Germano Giustino

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Particolare del mosaico dalla Basilica di San Vitale (Ravenna) raffigurante, secondo alcune interpretazioni,[1] Germano

Germano Giustino (latino: Germanus Iustinus; ... – Serdica, 551) fu un membro della dinastia giustinianea, in quanto parente dell'imperatore Giustiniano I, e generale dell'Impero bizantino.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nipote dell'imperatore Giustino I, era cugino di Giustiniano I. Sposò Passara, appartenente alla nobile famiglia degli Anicii, che gli diede tre figli: Giustino, Giustiniano e Giustina.

Intrapresa la carriera militare, Germano si dimostrò un comandante di valore, raggiungendo i gradi di magister militum per Thracias ("comandante in capo dell'esercito di Tracia") e poi di magister militum praesentalis ("generale al servizio dell'imperatore"); ricevette il rango di patricius ed esercitò il consolato. Nel 536 si recò in Africa per sedare la rivolta di Stotzas e riorganizzare l'amministrazione della provincia. Nel 540 Germano fu inviato ad Antiochia sull'Oronte, per organizzarne la difesa contro il re sasanide Cosroe I. Germano giunse con soli 300 uomini e trovò le difese inadeguate: la scarsità di forze e il mancato arrivo dei rinforzi promessi impedì una difesa efficace di Antiochia; nel 541 ritornò a Costantinopoli.

Germano godette della fiducia del cugino, mentre venne avversato dall'imperatrice Teodora: salì ancora più in auge dopo la morte di lei, nel 548. Rimase leale a Giustiniano anche in occasione di un complotto ordito contro l'imperatore, e per questo motivo ne conquistò ancor di più il favore.

Nel 550 Giustiniano decise di affidare a Germano un esercito durante la Guerra gotica: il compito del generale era quello di mettere fine alla resistenza di Totila, re dei Goti in Italia. L'azione militare venne affiancata da una mossa propagandistica: Germano sposò Matasunta, nipote di Teodorico il Grande, primo re degli Ostrogoti, dando inizio ad una possibile unificazione di Romani e Goti sotto un'unica dinastia e indebolendo la posizione di Totila; l'unione diede anche un figlio, Germano. Prima di muoversi incontro a Totila, Germano dovette sconfiggere una invasione di Slavi: cadde ammalato e morì rapidamente, a Serdica.

Lo storico Procopio descrive Germano in termini molto positivi: Germano era sincero e amichevole, un generale e un amministratore energico e capace, fedele all'imperatore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gianni Morelli, La tela del Regno, Danilo Montanari Editore, 2009, ISBN 978-88-87440-46-1, pp. 70-72.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Martindale, John R., e John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, vol. II, Cambridge University Press, 1980, pp. 505–507.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]