George Wallace

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George Wallace

George Corley Wallace (Clio, 25 agosto 1919Montgomery, 13 settembre 1998) è stato un politico statunitense, in quattro occasioni governatore dell'Alabama.

Definito dai suoi biografi Dan T. Carter[1] e Stephan Lesher,[2] «il perdente più influente del XX secolo», fu quattro volte candidato alle elezioni presidenziali, tre per il Partito Democratico ed una come candidato indipendente, non essendo riuscito ad ottenere l'investitura democratica. Benché democratico, fu noto soprattutto per il suo sostegno populista alla segregazione razziale durante il periodo delle lotte per i diritti civili degli Afroamericani,[3] convinzioni che avrebbe in seguito pubblicamente rinnegato.[4]

Famiglia e studi[modifica | modifica wikitesto]

George Wallace nacque a Clio, in Alabama. Laureatosi in diritto nel 1942, fu arruolato nell'Aeronautica militare e partecipò alla Guerra del Pacifico durante la Seconda guerra mondiale.[5] Sergente, prestò servizio agli ordini del generale Curtis LeMay, suo futuro candidato alla vicepresidenza nel 1968. Fu in quest'epoca che rischiò di morire a causa di una meningite spinale che lo avrebbe parzialmente privato dell'udito e gli avrebbe lasciato gravi postumi neurologici.

Inizi della carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1946, fu eletto alla Camera dei rappresentanti dello Stato dell'Alabama. All'epoca era un progressista liberale del Partito Democratico. Alla convenzione democratica del 1948, rifiutò di fare la scissione al seguito di Strom Thurmond e di sostenere i Dixiecrats contro Harry Truman, benché si opponesse a quest'ultimo sul suo programma di diritti civili (nel 1963, si sarebbe scusato per non aver sostenuto Thurmond).

Nel 1953, venne eletto giudice del terzo circondario, facendosi la fama di liberale e guadagnandosi il nomignolo di «il piccolo giudice combattente» (the fightin' lil' judge), in riferimento alla sua passione per la boxe praticata in gioventù.[6] Nel 1958, si presentò per la carica di governatore dell'Alabama, sostenuto dalla NAACP,[6] l'organizzazione per l'avanzamento delle persone di colore, ma fu battuto alle primarie democratiche da John Patterson, essendo quest'ultimo sostenuto dal Ku Klux Klan. A quell'epoca, le primarie democratiche costituivano la vera elezione del governatore, a causa della mancanza di un'opposizione credibile al momento delle elezioni generali.

Wallace, rimasto scottato dalla sua sconfitta, adottò allora una linea dura sulla segregazione razziale e cominciò a corteggiare il voto dei bianchi più razzisti. Quando un sostenitore gli chiese perché avesse cominciato a usare messaggi razzisti, Wallace replicò: «Sa, ho cercato di parlare di buone letture e di buone scuole e di queste cose che sono state parte della mia carriera, e nessuno ascoltava. Poi ho cominciato a parlare di negri, e si sono messi a battere i piedi sul pavimento."[7]

Governatore dell'Alabama (1963-1967)[modifica | modifica wikitesto]

George Wallace (davanti alla porta) mentre sfida la desegregazione dell'Università dell'Alabama nel giugno 1963

Nel 1962, fu eletto per i democratici governatore dell'Alabama da un'ondata di voti, con un programma ultrasegregazionista e antifederale, illustrato anche nel suo famoso discorso d'insediamento, avvenuto nel gennaio 1963.[7]

Contro la desegregazione all'università[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stand in the Schoolhouse Door.

L'11 giugno 1963, con i suoi sostenitori, si presentò davanti all'Università dell'Alabama per impedire la desegregazione dell'istituto e l'entrata ai corsi dei primi due studenti neri, Vivian Malone e James Hood, che erano scortati e protetti dalla Guardia Nazionale, dal marshal federale e dal procuratore dello Stato. I due allievi sarebbero entrati nell'università tra le urla della folla.

Un analogo tentativo di Wallace di impedire l'iscrizione di quattro studenti neri in quattro diverse scuole elementari ad Huntsville nel settembre 1963, fu bloccato dall'intervento di un tribunale federale di Birmingham, consentendo ai quattro bambini di entrare, per la prima volta in Alabama, in una scuola integrata.[8][9]

In quello stesso anno un attentato mortale colpì una chiesa battista di Birmingham uccidendo quattro bambine nere. Wallace fu ritenuto responsabile dell'atmosfera di odio che regnava nello Stato e Martin Luther King lo chiamò in causa personalmente, accusandolo di avere le mani sporche del sangue di quelle bimbe.

Ambizione presidenziale nel 1964[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964, a dispetto dell'immagine discussa che dava dell'Alabama, si presentò alle primarie democratiche al momento delle elezioni presidenziali. Era allora il principale concorrente del presidente Lyndon Johnson in campo democratico e riportò notevoli successi in vari Stati di altre regioni come il Wisconsin, il Maryland e l'Indiana, con un terzo dei voti espressi in suo favore.[10]

Il governatore per procura (1967-1968)[modifica | modifica wikitesto]

Poiché la costituzione dell'Alabama gli impediva di presentarsi per un nuovo mandato, George Wallace fece presentare sua moglie, Lurleen Wallace, alla carica di governatore. Così, quando la moglie vinse le elezioni del 1966, egli continuò di fatto ad esercitare i poteri di governatore. Nel 1968, però, Lurleen morì di cancro mentre era ancora in carica.[11] Di conseguenza, il suo posto fu preso dal vice-governatore, Albert Brewer.

Il candidato dell'«American Independent Party» (1968)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968, Wallace decise di ripresentarsi alle presidenziali, ma rifiutò di passare per le primarie democratiche sapendo che gli sarebbero state sfavorevoli. Si presentò allora come candidato del nuovo Partito Indipendente Americano (American Independent Party, AIP) con Curtis LeMay come compagno di lista alla carica di vicepresidente. Le discusse posizioni di quest'ultimo a favore dell'armamento nucleare, tuttavia, gli alienarono il sostegno di molti elettori.[12] Wallace dovette anche difendersi dalle accuse di molti giornali di aver ricevuto l'appoggio di alcuni gruppi razzisti ed estremisti.[13][14]

Wallace sperava di ricevere abbastanza voti per impedire al candidato di uno dei due grandi partiti di avere la maggioranza assoluta dei grandi elettori e obbligare quindi a ricorrere a un voto della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Sperava in tal modo che al Congresso il Sud avrebbe ottenuto sufficienti concessioni per rimettere in discussione la politica federale favorevole alla desegregazione in cambio dell'elezione di uno dei candidati. Al momento delle elezioni Wallace giunse ad ottenere la maggioranza nei cinque Stati del Sud ma, ciononostante, Richard Nixon fu eletto con la maggioranza assoluta dei voti dei grandi elettori.

Secondo mandato come governatore dell'Alabama (1971-1979)[modifica | modifica wikitesto]

George Wallace

Nel 1970, George Wallace fu di nuovo eletto governatore dell'Alabama contro il governatore democratico uscente Albert Brewer, sostenuto dal presidente Richard Nixon. A quell'epoca, George Wallace era la settima personalità più ammirata dagli Americani appena davanti a papa Paolo VI.

Candidato alle elezioni presidenziali del 1972[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972, fu di nuovo candidato alle elezioni presidenziali e accettò di partecipare alle primarie democratiche dove ebbe come avversario in particolare George McGovern e Hubert Humphrey. Alle primarie della Florida, Wallace riportò il 42% dei voti e la totalità delle contee dello Stato. Nel corso della campagna, sostenne, non senza contraddizioni, di non essere più a favore della segregazione, e di essere sempre stato un moderato.[6][15] Tuttavia, si opponeva alla politica di desegregazione degli autobus.[16]

L'attentato[modifica | modifica wikitesto]

Ma in Maryland, in piena campagna nella contea di Laurel, fu vittima di un tentativo di assassinio. Arthur Herman Bremer gli sparò addosso quattro colpi, senza però ucciderlo e ferendo insieme a lui altre tre persone. L'inchiesta avrebbe dimostrato che le motivazioni di Bremer non erano politiche e che era solamente in cerca di notorietà. Il tentativo di assassinio lasciò Wallace paralizzato.

In quell'occasione fu oggetto di un moto generale di simpatia in tutto il paese, che contribuì a fargli vincere le primarie del Maryland, del Michigan, del Tennessee e della Carolina del Nord. Avrebbe tuttavia dovuto inchinarsi davanti al progressista George McGovern.

Durante la convalescenza, il vice governatore, Jere Beasley, lo rimpiazzò dal 5 giugno al 7 luglio 1972. Nell'estate 1972, George Wallace intervenne alla convenzione democratica che ebbe luogo a Miami sulla sedia a rotelle. McGovern sarebbe stato battuto in novembre dal presidente Nixon, vincitore in 49 dei 50 Stati. Nel 1974, Wallace fu rieletto governatore (essendo stata nel frattempo modificata la costituzione dello Stato).

Candidato alle elezioni presidenziali del 1976[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1975, Wallace si presentò una nuova volta alla presidenza e partecipò alle primarie democratiche. La sua salute incerta ed il suo handicap non gli permisero però di riportare sufficienti voti e rinunciò dopo parecchi fallimenti negli Stati del Sud davanti al governatore della Georgia, Jimmy Carter, di cui avrebbe alla fine appoggiato la candidatura.

Il «cristiano rinato»[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta, Wallace divenne un «cristiano rinato» (a Born-Again Christian), cioè un cristiano che «rinasce » alla fede. Chiese perdono per aver sostenuto la segregazione ai dirigenti neri delle organizzazioni dei diritti civili. Dichiarò allora di ricercare l'amore e il perdono.[17]

Governatore dell'Alabama (1983-1987)[modifica | modifica wikitesto]

Fu sotto il suo ultimo mandato da governatore dell'Alabama che numerosi neri accedettero a cariche di alta responsabilità nell'amministrazione dello Stato.[18] Wallace vinse l'elezione a governatore contro le previsioni generali, che davano per favorito il candidato repubblicano, Emory Folmar, sindaco di Montgomery. Nella sua carriera, ottenne quattro mandati governativi nell'arco di tre decenni, per un totale di 16 anni di permanenza in carica.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Si ritirò dalla vita politica nel 1987 a causa di problemi di salute, che condizionarono pesantemente i suoi ultimi anni. George Wallace morì nel 1998 a Montgomery (Alabama), a causa di uno shock settico subentrato in seguito a un'infezione batterica.

I suoi matrimoni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di sua moglie Lurleen Burns (dalla quale aveva avuto quattro figli) nel 1968, George Wallace si risposò due volte. Nel 1971, sposò Cornelia Ellis Snively, nipote dell'ex governatore James Folsom ("Big Jim"). Divorziarono nel 1978. Nel 1981, Wallace sposò Lisa Taylor, dalla quale si sarebbe separato nel 1987.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Geroge Wallace rimane famoso anche per alcune frasi ad effetto che pronunciò durante la sua lunga carriera politica. Ecco alcune delle più conosciute.

  • «Segregation now, segregation tomorrow, and segregation forever.» (Segregazione ora, segregazione domani, e segregazione per sempre.)

George Wallace - discorso d'inaugurazione del suo primo mandato di governatore dell'Alabama nel 1963

  • «The average man in Africa or Asia doesn't even know where he is, let alone where Alabama is.»" (L'uomo medio in Africa o Asia non sa neanche dov'è lui, ancor meno dov'è l'Alabama.) - Dichiarazione di George Wallace nel 1963 dopo l'attentato omicida di Birmingham (Alabama)
  • «I was killing fascists when you punks were in diapers.» (Io ammazzavo fascisti quando voi teppistelli portavate i pannolini.) - «You shout four letter words at me, well, I have two for you: S-O-A-P and W-O-R-K». (Voi mi avete gridato contro parole di quattro lettere,[19] bene, io ne ho due per voi: S-O-A-P (sapone) e W-O-R-K (lavoro).) George Wallace rivolgendosi agli Hippie durante la campagna presidenziale del 1968
  • «They're building a bridge over the Potomac for all the white liberals fleeing to Virginia.» (Stanno costruendo un ponte sul Potomac per tutti i liberali bianchi che fuggono in Virginia.) - George Wallace durante la campagna presidenziale del 1968
  • «Non c'è un briciolo di differenza tra il candidato repubblicano e quello democratico.» - George Wallace durante la candidatura indipendente alla campagna per le elezioni del 1968, riferendosi a Richard Nixon e Hubert Humphrey.

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Alla figura di Wallace sono dedicati diversi brani del concept album Southern Rock Opera del gruppo southern rock Drive-By Truckers.

È citato in alcune scene del film Forrest Gump.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dan T. Carter, The Politics of Rage: George Wallace, the Origins of the New Conservatism, and the Transformation of American Politics, New York, Simon & Schuster, 1995, p. 468, ISBN 0-8071-2597-0.
  2. ^ Stephan Lesher, George Wallace: American Populist, Reading, Mass., Addison-Wesley, 1994, xi, ISBN 0-201-62210-6.
  3. ^ Fatal Attraction., New America Foundation
  4. ^ Edwards, George C., Government in America: people, politics, and policy (2009), Pearson Education, 80.
  5. ^ Lesher (1994) pp. 47-61
  6. ^ a b c  Mccabe, Daniel (sceneggiatore, regista, produttore), Paul Stekler (sceneggiatore, regista, produttore), Steve Fayer (sceneggiatore). . American Experience, Boston, USA, 2000
  7. ^ a b Public Broadcasting Service, WGBH, George Wallace: Settin' the Woods on Fire: Wallace Quotes in The American Experience, PBS, 2000. URL consultato il 5 settembre 2006.
  8. ^ Sonnie Wellington Hereford IV, My Walk Into History ( [collegamento interrotto]Scholar search) in Notre Dame Magazine, primavera 2005. URL consultato l'8 febbraio 2008.
  9. ^ A brief history of race and schools, The Huntsville Times
  10. ^ Carter (1995), pp. 198-225.
  11. ^ Carter (1995), pp. 310-312, 317-320.
  12. ^ LeMay and Chandler in Rick Perlstein, Nixonland: The Rise of a President and the Fracturing of America, New York, Scribner, 2008, p. 348, ISBN 0-7432-4302-1.
  13. ^ Sara Diamond, Roads to Dominion: Right-Wing Movements and Political Power in the United States, New York, Guilford Press, 1995, pp. 142–146, ISBN 0-89862-864-4.
  14. ^ Carter (1995), pp. 296-297.
  15. ^ Public Broadcasting Service, WGBH, George Wallace: Settin' the Woods on Fire (web site) in The American Experience, PBS, 1999. URL consultato il 25 maggio 2006. Sito web per il documentario della PBS, che include una trascrizione completa, riferimenti ad altre informazioni su Wallace e strumenti didattici.
  16. ^ Carter (1996), pp. 17-32.
  17. ^ Secondo Carter (1995, pp. 236-37), «Ma nessuno che conoscesse bene Wallace prese mai seriamente la sua onesta professione - pronunciata mille volte dopo il 1963 - che [era stato] un segregazionista, non un razzista. ... Wallace, come la maggior parte dei meridionali della sua generazione, [aveva] genuinamente creduto che i neri fossero una razza separata, inferiore.»
  18. ^ Eric Foner, John Arthur Garraty, Society of American Historians, The Reader's Companion to American History, Houghton Mifflin Harcourt, 1991, p. 1127, ISBN 978-0-395-51372-9.
  19. ^ A four letter word, letteralmente appunto «una parola di quattro lettere», è un'espressione idiomatica con la quale, in inglese, si indica una parola volgare o molto offensiva.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Governatore dell'Alabama Successore Seal of Alabama.svg
John Patterson 1963 - 1967 Lurleen Wallace I
Albert Brewer 1971 - 1979 Fob James II
Fob James 1983 - 1987 H. Guy Hunt III

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