Gerardo D'Ambrosio
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Gerardo D'Ambrosio (Santa Maria a Vico, 29 novembre 1930) è un politico ed ex magistrato italiano.
| Parlamento Italiano Senato della Repubblica |
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| Sen. Gerardo D'Ambrosio | |
| Luogo nascita | Santa Maria a Vico (CE) |
| Data nascita | 29 novembre 1930 |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | Magistrato |
| Partito | Indipendente |
| Legislatura | XV; XVI |
| Gruppo | L'Ulivo |
| Coalizione | L'Unione |
| Incarichi parlamentari | |
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XV Legislatura
XVI Legislatura
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Indice |
[modifica] Biografia
Laureato in Giurisprudenza a Napoli nel 1952, entra in Magistratura nel 1957. Dopo un breve permanenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola, viene destinato al Tribunale di Voghera.
In seguito viene trasferito al Tribunale di Milano, dapprima come Pretore Civile (per cinque anni), poi come Giudice Istruttore Penale. Da rilevare che con quest'ultimo incarico ha, tra l'altro, condotto l’istruttoria relativa alla strage di Piazza Fontana. Il 27 ottobre 1975 pronuncia la discussa sentenza sulla morte di Giuseppe Pinelli, assolutoria nei confronti del commissario Calabresi e gli altri uomini della questura milanese.
Nel 1981 è assegnato alla Procura Generale di Milano con funzione di Sostituto Procuratore Generale, per otto anni. In questo periodo ha sostenuto l’accusa nei primi processi per terrorismo e nel processo conseguente allo scandalo dei petroli. Ha condotto inoltre le istruttorie relative agli illeciti del Banco Ambrosiano, che vedeva tra gli imputati tra gli altri Roberto Calvi. Nel 1989 è stato nominato Procuratore aggiunto di Milano ed ha diretto dapprima il Dipartimento criminalità organizzata e dal, 1991, quello dei reati contro la pubblica amministrazione.
Dal 1992 è tra i protagonisti (insieme a Francesco Saverio Borrelli, Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo) del Pool che si occupa dell'inchiesta Mani pulite: sono gli anni di Tangentopoli, che gli dà grande notorietà.
Nel 1999 è stato nominato Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Milano, contribuendo alla riorganizzazione degli Uffici, necessitata dalla introduzione del Giudice unico.
Nel 2002 è stato collocato a riposo per limiti di età.
[modifica] Collaboratore a giornali e quotidiani
Dal 2003 collabora col quotidiano "L'Unità"; comincia poi a scrivere anche per il settimanale “Oggi”. Nel 2005, inoltre, pubblica presso la Casa editrice RCS il saggio “La giustizia ingiusta”.
[modifica] Politica
In occasione delle Elezioni politiche 2006, accetta la candidatura proposta dai Democratici di Sinistra, di un seggio al Senato, risultando eletto nella Regione Lombardia.
È componente della II Commissione permanente ("Giustizia") del Senato.
Tra gli altri interventi in Aula, vanno menzionati quelli contro un provvedimento (poi approvato nell'estate 2006) d'indulto che prevedeva sconti di pena di tre anni. D'Ambrosio sosteneva che la quantificazione della riduzione di pena era eccessiva, in quanto sarebbero stati scarcerati molti più detenuti (secondo la stima di D'Ambrosio, circa 24.000) del previsto (la stima era di 10.000 scarcerazioni). I fatti daranno ragione a D'Ambrosio[senza fonte].
Alle elezioni del 2008 è stato confermato senatore
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito personale
- Scheda personale al Senato della Repubblica
- Scheda su openpolis.it di Gerardo D'Ambrosio

