Gentlemen's agreement
Un gentlemen's agreement (dall'inglese, con il significato letterale di "accordo fra gentiluomini") è un accordo informale tra due parti, che può essere scritto o orale. La sua caratteristica essenziale è che si basa per la sua realizzazione sull'onore e sul rispetto della parola data, e non può essere difeso giudizialmente, a differenza ad esempio di un contratto.
Era un gentlemen's agreement il patto tra Italia e Regno Unito del 2 gennaio 1937, che poneva i suoi presupposti nello scambio di lettere, avvenuto i mesi precedenti, tra il ministro degli esteri Galeazzo Ciano e l'ambasciatore inglese a Roma lord James Eric Drummond Perth. Si stabiliva il reciproco interesse del diritto di entrata, uscita e transito nelle acque del Mediterraneo, e di evitare la modifica dello «statu quo relativo alla sovranità nazionale dei territori del bacino del Mediterraneo».[1] L'Italia si dichiarava inoltre disposta a mantenere l'integrità territoriale della Spagna intatta. Al gentlemen's agreement fece seguito il cosiddetto "Patto di Pasqua", firmato il 16 aprile 1938 sempre tra Italia e Regno Unito, che confermava e rafforzava il precedente accordo.
[modifica] Note
- ^ Cf. ricorrenze su Google Libri.
[modifica] Collegamenti esterni
- Voce su Treccani.it
- Gentlemen's agreement in Natalino Sapone, La responsabilità precontrattuale, Milano, Giuffrè, 2008. ISBN 88-14-13888-5; ISBN 978-88-14138-88-1
- Gentlemen's agreement, pp. 399 ss. in Gianluca Sicchiero, La risoluzione per inadempimento. Artt. 1453-1459, Milano, Giuffrè, 2007. ISBN 88-1412799-9; ISBN 978-88-14127-99-1
- Gentlemen's agreement, nota 34 di p. 293 in Francesco Galgano, Trattato di diritto civile. Le obbligazioni in generale. Il contratto in generale. I singoli contratti, 2ª ed., Padova, CEDAM, 2010. ISBN 88-13-30562-1; ISBN 978-88-13305-62-8
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