Gergovia

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Rovine del possibile sito di Gergovia, capitale degli Arverni.

Gergovia, menzionata da Gaio Giulio Cesare, era la capitale del popolo gallico degli arverni, poi sostituita da Clermont-Ferrand.

Viene solitamente identificata con la montagna di Medogne, un plateau che si trova a circa sette chilometri a sud di Clermont-Ferrand. C'è però chi ha sostenuto che l'oppidum di cui parla Cesare nel De bello Gallico vada individuato nel massiccio delle Côtes, che si trova a nord di Clermont-Ferrand.

La battaglia di Gergovia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Gergovia e Conquista della Gallia.

Questo oppidum fu protagonista, nel 52 a.C., di uno scontro tra i galli ribelli di Vercingetorige e le legioni di Cesare, che avevano posto l'assedio a questa fortezza.

L'assedio di Gergovia finì male per i romani e segnò la prima disfatta di Cesare nel corso delle sue campagne di conquista della Gallia, che subito dopo questo episodio apparvero in parte compromesse. Ad ogni modo Cesare riuscì in seguito a seguire Vercingetorige con il suo esercito ad Alesia, dove poi il capo gallico fu sconfitto. Quindi anche se Cesare non riuscì nella battaglia di Gergovia ad annientare la rivolta gallica, non si può parlare di vera e propria sconfitta, in quanto fu in parte una sua scelta quella di abbandonare l'assedio, dopo alcuni vani assalti alla città, fino ad Alesia, massima roccaforte dei Mandubi. Cesare infatti non riuscì ad ottenere una vittoria certa a causa dell'indisciplina di una legione che, invece di rientrare, avanzò fino alle mura della città, mettendo sé stessa in serio pericolo.

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