Gerolamo Lodron

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Il conte Gerolamo Lodron "Barbarubra" (1587 – 1658) è stato un condottiero italiano.

Il conte Gerolamo Lodron
Il conte Gerolamo Lodron

[modifica] Biografia

Costui nacque da Gerolamo Giovanni “Barbarossa” (1526-1579) e da Elena Fontanabona (1543-1607), reggente della Contea di Lodrone, nonché "Signore del castello di San Giovanni di Bondone e della Valvestino".

Si sposò in prime nozze con Giulia Zanetti di Brescia ed in seconde con Caterina di Prospero d'Arco (+ 1621). Nel 1605 entrò in lite con la comunità di Bagolino per certi diritti vantati sulla Piana d'Oneda[1].

Nel 1611 con la morte di Sigismondo Paride di Salò ereditò la proprietà del castello di San Giovanni e la reggenza della Contea di Lodrone.

Il 13 ottobre del 1616 i soldati di Magasa e Valvestino comandati per la difesa del castello di San Giovanni a Bondone giuravano solennemente di essere fedeli alla sacra maestà cesarea della casa d'Austria, specialmente all'arciduca Massimiliano III d'Austria e al conte Gerolamo Lodron “Barbarubra”, “come il più vecchio dei possessori signori del Contado. Questi soldati sono obbligati et tenuti dispensar il sangue et la vita in ogni occorrenza ovunque siano comandati dal signor Conte, onorati, fedeli et valorosi” .

Nel 1620 fu ambasciatore di Ferdinando II d'Asburgo a Genova. L' 8 marzo del 1639 l'imperatore Ferdinando III gli concesse il feudo di Bagolino col “mero e misto impero”. Nel 1441 ottenne dal doge Marino Grimani il rinnovo dell'investitura dei feudi di Bagolino e Cimbergo. Nel 1639 assunse il comando di una compagnia di tremila uomini affidatogli da Paride Lodron, arcivescovo di Salisburgo, a sostegno dell'esercito imperiale e, tra il 1640-41, la guidò con coraggio e abilità nella campagna del Reno superiore, spingendosi nella Franconia.

Nel 1645 a Schweinfurt la sorte gli fu avversa e, a seguito delle molte perdite fra i suoi uomini, fu costretto ad arrendersi due anni dopo, nel 1647, tra i malumori della corte imperiale che ne ravvisò una condotta bellica non proprio adeguata al suo grado di ufficiale. I due figli, Sebastiano Bartolomeo e Francesco Antonio, abbracciarono ambedue la carriera ecclesiastica divenendo vescovi a Gurk in Austria. Morì il 13 agosto 1658 e fu sepolto nella cappella di San Rocco di Concesio.

[modifica] Note

  1. ^ Si trova a Ponte Caffaro

[modifica] Bibliografia

  • Gianni Poletti, Dalle crociate alla secolarizzazione profilo storico della famiglia Lodron, in Sulle tracce dei Lodron, Centro Studi Judicaria, Trento 1999.
  • Gianpaolo Zeni, Al servizio dei Lodron. La storia di sei secoli di intensi rapporti tra le comunità di Magasa e Val Vestino e la nobile famiglia dei Conti di Lodrone, Comune e Biblioteca di Magasa, Bagnolo Mella 2007.
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