettronico e vocale.

Origine e storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 1954, Stockhausen concepì l'idea di una composizione in forma di messa per suoni elettronici e voce. Secondo quanto affermato dal suo biografo ufficiale, Stockhausen considerava questa messa come un'opera sacra, scritta con profonda convinzione, e chiese al suo mentore, il direttore del WDR Electronic Studio Herbert Eimert, di scrivere una lettera alla diocesi dell'arcivescovado di Colonia per chiedere il permesso di eseguirla nella cattedrale della città. Stockhausen restò amaramente deluso quando la richiesta venne respinta con la motivazione che nella chiesa non si sarebbero potuti installare gli altoparlanti[4].

Struttura e forma[modifica | modifica wikitesto]

Nella composizione sono presenti tre elementi di base: la registrazione vocale trattata del ragazzino soprano, le formule matematiche generate elettronicamente trasposte in suono, e le pulsazioni generate elettronicamente. Ognuno di questi elementi può essere impiegato lungo una scala che va dal relativamente semplice a strutture di complessità estrema, strutturate in maniera statistica.[5] Queste ultime compaiono per la prima volta nella musica elettronica di Stockhausen proprio in Gesang der Jünglinge, e traggono la loro origine dagli studi fatti da Stockhausen tra 1954 e il 1956 con Werner Meyer-Eppler alla University of Bonn.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Decroupet, Pascal, and Elena Ungeheuer. 1998. "Through the Sensory Looking-Glass: The Aesthetic and Serial Foundations of Gesang der Jünglinge." Perspectives of New Music 36, no. 1 (Winter): 97–142.
  • Frisius, Rudolf. 2008. Karlheinz Stockhausen II: Die Werke 1950–1977; Gespräch mit Karlheinz Stockhausen, "Es geht aufwärts". Mainz, London, Berlin, Madrid, New York, Paris, Prague, Tokyo, Toronto: Schott Musik International. ISBN 9783795702496
  • Heike, Georg. 1999. "Die Bedeutung der Phonetik in der Vokalkomposition von Stockhausen." In Internationales Stockhausen-Symposion 1998. Musikwissenschaftliches Institut der Universität zu Köln, 11. bis 14. Novembre 1998. Tagungsbericht, pubblicato da Imke Misch & Christoph von Blumröder, 206–16. Saarbrücken: Pfau-Verlag.
  • Kirchmeyer, Helmut. 2009. "Stockhausens Elektronische Messe nebst einem Vorspann unveröffentlichter Briefe aus seiner Pariser Zeit an Herbert Eimert". Archiv für Musikwissenschaft 66, no. 3:234–59.
  • Kohl, Jerome. 1998. "Guest Editor's Introduction" to "A Seventieth-Birthday Festschrift for Karlheinz Stockhausen (Part One)". Perspectives of New Music 36, no. 1 (Winter): 59–64.
  • Kurtz, Michael. 1992. Stockhausen: A Biography, tradotto da Richard Toop. London and Boston: Faber and Faber. ISBN 0571143237 (cloth) ISBN 0-571-17146-X (pbk)
  • Simms, Bryan R. 1986. Music of the Twentieth Century: Style and Structure. New York: Schirmer Books. ISBN 0028725808
  • Stockhausen, Karlheinz. 1958. "Musik und Sprache". Die Reihe 6:36–58. (edizione inglese intitolata Music and Speech 1964:40–64.)
  • Stockhausen, Karlheinz. 2009. Kompositorische Grundlagen Neuer Musik: Sechs Seminare für die Darmstädter Ferienkurse 1970, pubblicato da Imke Misch. Kürten: Stockhausen-Stiftung für Musik. ISBN 978-3-00-027313-1
  • Toop, Richard. 1981. "Stockhausen's Electronic Works: Sketches and Worksheets from 1952-1967." Interface 10:149-97.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simms, 1986,, pag. 391
  2. ^ Kohl, 1998, pag. 61
  3. ^ Decroupet & Ungeheuer, 1998, pag. 97
  4. ^ Kurtz, 1992, pag. 82
  5. ^ Decroupet & Ungeheuer, 1998

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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