Germania (opera)

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Germania
Lingua originale italiano
Genere dramma lirico
Musica Alberto Franchetti
Libretto Luigi Illica
(libretto online)
Atti un prologo, due quadri e un epilogo
Prima rappr. 11 marzo 1902
Teatro Teatro alla Scala di Milano
Personaggi
  • Giovanni Filippo Palm (basso)
  • Federico Loewe, studente (tenore)
  • Carlo Worms, studente (baritono)
  • Crisogono, studente (baritono)
  • Ricke (soprano)
  • Jane, sua sorella (mezzosoprano)
  • Lene Armuth, vecchia mendicante (mezzosoprano)
  • Jebbel, suo nipote (soprano)
  • Stapps, pastore protestante (basso)
  • Luigi Adolfo Guglielmo Lützow (basso)
  • Carlo Teodoro Körner (tenore)
  • La signora Hedvige (mezzosoprano)
  • Peters, mandriano (basso)
  • Il capo della polizia (basso)
  • Una donna (contralto)
  • Un giovanetto (contralto)
  • personaggi storici, studenti, poliziotti, soldati, boscaioli, membri del Tugendbund, del Louisebund, dei Cavalieri neri

Germania è un'opera lirica di Alberto Franchetti, su libretto di Luigi Illica. L'opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano l'11 marzo 1902.[1]

Prima rappresentazione[modifica | modifica sorgente]

Gli interpreti della prima rappresentazione furono:[1]

Ruolo Interprete
Giovanni Filippo Palm Oreste Gennari
Federico Loewe Enrico Caruso
Carlo Worms Mario Sammarco
Crisogono Michele Wigley
Ricke Amelia Pinto
Jane Jane Bathory
Lene Armuth Teresa Ferraris
Jebbel Bice Silvestri
Stapps Giovanni Gravina
Luigi Adolfo Guglielmo Lützow Carlo Ragni
Carlo Teodoro Körner Oreste Lombardi
La signora Hedvige Adele Ponzano
Peters Ettore Gennari
Il capo della polizia Arcangelo Rossi
Una donna Bruna Properzi
Un giovanetto E. D'Alessandro

Il direttore d'orchestra era Arturo Toscanini; la scenografia era di Adolfo Hohenstein.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Tra il pubblico della prima era presente anche Giacomo Puccini.[2]. Il successo, a cui contribuì anche il tenore Enrico Caruso, si annunciò fin dal prologo, che la recensione de La Stampa[2] definì «un sano equilibrio di strumentale, una ricchezza non mai smentita di colorito armonico». Il primo atto però piacque meno per una «pletora di scatti enfatici»; nel secondo atto, in parte appesantito da troppi richiami patriottici, le pagine corali furono accolte freddamente, ma fu applauditissima la chiusa marziale Morir per la Germania appoggiata dall'orchestra. Dopo un intermezzo sinfonico, dal quale il pubblico si sarebbe forse aspettato qualcosa in più, la chiusura dell'epilogo con l'agonia di Federico «descritta con potenza di vero artista». Il pubblico, pur con qualche parere contrastante, riconobbe in generale il «lavoro validissimo d'un grande artista». Un difetto dell'opera fu trovato nella troppa attenzione alla grandezza patriottica, «tale da assorbire in sé completamente la piccola nota amorosa», con conseguente minore fascino per il pubblico dell'epoca.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La vicenda si svolge in Germania all'inizio del XIX secolo.

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Napoleone ha conquistato la Germania, e un gruppo di studenti suoi oppositori si ritrova in una tipografia clandestina, ricavata in un vecchio mulino nei pressi di Norimberga. Tra di loro vi sono Ricke e Worms. Worms è riuscito a conquistare Ricke anche se lei era fidanzata con Federico, di cui da tempo non ha più notizie.

Proprio Federico li raggiunge, per organizzare la lotta, recando la notizia che il fratello di Ricke è morto. Ricke vorrebbe svelare a Federico la relazione con Worms, ma teme le conseguenze e preferisce tacere. Il loro incontro viene interrotto dal sopraggiungere della polizia.

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Una rozza casupola di boscaiolo nella Foresta Nera, dove Federico ha trovato rifugio, dopo l'insuccesso della lotta antinapoleonica. Con lui vi è anche Ricke e si sta svolgendo il loro matrimonio. Giunge Worms, che era stato arrestato ed è riuscito a fuggire. Saputo del matrimonio subito si allontana, ma anche Ricke, tormentata dal ricordo della relazione con Worms, fugge. Federico apprende da Jane, la sorella di Ricke che si è nascosta con loro, dei tormenti a cui Ricke era soggetta.

Atto II[modifica | modifica sorgente]

A Königsberg, nei sotterranei della società segreta "Louise-Bund", si ritrovano Federico e Worms. Dapprima mascherati, quando si riconoscono Federico accusa Worms di averlo tradito. Worms non vuole difendersi, preferisce pagare le sue colpe offrendosi per morire in battaglia.

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Ha luogo la battaglia, nei pressi di Lipsia, nella quale perdono la vita sia Federico che Worms. Federico morente viene rintracciato da Ricke, che lo informa del successo tedesco, ma Federico spira tra le sue braccia, dopo averle chiesto, felice per la vittoria, di perdonare Worms.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

  • 2006 - Ante Jerkunica (Giovanni Filippo Palm), Carlo Ventre (Federico Löwe), Bruno Caproni (Carlo Worms), Markus Brück (Crisogono), Lise Lindstrom (Ricke), Sarah van der Kemp (Jane), Ceri Williams (Lene Armuth), Jacquelyn Wagner (Jebbel), Dominik Broecker (Jebbel (bambina)), Arutjun Kotchinian (Il pastore protestante Stapps), Harold Wilson (Luigi Adolfo Guglielmo Lützow), Paul Kaufmann (Carlo Teodoro Körner), Hyung-Wook Lee (Il capo della polizia tedesca), Nicole Piccolomini (Una donna), Max Uwe Stieren (Un poliziotto) - Direttore: Renato Palumbo - Orchestra e Coro Deutsche Oper di Berlino - Registrazione dal vivo - Phoenix (802); (DVD)[3]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Raffaele Manica, Germania, in Piero Gelli, Dizionario dell'opera, Milano, Baldini & Castoldi, 1996, ISBN 88-8089-177-4.
  • In attesa della "Germania" di Franchetti, La Stampa, 10 marzo 1902, pagina 1
  • La prima della "Germania" di Franchetti alla Scala di Milano, La Stampa, 12 marzo 1902, pagina 1

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b almanacco di amadeusonline (consultato il 12 aprile 2012)
  2. ^ a b La Stampa, 12 marzo 1902
  3. ^ Alberto Franchetti - Germania - Renato Palumbo (2006), Operaclass.com. URL consultato il 14 dicembre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Germania sul sito ufficiale di Alberto Franchetti
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