Georges Pelletier-Doisy

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Georges Pelletier-Doisy
9 marzo 1892 - 15 maggio 1953
Soprannome Pivolo
Nato a Auch, Francia
Morto a Marrakech, Marocco
Luogo di sepoltura cimitero di Auch
Dati militari
Paese servito Francia Francia
Forza armata Francia Armée de l'Air
Corpo caccia
Reparto Escadrille SPA 69
Anni di servizio 1910-1946
Grado Generale di brigata aerea
Guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale

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Georges Pelletier-Doisy (Auch, 9 marzo 1892Marrakech, 15 maggio 1953) è stato un generale e aviatore francese. Asso pluridecorato della prima guerra mondiale, fu protagonista di molti voli da primato nel periodo tra le due guerre. Durante il secondo conflitto mondiale fu comandante del Groupe de Transport 15.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Georges Pelletier-Doisy nasce il 9 marzo 1892[1] ad Auch (Gers), figlio di Charles Pelletier d'Oisy e di Jeanne de Kerkaosel. Il 23 maggio 1910 si arruolò per un periodo di cinque anni nel 3º Regimento Dragoni[2] di Nantes, iscrivendosi come studente all'università, facoltà di diritto. Il 14 ottobre 1912 passò all'aviazione militare come allievo pilota, frequentando l'Ecole Nationale d'Aviation di Bron. Ottiene il brevetto nº 294[1] di pilota militaire in data 19 giugno 1913.[3] Il 1º luglio viene assegnato in qualità di pilota all'Escadrille HF 19 di base a Bron, rimanendovi fino al 1º marzo 1915. Il 3 ottobre 1913 era stato promosso al grado di Maréchal des Logis. Nel 1914, prima dello scoppio della prima guerra mondiale, prese parte al 1º giro aereo di Francia.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale si distingue durante il corso delle operazioni belliche, tanto da venire promosso Adjudant il 1º novembre 1914, e citato l'ordine del Corpo d'Armata il giorno successivo. Il 22 novembre dello stesso anno fu insignito della Médaille militaire, citato all'ordine dell'Esercito (Armée de terre). Il 1º marzo 1915 viene trasferito all'Escadrille MS 12,[4] dotata di velivoli Morane-Saulnier LA, rimanendovi fino al maggio del 1916. L'8 aprile venne insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'onore, con nuova citazione all'ordine dell'Armée. Il 15 giugno è nuovamente citato all'ordine del giorno dell'Armée, ed il 27 settembre viene promosso al grado di sottotenente a titolo temporaneo. Nel maggio 1916 diviene pilota presso l'Escadrille N 69/SPA 69, dove presta servizio fino al 18 febbraio 1918, volando insieme al suo commilitone Jean Navarre.[5] Il 15 giugno 1917 viene citato all'ordine del giorno dell'Armée, e il 27 settembre ottiene la promozione definitiva a sottotenente. Dopo aver conseguito cinque vittorie[6] nei combattimenti contro gli aerei tedeschi,[7] viene ritirato dalla prima linea ed assegnato all'addestramento. Il 15 marzo 1918 è assegnato allo Stato Maggiore del Groupe de Chasse 16 con la qualifica di aiutante tecnico.

La stagione dei voli da record[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Georges Pelletier-Doisy davanti al suo aereo a Villacoublay

Dopo la fine della guerra, il 2 aprile 1919 entrò a far parte della missione dell'aviazione militare francese a Costantinopoli. Nel corso di quell'anno realizzò un raid aereo da Costantinopoli a Parigi.[1] Al ritorno in Francia, nel maggio 1920 chiese, ed ottenne, un periodo di aspettativa di tre anni, tornando alla vita civile. In quel tempo volò senza scalo da Parigi a Vienna in 10 ore, e nel 1921 da Parigi a Bucarest in 19 ore. Nel gennaio 1922 rientrò nell'esercito, assegnato al Groupe d'Aviation della Tunisia.[8] In quell'anno realizzò un volo da Tolosa a Parigi in tre ore, e poi il 6 luglio uno da Tunisi a Parigi, senza scalo, di 1.700 km, di cui 800 volando a bassa quota sul mare,[9] coperti in 12 ore[10] e 15 minuti. Questo successo lo spinse ad effettuare subito un volo Parigi-Tolosa-Casablanca-Tunisi di 1.780 km che gli frutto una enorme notorietà. Per i suoi meriti il 30 dicembre 1923 fu nominato Ufficiale della Legion d'onore.

All'età di 32 anni, e con un solido passato di pilota esperto[11] fu incaricato di effettuare un volo da Villacoublay ad Hanoi in undici tappe: Monaco di Baviera, Budapest, Costantinopoli, Aleppo, Bagdad, Karachi, Agra, Calcutta, Rangoon, Bangkok e Hanoi.[12] Se fosse stato possibile, per il prestigio francese, avrebbe dovuto raggiungere anche la Cina e il Giappone, facendo meglio degli americani e degli inglesi che a quel tempo erano impegnati in una corsa alla conquista dei record aeronautici. L'aviazione francese non intendeva essere messa in secondo piano, e considerando di interesse nazionale un collegamento aereo tra il territorio metropolitano e l'Indocina francese il Dipartimento del Ministero della Guerra convalidò la realizzazione del progetto. Con a bordo il meccanico, l'Adjutant Lucien Pierre Alfred Besin,[13] Pelletier-Doisy decollò da Villacoublay alle 6:45 del 24 aprile 1924.[1] Sul Breguet 19A2 battezzato Jacqueline dal nome della figlia del aviatore che aveva un paio di mesi, si trovava anche un'elica di scorta, e parti di ricambio comprendenti pompe di carburante, magneti, e pneumatici. Dopo aver raggiunto Hanoi l'equipaggio decise di proseguire alla volta della capitale giapponese, ma purtroppo durante un atterraggio forzato causato da un guasto al propulsore, effettuato su un campo da golf a Shanghai, in Cina il 20 maggio,[1] l'aereo andò distrutto.[1] Fino a quel momento i due aviatori avevano coperto 10.580 miglia (17.037 km) in 26 giorni.[14] Il colonnello Etienne Tsou[15] comandante dell'aviazione cinese a Shanghai offrì ai due aviatori francesi l'uso di un velivolo Breguet XIV,[12] dotato di motore Renault da 300 CV, appartenente alla locale forza aerea. Per Pelletier-Doisy il Breguet XIV che gli era stato offerto era un aereo obsoleto, che a fatica poteva concludere l'ultima parte del viaggio (6.850 km in 8 tappe) per raggiungere Tokyo, ma conosceva bene il modello, avendolo usato durante il radi Parigi-Tunisi e in varie missioni nell'Africa Centrale. Decollato da Shanghai l'aereo fece tappa a Peitaho, Hong Kong,[16] Hejio, Hiroshima, Yokohama, Kyoto, raggiungendo infine Tokyo.[17] A mezzogiorno del 9 giugno[18] l'aereo atterrò sul campo d'aviazione di Tokorosawa, nelle vicinanze di Tokyo, dove fu accolto da una grande folla che comprendeva Paul Claudel,[12] Ambasciatore di Francia in Giappone, e il barone Kiyotake Shigeno,[12] un pilota giapponese[12] che aveva partecipato alla prima guerra mondiale nelle file dell'Escadrille Cicognes.[19]

L'atterraggio forzato a Shanghai il 20 maggio 1924.

Promosso capitano nell'ottobre di quell'anno venne messo a disposizione del segretariato di stato all'aeronautica, ma ciò non gli impedì di effetuare nuovi voli da record. Nel gennaio 1925 realizzò, con il generale de Goÿs de Mézeyrac, una doppia trasvolata del Sahara a bordo di un Bleriot 115. Tra l'8 e il 13 ottobre 1925 prese parte[20] ai Sixth Pulitzer Air Races sulla base di Mitchell Field, Long Island, New York.[21] Nel giugno 1926 partì per un volo Parigi-Pechino a bordo di un Breguet 19. nello stesso anno, tra il 24 e il 25 agosto, effettuò un radi Parigi-Roma-Tunisi-Casablanca-Madrid-Parigi comprendo 3.700 miglia in 40 ore.[22] A partire dal 1928 effettuò missioni belliche in Marocco, assegnato al 37º reggimento d'aviazione, contro i ribelli alla testa del 3º gruppo, e successivamente, dal 25 marzo 1930 vicome comandante di battaglione. Nel 1931 tornò nuovamente in Francia per partecipare al Circuito delle Capitali, organizzato dal generale Goÿs, caratterizzato dall'avere come piloti dei velivoli i maggiori assi dell'aviazione francese.

Tra il novembre 1933 e il gennaio 1934 prese parte alla Croisière Noire, un raid transafricano guidato dal generale Joseph Vuillemin.[10] L'8 novembre trenta Potez 25TOE decollarono da Istres dirigendosi verso l'Africa Occidentale e poi verso quella Equatoriale. Il raid in formazione comprendeva tappe a Rabat, Adrar, Gao, Bamako, Dakar, Kayes, Ouagadougou, Fort-Lamy, Bangui, Zinder, Niamey, Bidon V, El-Goléa, Tunisi, Algeri e Meknès.[23] Il 24 dicembre 28 velivoli atterrarono a Istres, raggiungendo l'aeroporto di Le Bourget il 15 gennaio.[10]

L'11 settembre 1934 fu nominato comandante dell'aeronautica dell'Africa Occidentale. Durante quell'incarico effettuò tre nuovi raid importanti: fu il primo aviatore che avesse raggiunto Taoudeni (nel Sahara), esplorò i confini del Niger alla ricerca di un comandante nigeriano disperso nel Tévére, e volò in andata e ritorno dalla Mauritania al Marocco.[24] Inoltre eseguì missioni operative di ricognizione e collegamento nelle zone desertiche.

Nel 1936 fu promosso al grado di Tenente Colonnello, assumendo il comando della 25ª Escadre di Tunisi. Ritornò in Africa Occidentale nel 1938 venendo promosso Colonnello il 15 giugno 1939.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Médaille représentant le profil du général Georges Pelletier-Doisy sur le monument érigé à Saulzay-le-Potier.
Medaglia rappresentante il profilo del generale Georges Pelletier-Doisy sul monumento eretto a Saulzay-le-Potier.

Mantenne l'incarico di comandante dell'aviazione dell'Africa Occidentale fino al 6 maggio 1941, quando assunse il comando del Groupe de Transport nº 15[25] basato a Istres. A partire dal 24 maggio l'unità iniziò le operazioni per il trasporto di truppe e rifornimenti verso l'esercito francese del Levante impegnato nelle operazioni belliche contro le forze anglo-australiane e quelle della Francia Libera. Il reparto operava con velivoli Potez 650, Farman F.223, Amiot 143 e Potez 540, e subì numerose perdite nel corso dei voli di trasferimento. Il 1º ottobre 1941 il GT 1/III[26] si trasferì sull'aeroporto di Oudja, seguito il 18 gennaio 1942 dal GT I/15, dotato di 20 velivoli Potez 29, che si portò sulla base di Rabat-Salé in Marocco. L'8 novembre dello steso anno il Groupe de Transport nº 15 fu sorpreso e decimato sulle proprie basi dall'attacco portato dai caccia Grumman F4F Wildcat dell'US Navy e dai Grumman Martlet della Fleet Air Arm. Il 1º maggio 1945 fu elevato al rango di Generale di brigata aerea. Si spense a Marrakech (Marocco) il 15 maggio 1953. Dal 29 marzo 1958 la salma riposa presso il cimitero di Auch. Georges Pelletier-Doisy faceva parte dell'associazione Vieilles Tiges formata dai piloti che avevano ottenuto il brevetto prima del 2 agosto 1914. Alla sua memoria fu intitolata la piazza d'armi della Scuola Ufficiali di Salon-de-Provence.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore
— 8 aprile 1915
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
— 30 dicembre 1923
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— giugno 1931
Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire
— 22 novembre 1914
Croix de Guerre 1914-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Croix de Guerre 1914-1918

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Thiébaud 2008, p. 46
  2. ^ Appartenente all'arma di Cavalleria.
  3. ^ In quell'anno si brevettarono anche Célestin Pegoud, brevetto n° 1243 del 7 marzo; Louis Blot, brevetto n° 1272 de 4 aprile;; Clement Pierre, brevetto n° 1292 del 2 maggio; Pierre Chevrier, brevetto n° 1321 del 2 maggio; Emmanuel de Dreuz-Breze, brevetto n° 1443 del 5 settembre; Henri de Rocca-Serra, brevet n° 1097 du 22 octobre. Secondo alcune fonti Georges Pelletier-d'Oisy risulta avere il brevetto n° 1274 preso il 4 aprile.
  4. ^ In tale Escadrille militavano a quel tempo: Ltt Paul Gastin (pilota), Ltt Robert Jacottet (osservatore) - Cne Le Révérend (pilota e futuro Comandante del Groupe de Combat 11) - Adj Pierre Clément (pilota), Cdt Charles Tricornot de Rose (pilota e comandante dell'aeronautica della 5ème armée), Ltt Fenn (osservatore), Ltt Raymond de Bernis (pilota), Ltt René Chambe (osservatore), Sgt Jean Navarre (pilota), MdL René Mesguich (pilota), Ltt Paul Moinier (osservatore), Ltt Gabriel Pelège (osservatore).
  5. ^ )I due volavano fino a otto ore al giorno alla ricerca di velivoli nemici da abbattere.
  6. ^ http://www.theaerodrome.com/aces/france/pelletier.php
  7. ^ In un periodo non definito della fine del 1917 risulta ricoverato presso l'Ospedale VR 75 rimanendovi fino al 18 febbraio 1918.
  8. ^ Quando partiva per i raid come pilota dell'Escadrille Tunisienne il suo aereo, come gli altri appartenenti a tale reparto, aveva dipinto sulla fusoliera il chat noir miaulant à la lune sur croissant d'argent.
  9. ^ Il velivolo Breguet XIV non era dotato di galleggianti.
  10. ^ a b c Bernard Mack, Les Aviateurs de Désert, Le Saharien n.186, octobre 2008.
  11. ^ Durante il suo tempo libero praticava come sport il rugby.
  12. ^ a b c d e Thiébaud 2008, p. 47
  13. ^ Il sergente Lucien Pierre Alfred Besin era nato il 15 giugno 1894 à Quiévy, Francia. Durante il viaggio da Shanghai a Tokyo viaggiò in un piccolo "locale" posto dietro il sedile del pilota, accessibile solo dall'esterno. Durante il volo egli dormiva, attivandosi una volta raggiunta la destinazione finale per la necessaria messa a punto del motore, o per le eventuali riparazioni. Caratterizzato da un brillante stato di servizio, tra l'altro decorato con la Médaille militaire e con la Médaille coloniale, fu promosso sergente maggiore meccanico il 1º aprile 1924.
  14. ^ O'Connor, Derek, All in the Game, Aviation History, settembre 2010, pp. 56-57, 59.
  15. ^ Il colonnello Etienne Tsu era uno dei pochi cinesi che avevano combattuto nelle fila francesi durante la prima guerra mondiale. Pilota della squadriglia N 37, aveva una o due vittorie aeree al suo attivo.
  16. ^ Mentre Pelletier-Doisy si trovava ad Hong Kong il 30 giugno 1924 vi arrivò anche un team di aviatori della Royal Air Force impegnati in un tentativo di circumnavigazione del mondo da effettuarsi in direzione est. Egli ebbe modo di scambiare storie ed opinioni personali con lo Squadron Leader Archibald Stuart-MacLaren e il Flying Officer William Plenderleith.
  17. ^ L'equipaggio francese vi giunse dopo aver effettuato 120 ore di volo effettivo (alla velocità media di 168 kmh) in 84 giorni.
  18. ^ O'Connor, Derek, All in the Game, Aviation History, settembre 2010, pp. 58-59.
  19. ^ Kiyotake Shigeno, che volava sui caccia SPAD S.VII, era stato decorato con la Croix de Guerre e la Legion of Honor.
  20. ^ Gough 2013, p. 178
  21. ^ Gough 2013, p. 175
  22. ^ Flight, 9 december 1926, pag.14.
  23. ^ Bernard mack, Les Aviateurs de Désert, Le Saharien n.186, octobre 2008.
  24. ^ Il volo si svolse con tappe a Atar, Tindouf, Marrakech e Agades.
  25. ^ Pettibone 2010, p. 469
  26. ^ Tale reparto derivava dalla trasformazione della 3ª Escadrille, ed era dotato di una ventina di Amiot 143.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Jacques Boullaire, Capitaine Pelletier Doisy: Mon Raid Paris-Tokyos, Paris, Ateliers d'Aviation Louis Breguet, 1924.
  • (FR) Gilbert Gile-Nicaud, Le Raid merveilleux de Pelletier-Doisy, Paris-Tokio en avion, Paris, Plon-Nourrit et Ciet, 1924.
  • (EN) Michael Gough, The Pulitzer Air Races: American Aviation and Speed Supremacy, 1920-1925, Jefferson, McFarland & Company, Publishers, Inc., 2013, ISBN 1-4766-0324-3.
  • (FR) Charles D. Pettibone, The Organization and Order of Battle of Militaries in World War II. Volume VI Italy and France, Milano, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2002, ISBN 1-4269-4633-3.
  • (FR) Jean-Marie Thiébaud, La Présence française au Japon: Du XVIème siècle à nos jours, Paris, L'Harmattan, 2008, ISBN 2-296-19287-4.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Bernard Mack, Les aviateurs du Désert in Le Saharien, nº 186, La Rahla - Amicale des Sahariens, ottobre 2008.