Gertrude Lawrence

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Gertrude Lawrence, pseudonimo di Gertrud Alexandra Dagmar Klasen (Londra, 4 luglio 1898New York, 6 settembre 1952), è stata un'attrice e cantante britannica.

Gertrude Lawrence, 1951

Gertrude Lawrence è stata una delle stelle del teatro inglese ed americano più popolari della sua epoca, musa ispiratrice di autori quali George Gershwin, Noel Coward, Rodgers e Hammerstein, Cole Porter, Kurt Weill e Daphne du Maurier.

Prima parte della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Di umili origini, cresciuta a Londra, nel popolare quartiere di Clapham, la Lawrence già da bambina frequenta la scuola di recitazione di Italia Conti, un'istituzione nell'Inghilterra dell'epoca. Lì conosce un giovanissimo Noel Coward con il quale instaura fin dagli inizi una forte amicizia che risulterà, in seguito, in collaborazioni destinate a segnare la storia del teatro britannico. Per lei Coward scriverà alcuni dei suoi capolavori più apprezzati come Vite private, Spirito allegro e Tonight at 8:30.[1]

Da teen-ager, Gertie (diminutivo con il quale era nota) si unisce al padre, un vecchio attore da music hall con una certa propensione all'ubriacarsi in scena. Con lui si esibisce in due tournée del paese fino a quando il genitore, riceve una scrittura in Sud Africa e parte abbandonando la figlia al suo destino. Gertie si dà fare sopravvivendo come meglio può finché l'impresario André Charlot (uno dei più grossi produttori del West End dell'epoca) le offre di fare da sostituta alla diva comica Beatrice Lillie e di apparire come ballerina di fila nella sua ultima intimate revue, un genere di rivista molto in voga negli anni '10 e nel quale gli inglesi erano specializzati. La Lawrence ricopre simili ruoli in altri spettacoli dello stesso genere e in questo periodo si sposa con un direttore di scena 20 anni più grande di lei. Il matrimonio è di breve durata ma da esso nasce l'unica figlia di Gertrude: Pamela.[2]

Seguono due anni nel cabaret durante i quali conosce il Capitano Philip Astley, un nobiluomo che diventa suo amante e che le insegna a vestirsi e come comportarsi nell'alta società della quale diventerà una beniamina.[3]

Nel 1921, Charlot le chiede di rimpiazzare Beatrice Lillie ammalata, dandole il ruolo di prima donna della sua ultima produzione, A to Z, con Jack Buchanan. In essa Gertrude Lawrence introduce la canzone che diventerà uno dei suoi cavalli di battaglia: "Limehouse Blues".[4]

Nel 1923, Noël Coward scrive la sua prima rivista, London Calling!. Sempre prodotta da Charlot questa ebbe un tale successo che una seconda viene realizzata l'anno dopo per essere portata a Broadway. Il trionfo in America consacra Gertrude Lawrence come nuova stella indiscussa del teatro inglese e americano. La canzone Parisian Pierrot di Noel Coward sarà un altro dei grossi successi discografici della Lawrence.[5]

Seconda parte della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Quando la Charlot's Revue of 1926, apre a Broadway il critico Alexander Woolcott (conosciuto come il "macellaio" di Broadway per la sua severità) scrive della Lawrence: "è la personificazione dello stile e della sofisticatezza, l'ideale della star!".[6] Questo è l'ultimo spettacolo di Gertie per Charlot. Alla fine dello stesso anno diviene la prima attrice britannica ad essere protagonista di un musical americano: Oh, Kay!. Un musical scritto appositamente per lei da George e Ira Gershwin. Un grosso successo che la Lawrence, più tardi, porta anche nel West End londinese e che le fa aggiungere un ennesimo successo discografico alla sua oramai lunga lista: la celebre Someone to Watch Over Me.[7] A questo seguono altri progetti fra cui i trionfi con Coward in Vite private e Tonight at 8:30 e il musical Nymph Errant, l'unico scritto da Cole Porter per un teatro inglese (l'Adelphi di Londra).

Nel 1940 Gertrude sposa Richard Aldrich, proprietario della Cape Playhouse e col quale rimarrà sposata fino alla propria morte nel 1952.[8]

Nel 1940 la Lawrence torna al teatro musicale con uno dei suoi più grossi successi: Lady in the Dark, un tour de force scritto per lei da Kurt Weill, Ira Gershwin e Moss Hart. Il New York Times la definisce "una dea" e il New York Herald Tribune la chiama "la più grande attrice del teatro americano".[9]

Dal '45 al '47 la Lawrence è impegnata nelle repliche, a Brodway e in tournée, di un revival del Pigmalione di George Bernard Shaw, il quale inizialmente non è entusiasta di fronte all'idea di una Lawrence oramai matura nei panni della sua giovane fioraia.[10]

Nel 1948, la Lawrence torna in Inghilterra per apparire in una commedia scritta apposta per lei da Daphne du Maurier ma, in una nazione a pezzi dopo la guerra, l'impatto dell'attrice è scarso e questo ha un effetto devastante su Gertrude che rende la vita impossibile a colleghi e amici. Secondo una biografia autorizzata del 1993 sulla scrittrice Margaret Forster, in questo periodo Gertrude Lawrence avrebbe iniziato una relazione clandestina con la du Maurier, come testimoniano le lettere d'amore fra le due pubblicate nella biografia della Forster.[11] La Lawrence e la du Maurier erano entrambe bisessuali e la Lawrence ebbe anche una relazione con il padre della du Maurier, il celebre attore Gerald.[12]

Yul Brynner e Gertrude Lawrence nel musical Il re ed io

Nel 1950, il manager di Gertrude propose a Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II di scrivere un nuovo musical per la sua cliente. Il risultato fu The King and I per il quale la Lawrence vinse il Tony Award come miglior attrice. Al suo fianco la stella emergente: Yul Brinner. Purtroppo il successo viene spezzato dalla cattiva salute e di lì a poco Gertrude Lawrence muore.[13]

Carriera cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua carriera, Gertrude appare in pochissimi film. Il suo esordio sullo schermo lo fa nel 1929 nel musical The Battle of Paris, dove canta due canzoni di Cole Porter. La Paramount le dà la parte solo dopo che una sua produzione chiude i battenti a Broadway. Non avendo altri impegni nel futuro immediato, Gertrude accetta. La storia è ambientata a Parigi, ma viene girata a Long Island, negli studi della compagnia di produzione. La pubblicità del film enfatizza la sua partecipazione in qualità di cantante ma il film, definito da un critico una "floperetta", non ha successo.

Nel 1932, appare in tre lungometraggi: un adattamento della commedia Aren't We All?, diretta da Harry Lachman; Lord Camber's Ladies, prodotto da Alfred Hitchcock e diretta da Benn W. Levy, a fianco di Gerald du Maurier; e No Funny Business con Laurence Olivier. Nel 1935, appare nei panni di Mimì, la protagonista di La boheme. L'anno seguente, affianca Charles Laughton e Elsa Lanchester in un film sulla vita del pittore Rembrandt, diretto da Alexander Korda

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1968 la 20th Century Fox porta sullo schermo la biografia filmata dell'attrice, interpretata da una Julie Andrews all'apice della carriera. Un giorno... di prima mattina (Star!), però, non incontra il favore del grande pubblico e, nonostante sia una delle produzioni hollywoodiane più sfarzose e conquisti 7 nomination all'Oscar, fa fiasco al botteghino.[14]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morley, Sheridan, Gertrude Lawrence. New York, New York: McGraw-Hill 1981
  2. ^ Morley, pp. 16-21
  3. ^ Morley, pp. 63-64
  4. ^ Morley, pp. 35-37
  5. ^ Morley, pp. 44-54
  6. ^ Morley, pp. 57-58
  7. ^ Morley, pp. 61-69
  8. ^ Morley, pp. 134-37
  9. ^ Morley, pp. 142-51
  10. ^ Morley, pp. 164-68
  11. ^ Forster, Margaret, Daphne du Maurier: The Secret Life of the Renowned Storyteller. London: Chatto & Windus 1993
  12. ^ Literary greats: Rebecca - love, paranoia, obsession
  13. ^ Morley, pp. 185-98
  14. ^ Windeler, Robert. Julie Andrews: A Biography. New York: St Martin's Press, 1983

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 27252324 LCCN: n80082505