Gerolamo Araolla

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« Semper happisi desiggiu, Illustrissimu Segnore, de magnificare, & arrichire sa limba nostra Sarda; dessa matessi manera qui sa naturale insoro tottu sas naciones dessu mundu hant magnificadu & arrichidu; comente est de vider per isos curiosos de cuddas. »
(Incipit di "Lettera al Maestro")

Gerolamo Araolla, conosciuto anche come Hieronimu Araolla (Sassari, XVI secoloRoma, 1615), è stato un poeta e religioso sardo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non si conoscono molti particolari della vita di Gerolamo Araolla.Dato per scontato che nacque a Sassari attorno alla metà del secolo XVI da un'illustre famiglia, alcuni collocano l'arco della vita tra il 1520 e il 1590, altri indicano come anno di nascita il 1540, o il 1542 o addirittura il 1550 e la morte si dovrebbe situare dopo il 1596 e prima del 1615. Fu allievo del medico e filologo sassarese Gavino Sambigucci. Dopo aver studiato lettere e filosofia, si laureò in diritto all'Università di Pisa nel 1567. Forse poco tempo dopo la laurea prese i voti e divenne canonico del Capitolo di Bosa nel 1569.

Produzione poetica[modifica | modifica wikitesto]

Fu importante poeta, autore di versi in sardo, spagnolo ed italiano, in sostanziale sintonia con la situazione sociolinguistica che caratterizzava la Sardegna del suo periodo (la prima lingua acquisita come naturale codice espressivo, le altre due come quello dell'intellettualità). Nel 1582 pubblicò il suo poema Sa vida, su martiriu, et morte dessos gloriosos Martires Gavinu, Brothu et Gianuari, che compose attingendo dal vasto materiale delle leggende popolari sulla vita dei martiri turritani. Quest'opera, articolata in 244 stanze e per circa duemila versi, ebbe larga circolazione nell'isola, divulgato probabilmente dal clero dei villaggi come sussidio dell'opera pastorale. Il poema costituisce il massimo sforzo per la costruzione di una lingua letteraria sarda, ed a tal fine si giustifica anche la struttura metrica dell'opera, l'ottava rima. Pochi anni dopo focalizza le proprie concezioni di poetica e retorica nell’introduzione/dedica della sua opera successiva, Rimas diversas spirituales (1597), compito di "magnificare et arrichire sa limba nostra sarda", allo stesso modo in cui i poeti spagnoli, francesi ed italiani lo avevano fatto per la loro rispettiva lingua, seguendo schemi già collaudati (es. la Deffense et illustration de la langue françoyse, il Dialogo delle lingue): per la prima volta è così posta la cosiddetta "questione della lingua sarda", poi approfondita da vari altri autori. Araolla affermò che la poesia deve soprattutto delectare, docere, e movere. Ritenne però che si dovesse superare la concezione umanistica dell’arte poetica quale decorum e imitatio. Egli fu petrarchista di profondissima cultura e grande conoscitore dell'opera di Tasso, filosoficamente vicino ad un rigoroso neoplatonismo poggiato sulla solida base del pensiero agostiniano.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sa vida, su martiriu, et morte dessos gloriosos martires Gavinu, Brothu et Gianuari, per Francisci Guarneriu istampadore de Nicolau Canellas, Calaris (Cagliari) 1582 [poi: Rossi, Mondovì 1615; in appendice a Giovanni Spano, Ortographia sarda nationale, Imprenta regia (Reale Stamperia), Kalaris (Cagliari), 1840, pp. 131–219; e, a c. di Michele Pinna, Il Rosello, Sassari 2000].
  • Rimas diversas Spirituales de su Dottore Hieronimu Araolla Sardu Sassaresu, Ioanne Maria Galcerinu, Calaris (Cagliari) 1597 [poi: a cura di Max Leopold Wagner, Max Niemeyer, Dresda 1915; a cura di Maurizio Virdis, Centro di Studi Filologici Sardi / Cuec, Cagliari 2006]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Delitala, Oratio de Hyeronimo Araolla poeta secerensi habita in solemni studiorum instauratione a Fulgentio Delitala philos. Collegii doctore, Saceri [Sassari], Ex Typ. Arch. Raymundi Azara, 1840.
  • P. Mossa, Saggio di versione italiana del Gavino trionfante di Gerolamo Araolla, "La Stella di Sardegna”, Sassari, Tipografia Azuni, 3, 1876, vol. 2, pp. 172–174.
  • P. Nurra, Antologia dialettale dei classici poeti sardi: G. Araolla, Sassari, G. Dessì, 1897.
  • R. Garzia, Gerolamo Araolla, Bologna, Stabilimento Poligrafico emiliano, 1914.
  • F. Alziator, Storia della letteratura di Sardegna, Cagliari, 3T, 1982, pp. 104–110.
  • Girolamo Araolla and his Solution to the Sardinian "Questione della lingua", AAIS, April, 1990, University of Virginia.
  • N. Tanda, Letteratura e lingue in Sardegna, Sassari, Edes, 1991, pp. 17–18, 60-61, n. 17.
  • D. Manca, Introduzione a [A. Cano], Sa Vitta et sa Morte, et Passione de sanctu Gavinu, Prothu et Januariu, a c. di D. Manca, Cagliari, Centro di Studi Filologici Sardi/Cuec, 2002, pp. IX-CXL.
  • G. Porcu, Régula castigliana. Poesia sarda e metrica spagnola dal '500 al '700, Il Maestrale, Nuoro 2008, pp. 13, 14, 21, 61, 145, 146, 153-156, 158, 164.
  • M. Virdis, Introduzione a Rimas diversas spirituales, ed. critica a c. di M. Virdis, Centro di Studi filologici sardi/CUEC, Cagliari, 2006.
  • D. Manca, La comunicazione linguistica e letteraria dei Sardi: dal Medioevo alla «fusione perfetta», in «Bollettino di Studi Sardi», IV, 4 (2011), Centro di Studi Filologici Sardi, Cagliari, Cuec, 2011, pp. 49–75.
  • Francesco Casula, Letteratura e civiltà della Sardegna, vol. I, Grafica del Parteolla Editore, Dolianova, 2011.pagg.52-59.

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