Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)

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Gesù di Nazareth
Paese Italia, Regno Unito
Anno 1977
Formato miniserie TV
Genere sceneggiato televisivo
Puntate 8
Durata 480 min
Lingua originale italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 1.33 : 1
Colore colore
Audio mono
Crediti
Regia Franco Zeffirelli
Sceneggiatura Anthony Burgess, Suso Cecchi D'Amico, Masolino D'Amico, David Butler
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Armando Nannuzzi e David Watkin
Musiche Maurice Jarre
Scenografia Gianni Quaranta
Costumi Marcel Escoffier e Enrico Sabbatini
Casa di produzione Rai - Radiotelevisione italiana - ITC-Incorporated Television Company
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 27 marzo 1977
Al 24 aprile 1977
Rete televisiva Rai Uno

Gesù di Nazareth è uno sceneggiato televisivo del 1977 diretto da Franco Zeffirelli.

Trasmesso su Rai Uno in otto puntate,di un'ora ciascuno, mandate in onda dal 27 marzo al 24 aprile[1], ottenne un grande successo di pubblico tanto da essere più volte replicato, specialmente in occasione del Natale o della Pasqua.

Il successo della serie valicò i confini nazionali dell'Italia tanto da avere - anche in virtù della coproduzione britannica - risonanza internazionale. Negli Stati Uniti TV Guide la definì "la miglior miniserie televisiva di tutti i tempi" [2].

Indice

[modifica] Autori

La sceneggiatura - che traccia la vita di Gesù Cristo (interpretato da Robert Powell) attraverso il racconto dei Vangeli - fu realizzata da Anthony Burgess, Suso Cecchi D'Amico, Masolino D'Amico e David Butler, con l'apporto dello stesso Franco Zeffirelli e la consulenza di Pier Emilio Gennarini.

Le scenografie erano opera di Gianni Quaranta mentre i costumi sono dovuti a Marcel Escoffier e Enrico Sabbatini.

Autore della musica è stato Maurice Jarre mentre la fotografia è firmata da Armando Nannuzzi e David Watkin.

[modifica] Critica

Sebbene sia rubricato dalla critica televisiva e dalla stessa Enciclopedia della televisione[3] come sceneggiato, l'opera televisiva di Zeffirelli fa da spartiacque fra il tradizionale format televisivo fino ad allora adottato dalla televisione pubblica italiana e le successive megaproduzioni in stile kolossal che avrebbero contraddistinto la produzione del genere nei decenni successivi.

Nello sceneggiato viene fatto ampio ricorso a scene di massa con un numero notevole di comparse ed un equilibrio di genere più cinematografico che televisivo in termini di riprese in interni ed in esterni. La co-produzione con la britannica ITC consentì l'impiego di un cast internazionale di alto livello che prevedeva l'impiego di attori molto conosciuti tanto in ambito cinematografico che televisivo.

L'opera di Zeffirelli intendeva offrire secondo la produzione[3] un affresco teso a distruggere "la mitologia del Cristo per fare di Gesù un vero uomo, non un personaggio di favola". In realtà, "i costumi e le scene, che ostentano la cura del particolare e la raffinatezza del gusto, fanno da cornice e fondo alle pennellate assai oleografiche del regista".

[modifica] Censure sul testo del Vangelo

  • Nella scena del Magnificat, si è scelto di non far pronunciare a Maria le parole più forti del testo, rivolte contro i potenti e i ricchi:
« ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote. »

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: Sche Rai Teche
  2. ^ Tbn.org
  3. ^ a b Fonte: Grasso A. (a cura di ), Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2008

[modifica] Collegamenti esterni

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