Geogaddi

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Geogaddi
Artista Boards of Canada
Tipo album Studio
Pubblicazione 13 febbraio 2002 (Giappone)

18 febbraio 2002 (Europa)

19 febbraio 2002 (USA)
Durata 66:06 (68:14 giapponese)
Dischi 1
Tracce 23 (24 giapponese)
Genere Intelligent dance music
Ambient techno
Musica elettronica
Trip hop
Etichetta Warp
Produttore Marcus Eoin, Mike Sandison
Registrazione all'Hexagon Sun Studio in Scozia
Formati CD, Vinile, Digipak
Boards of Canada - cronologia
Album successivo
(2005)

Geogaddi è il secondo full-length album del duo scozzese Boards of Canada, pubblicato nel 2002 e successore di Music Has the Right to Children. Rimane ancora oggi il lavoro più controverso e discusso del gruppo. Rilasciato improvvisamente senza una vera e propria campagna di marketing che l'abbia preceduto, il debutto ufficiale dell'album avvenne in sei chiese sparse per il mondo: Londra, New York, Tokyo, Edimburgo, Parigi e Berlino[1].

Il disco è stato definitivamente pubblicato il 13 febbraio 2002 in Giappone, il 18 febbraio in Europa e il giorno seguente (19 febbraio 2002) negli Stati Uniti. Le registrazioni e la produzione, curata dagli stessi membri del gruppo, ossia dai fratelli Michael Sandison e Marcus Eoin, sono state effettuate presso l'Hexagon Sun Studio di Pentland Hills in Scozia.

Le 23 tracce dell'album sono state scelte tra uno straordinario repertorio di più di 90 composizioni sulle quali il duo aveva lavorato dopo la pubblicazione di Music Has the Right to Children. Geogaddi rivisita le melodie nostalgiche legate all'innocenza dell'infanzia e le strutture armoniche dell'album precedente, legando ad esse motivi più oscuri e malinconici. Il suono elettronico di sintetizzatori e mixer si confonde con l'uso delle campionature più diverse, principalmente voci infantili, suoni naturali e narrazioni di documentari. Sono molti i fan che sostengono che l'album sia pieno di riferimenti occulti, lo stesso duo ha sempre espresso il proprio interesse riguardo all'uso dei messaggi subliminali nella musica[2]. Tra i brani in questione spiccano "You Could Feel the Sky" , in cui si possono udire riferimenti ad una divinità cornuta; "1969", brano legato al culto dei Davidiani guidato da David Koresh, e al tragico assedio di Waco avvenuto in Texas nel 1993; "A Is to B as B Is to C", in cui si possono trovare alcuni messaggi inseriti tramite backmasking; infine, "The Devil Is in the Details", brano chiaramente legato all'ipnosi. Riferimenti occulti possono essere trovati sparsi per l'intero album, ciononostante l'interpretazione dei fan non ha mai trovato una conferma da parte del duo.

In generale, Geogaddi, pur offrendo il tipico sound dei Boards of Canada, caratterizzato da un alternarsi di tracce lunghe e complesse e "vignette" la cui durata non supera i due minuti, è stato spesso descritto come un album inquietante e causa di forte paranoia per alcuni. Il disco, secondo i due musicisti può essere considerato come:

« una sorta di prova estrema, un contorto e claustrofobico viaggio che porta ad una esperienza piuttosto oscura prima di raggiungere nuovamente l'aria aperta, è un tipo di narrazione. »
(Mike Sandison)

Lo stesso Sandison ha, inoltre, affermato che gli eventi dell'11 settembre 2001 hanno avuto un'influenza decisiva sul sound di Geogaddi:

« Geogaddi doveva esorcizzare demoni e paure, e anche dopo aver deciso di lavorare su di un album di questo tipo, proprio nel bel mezzo del nostro lavoro, venne l'11 settembre. Ricordo che c'erano pochi di noi nello studio quel giorno, e finimmo incollati al televisore per tutto il tempo. Penso che i mesi dopo quell'evento ci spinsero a creare un album più oscuro, come penso che ebbero lo stesso effetto su un sacco di altre band. »

L'aspetto oscuro dell'album, tuttavia, rimane legato anche ad altri elementi, come l'uso di samples in cui ci si riferisce a temi che variano dall'occulto, alla matematica, fino al satanismo. A supporto di quest'ultima teoria, la durata totale dell'album è di 66 minuti e 6 secondi, inoltre, se le 23 tracce vengono convertite in file .wav, l'album avrà una dimensione pari a 666MB, la band sostiene però che tutto ciò sia stato deciso scherzosamente in studio insieme al produttore.

Il titolo del disco non ha particolari significati. Potrebbe essere ricavato dall'unione dei termini "geo", che è riferito alla Terra, e "gaddi", che è il nome di un popolo nomade hindu famoso per il suo stile di vita pacifico. Un'altra interpretazione potrebbe derivare dall'unione di "geo" (Terra), "gad" (col significato di divinità) e "di" (col significato di due, il numero dei membri del gruppo).

Magic Window è una traccia silenziosa. Le tracce 1969 e Julie and Candy sono state utilizzate come colonna sonora per due puntate di Top Gear. La traccia Beware the Friendly Stranger è stata utilizzata come colonna sonora di Salad Fingers.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Ready Lets Go – 0:59
  2. Music is Math – 5:21
  3. Beware the Friendly Stranger – 0:37
  4. Gyroscope – 3:34
  5. Dandelion – 1:15
  6. Sunshine Recorder – 6:12
  7. In the Annexe – 1:22
  8. Julie and Candy – 5:30
  9. The Smallest Weird Number – 1:17
  10. 1969 – 4:20
  11. Energy Warning – 0:35
  12. The Beach at Redpoint – 4:18
  13. Opening the Mouth – 1:11
  14. Alpha and Omega – 7:02
  15. I Saw Drones – 0:27
  16. The Devil is in the Details – 3:53
  17. A Is to B as B Is to C – 1:40
  18. Over the Horizon Radar – 1:08
  19. Dawn Chorus – 3:55
  20. Diving Station – 1:26
  21. You Could Feel the Sky – 5:14
  22. Corsair – 2:52
  23. Magic Window – 1:46
  24. From One Source All Things Depend – 2:10 – (Bonus Track inclusa solo nella versione giapponese)

Durata totale: 68:04

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic[3] 4.5/5 stelle
Pitchfork Media[4] 8.6/10.0
Drowned in Sound[5] 4/5 stelle
PopMatters[6] positivo
Metacritic[7] 84/100
Stylus Magazine[8] B+
Tiny Mix Tapes[9] 4.5/5 stelle

L'album è stato recensito in maniera estremamente positiva da quasi tutti i critici e le riviste musicale. Si veda a tal proposito le recensioni di Allmusic, Pitchfork Media, PopMatters, Drowned in Sound, Mojo e Metacritic, Stylus Magazine e Tiny Mix Tapes. La rivista NME lo ha consacrato addirittura come "album elettronico dell'anno"[10] mentre Mojo lo ha inserito al 16º posto della classifica dei migliori album del 2002.[11]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Boards of Canada
  • Michael Sandison - performer
  • Marcus Eoin - performer
Tecnici
  • Peter Campbell - fotografia copertina
  • Michael Sandison - produzione, artwork, fotografia
  • Marcus Eoin - produzione, artwork, fotografia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BocPages - Geogaddi listening parties
  2. ^ The Decibel Tolls
  3. ^ Geogaddi - Recensione in All Music. URL consultato il 28 giugno 2012.
  4. ^ Geogaddi - Recensione in Pitchfork Media. URL consultato il 28 giugno 2012.
  5. ^ Geogaddi - Recensione in Drowned in Sound. URL consultato il 28 giugno 2012.
  6. ^ Geogaddi - Recensione in PopMatters. URL consultato il 28 giugno 2012.
  7. ^ Geogaddi - Recensione in Metacritic. URL consultato il 28 giugno 2012.
  8. ^ Geogaddi - Recensione in Stylus Magazine. URL consultato il 28 giugno 2012.
  9. ^ Geogaddi - Recensione in Tiny Mix Tapes. URL consultato il 28 giugno 2012.
  10. ^ NME Album Reviews - Boards Of Canada : Geogaddi - NME.COM
  11. ^ Mojo's Best Albums of 2002 list

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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