Capucine

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Capucine nel trailer del film La Pantera Rosa (1963).

Capucine, pseudonimo di Germaine Lefebvre (Saint-Raphaël, 6 gennaio 1928Losanna, 17 marzo 1990), è stata un'attrice e modella francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Germaine adottò il nome d'arte Capucine che è il nome francese del Tropaeolum, il nasturzio. Debuttò sul grande schermo nel 1948, all'età di 20 anni, con una parte nel film L'aquila a due teste di Jean Cocteau, cui seguì un altro breve ruolo in Le sedicenni (1949), diretto da Jacques Becker.

Terminati gli studi superiori, laureandosi in lingue straniere in Francia, nel 1950 si sposò con l'attore Pierre Trabaud, unione che durerà solamente sette mesi. Dopo il divorzio non si sposò più.

Nel 1957 diventata una modella molto richiesta da celebri stilisti come Christian Dior e Pierre Balmain. Mentre lavorava per la famosa marca Givenchy a Parigi, divenne grande amica di Audrey Hepburn e fu notata dal regista Charles K. Feldman, che le propose di trasferirsi a Hollywood, dove Capucine seguì un corso di recitazione con il maestro Gregory Ratoff.

Nel 1958 firmò un contratto con la Columbia e nel 1960 apparve come protagonista nel dramma Estasi accanto a Dirk Bogarde e nella commedia d'avventura Pugni, pupe e pepite, al fianco di John Wayne e Stewart Granger. Nel 1962 si trasferì a Losanna, in Svizzera, continuando ad apparire in svariati film europei, fra i quali è da ricordare il Fellini Satyricon (1969).

Nella prima metà degli anni 1960 la carriera dell'attrice fu intensa, con la partecipazione a diverse produzioni di successo, tra cui Il leone (1962), La pantera rosa (1963) e La settima alba (1964). Sul set del primo film incontrò l'attore William Holden, al quale rimase sentimentalmente legata per due anni, nonostante lui fosse sposato. Dopo la separazione, i due rimasero ottimi amici.

Afflitta da depressione e altri disturbi, nel 1990 si tolse la vita gettandosi dall'ottavo piano del suo condominio di residenza. Aveva 62 anni. Sul necrologio del New York Times, viene raccontato che gli unici eredi della sua fortuna furono i suoi tre gatti.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Influenze nella cultura polare[modifica | modifica sorgente]

  • Il personaggio della contessa Altea di Vallenberg, del fumetto Diabolik, è stato ispirato da lei.[senza fonte]

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